Progetto del nuovo museo di arte : architettura e design a Oslo
Federica Nalin, Alice Reina
Progetto del nuovo museo di arte : architettura e design a Oslo.
Rel. Piergiorgio Tosoni, Alessandro Martini. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2010
Abstract
Questa tesi, che prevede la progettazione dalla scala urbana a quella architettonica di un grande complesso museale multidisciplinare, trae origine dalla recente pubblicazione (2009) del bando di concorso internazionale per la realizzazione del nuovo Museo Nazionale di Oslo: un progetto ambizioso che mira a riunire in un unico, grande complesso museale le collezioni di arte moderna, arte contemporanea, design e architettura oggi ospitati in alcuni edifici storici della capitale norvegese.
Questo lavoro ha fornito l'occasione di approfondire il significato dell'istituzione museale: come questa si pone nel rapporto con la città e con il pubblico e quali tipologie è possibile riconoscere dall'analisi di alcuni casi studio di musei di nuova costruzione. Si tratta di un'analisi critica da cui emerge come, sempre più spesso, i nuovi musei delle metropoli e delle capitali, in Europa così come oltre oceano, siano più attenti alle strategie di marketing che non a quei principi fondamentali secondo cui "il Museo è un'istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo. E' aperto al pubblico e compie ricerche che riguardano le testimonianze materiali e immateriali dell'umanità e del suo ambiente; le acquisisce, le conserva, le comunica e, soprattutto, le espone a fini di studio, educazione e diletto" '.
Circoscrivere il campo di studio al contesto norvegese ha significato approfondire la realtà di un Paese non molto conosciuto, anche dal punto di vista architettonico, ma che recentemente ha attirato l'attenzione del pubblico degli architetti grazie alla realizzazione della nuova Opera House di Snohetta, vincitrice del Premio Mies van der Rohe 2009. In realtà questo progetto non costituisce un evento singolo, ma fa parte di un più ampio intervento su scala urbana che dal 2007 sta rinnovando il volto della città, intervento di cui farà parte anche il Nuovo Museo Nazionale, oggetto di questa tesi. Attraverso una serie di lavori (la cui fine è previste nel 2027) 2che riguarderanno modifiche alla viabilità e la riqualificazione di interi quartieri, la città cercherà definire una nuova immagine di sé, un'immagine che rispecchi la propria identità e che al tempo stesso segua il passo delle evoluzioni urbanistiche delle altre capitali europee.
Tenere conto delle linee guida di questa trasformazione in atto è fondamentale per la progettazione di un museo integrato con la città e con il pubblico, così come è stata fondamentale la diretta conoscenza del sito di progetto (luogo privilegiato ed emblematico della città) e delle collezioni che saranno ospitate nelle nuove sale espositive. Il sopralluogo effettuato a febbraio 2010 ha permesso la diretta conoscenza delle opere che verranno ospitate nelle nuove sale espositive, grazie alla quale si cercherà di attuare una progettazione "dal contenuto al contenitore" così da evitare quello che è stato definito come "l'effetto Bilbao", intendendo non solo il richiamo provocato dall'attrattore supremo del porto basco che prima di allora era semplicemente una cittadina della costa spagnola con una situazione economia stagnante, ma, più in generale, l'incredibile potere di alcuni edifici firmati da grandi nomi di garantire la rinascita di per altre realtà urbane desiderose di uscire dal letargo economico per trovare un nuovo, più dinamico posizionamento nella mappa della globalizzazione. La cosa un po' inquietante, però, è che nel caso di un complesso museale si parli prima di rinascita economica che di rinascita culturale (basti pensare al caso di Metz, nella regione francese della Lorena, dove il Centre Pompidou vuole trasferire le sue ricche collezioni.)
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