Comunità,territorio,architettura. Progetto in autocostruzione per l'engenho Bonfim, Brasile
Cristian Anastasio
Comunità,territorio,architettura. Progetto in autocostruzione per l'engenho Bonfim, Brasile.
Rel. Guido Laganà, Alfredo Mela, Gloria Pasero. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2010
Abstract
Grazie al corso "Produzione edilizia e tecnologie per i paesi in via di sviluppo", si è avuta l'opportunità di approfondire le conoscenze sull'uso della terra cruda come materiale da costruzione, sulle caratteristiche e le potenzialità dei blocchi in terra compressa e stabilizzata e sui benefici in termini sociali, culturali ed economici che potevano scaturire dalla pratica dell'autocostruzione come forma di edilizia a basso costo nei paesi in via di sviluppo. In particolare, è stato possibile venire a contatto, in modo diretto, con i risultati della intensa attività di sperimentazione che il prof. Roberto Mattone, docente di Tecnologia e responsabile del Laboratorio, aveva portato avanti durante il suo lungo periodo di didattica e di ricerca presso il Politecnico.
Il "blocco Mattone" in terra cruda stabilizzata, dotato di risalti e di riscontri, ottenuto con una semplice pressa manuale da lui modificata, costituisce uno dei risultati di questa ricerca. L'attivazione poi di un progetto - la realizzazione con il "blocco Mattone" di una casa da farinha, luogo per la produzione della farina di manioca per la comunità nera di Bonfim in Parafba, Brasile - finanziato dalla Regione Piemonte e dall'Associazione onlus Mattone su Mattone e dall'Associazione AACADE (Associacao de Apoio aos Assentamentos e Comunidades Afro-Descendentes da Parafba) ha suscitato il nostro interesse.
L'impegno nella progettazione di questo edificio, prima ancora del viaggio in Brasile ha fatto scaturire il desiderio e la volontà di conoscere meglio la realtà delle popolazioni afrodiscendenti del Brasile, e di pensare ad interventi successivi in questa comunità, uscita soltanto recentemente da un regime di semischiavitù e ora desiderosa di passare da uno stato di sussistenza precaria ad una situazione di sviluppo sostenibile.
Nasce così l'idea di svolgere una tesi di laurea che partendo dall'indagine sociologica di un fenomeno poco conosciuto arrivi a prefigurare un piano di sviluppo futuro, almeno a livello insediativo, anche considerando e valutando l'esperienza della realizzazione di una prima opera mediante i principi dell' autocostruzione.
Dopo la redazione del progetto ci si è recati sul posto per introdurre il lavoro alla comunità e partecipare attivamente alla realizzazione delle fondazioni e alla produzione dei blocchi necessari. Parallelamente è stata svolta l'indagine sociologica, che ha incluso osservazioni dirette, interviste di profondità, reperimento ed uso di documenti di varia natura. Per la messa in opera dei blocchi sono intervenute in un secondo tempo la prof. Gloria Pasero e l'arch. Chiara Robboni. Al rientro in Italia si è rielaborato il materiale raccolto, realizzando un report della ricerca sociale e delle raccolte di schede volte ad individuare le caratteristiche del territorio e degli insediamenti comunitari, e infine si sono definite delle linee guida per un futuro sviluppo insediativo.
Per consentire uno sviluppo logico, nella tesi questi argomenti non vengono trattati nell'ordine cronologico in cui sono stati affrontati. Si parte dal report della ricerca sociale, per passare poi all'individuazione delle caratteristiche territoriali e insediative.
Si illustra il progetto della casa per la produzione di farina di manioca e si affronta il tema dell'uso della terra cruda come materiale per l' autocostruzione nei paesi in via di sviluppo. Infine si definiscono delle linee guida per un futuro sviluppo insediativo che possa preservare gli aspetti sociali e culturali propri della comunità afrodiscendente e consentire nel contempo uno sviluppo sostenibile.
In allegato viene riportato il testo completo delle interviste tradotto in italiano.
Molti sono stati gli interventi di persone e Associazioni che a diverso titolo hanno permesso la realizzazione di questo lavoro. In primo luogo desideriamo esprimere riconoscenza e gratitudine al prof. Roberto Mattone. Con l'esperienza maturata sul campo ci siamo resi conto di quanto le soluzioni da lui individuate nel corso di anni di ricerca e sperimentazione siano estremamente efficaci e apprezzate. Siamo certi che Roberto Mattone continuerà a vivere nelle persone che, come quelle da noi incontrate, hanno la fortuna di godere dei risultati concreti del suo lavoro.
Relatori
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