Lo spazio e (non) la pietra :la composizione nel processo di elaborazione dell'idea architettonica: le avanguardie razionaliste russe e gli esercizi di N. Ladovsky
Irina Belkina
Lo spazio e (non) la pietra :la composizione nel processo di elaborazione dell'idea architettonica: le avanguardie razionaliste russe e gli esercizi di N. Ladovsky.
Rel. Marco Trisciuoglio. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2011
Abstract
La mia esperienza universitaria inizia sei anni fa, iscrivendomi all'Accademia di Arte e Architettura di Ekaterinburg. Ho conseguito la laurea di primo livello nel 2008 e successivamente ho deciso di terminare gli studi in Italia. Questa lunga esperienza di studio mi ha permesso di confrontare le diverse metodologie di insegnamento tra università russa e quella italiana. Nello specifico durante il periodo russo ho imparato diversi metodi compositivi che aiutano lo studente a sviluppare la fantasia e danno un impulso per la progettazione. Studiando in Italia invece ho scoperto che i metodi utilizzati sono diversi, quasi opposti. Questo disaccordo tra le due scuole mi ha spinto ad iniziare la mia ricerca e ristudiare fino in fondo la metodologia progettuale russa, trovando i punti critici di questo approccio e mettendola al confronto con la scuola italiana..
È stato scelto il periodo tra gli anni 20 e 30 perché esattamente in quel tempo, negando il tradizionalismo e rifiutando radicalmente il passato, la corrente razionalista inizia a formare la prima didattica progettuale che getta le basi della metodologia compositiva nella scuola russa.
L'altro obiettivo è capire come si è arrivati a questa teoria, scavando nel passato in cerca di un 'origine certa.
L'attualità di questo lavoro si nota nella particolarità della progettazione architettonica russa e la necessità di attrarre l'interesse a questo tema. Purtroppo bisogna constatare che c'è l'assenza completa di interesse verso la scuola progettuale sovietica.
Siccome sono un portatore della lingua russa, ed una delle principali motivazioni che mi ha spinto ad iniziare la mia ricerca è l'assenza delle informazioni in lingua italiana, mi piacerebbe mostrare il mio contributo su questo tema nel fondo bibliotecario e dividere con voi la mia cultura.
Dal punto di vista oggettivo il fatto che al centro della ricerca ci sono questioni artistiche formative può rendere il mio lavoro molto provocativo e critico.
Il tema principale di questa tesi è un fenomeno originale nell'architettura sovietica degli anni Venti del ventesimo secolo - la scuola creativa di Nicholay Ladovsky. In quel periodo in cui il mondo della creazione artistica è stato irto di radicali processi formativi è drammaticamente aumentato il ruolo degli artisti con forti talenti della chiara manifestazione formale e lo stile di formazione. Solo questi artisti avevano una grande influenza sulla formazione dello stile del Novecento.
La natura della loro influenza è stata molto diversa. La creatività di certe persone sorgeva nella forma di magnifici monumenti e (per esempio, K. Melnikov) -questi artisti non hanno avuto la loro scuola, come il loro concetto non conteneva il sistema formale ben sviluppato. Altri salivano agli occhi dell'opinione pubblica come artisti unici (K.Malevic, I. Leonidov).
Ma c'era un altro gruppo di leader che non sviluppavano un sistema stilistico, ma possedevano un certo concetto formativo, separato dal sistema artistico e compositivo, e ne costituiscono il fondamento. Il concetto potrebbe essere diverso: a livello di quadro funzionale-strutturale, oppure a livello di una struttura spazio-tridimensionale.
- Abstract in italiano (PDF, 198kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 192kB - Creative Commons Attribution)
Relatori
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