Il trattamento delle componenti di rischio nei progetti di intervento sulle risorse architettoniche e culturali
Elena Lorenzetti
Il trattamento delle componenti di rischio nei progetti di intervento sulle risorse architettoniche e culturali.
Rel. Elena Fregonara, Cristina Coscia. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2003
Abstract
La tesi pone come centrale lo studio - da un punto di vista estimativo-valutativo - del trattamento delle componenti di rischio che possono verificarsi nei progetti di intervento sulle risorse architettoniche e culturali.
Punto di partenza della riflessione è il passaggio, ormai consolidato, da una concezione di Bene Culturale come "patrimonio" a quella di "risorsa" con tutte le ricadute sul piano economico che questo passaggio comporta: il primo termine interpreta il carattere ereditario della tradizione culturale ed allontana ogni significato di cedibilità e spendibilità delle parti e dell'insieme del patrimonio; il secondo, invece, allude maggiormente ai valori connessi alla fruizione dei beni e contiene implicitamente il concetto di gestione e programma di conservazione e valorizzazione. Tra i Beni Culturali, i beni architettonici si distinguono, oltre che per essere sin dall'origine esposti all'ambiente esterno, con i suoi avvenimenti quotidiani ed eccezionali, per la presenza degli spazi interni funzionali anche all'uso umano cui sono sottoposti. I Beni sono, secondo certe interpretazioni, definiti "culturali" non se rappresentano un determinato oggetto me se assolvono ad una determinata flinzione; la vigente normativa non parla, infatti, di pregio del bene ma di funzione e interesse che la collettività manifesta nei confronti di alcuni beni e/o attività.
Solo dal momento in cui i progetti di investimento nel settore dei Beni Culturali sono stati ammessi nel novero di quelli finanziabili attraverso il FIO (Fondo Investimenti e Occupazione) si è tentato di adattare le tecniche dì valutazione economica dei progetti a tale specifica tipologia di investimento; questa, in passato, era stata oggetto ditali riflessioni solo sporadicamente, anche a livello internazionale. A livello pubblico, l'introduzione della valutazione economica in questo campo ha, però, implicato la necessità di creare specifici organismi tecnici: è nato, per esempio, il Nucleo per la Valutazione dei progetti di investimento del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, con il compito principale di procedere alla realizzazione e valutazione di piani e progetti di investimento nel settore, appunto, dei Beni Culturali.
In questo sfondo si apre e si consolida il dibattito, all'interno dei settori disciplinari direttamente interessati alla questione - in particolare all'interno dell'Estimo e dell'Economia del Benessere ed Ambientale - sui significati della valutazione economica dei progetti e, da un punto di vista pratico, sugli strumenti operativi più adatti.
Tema ormai classico, per fare un esempio, è la rilettura critica degli strumenti di valutazione squisitamente monetari, anche alla luce delle nuove aperture più attente alla "qualità".
Basti pensare all'Analisi Costi-Benefici ritenuta non in grado di rispondere in modo soddisfacente alle esigenze valutative, a causa del suo metro monetario di valutazione che trascura le componenti spiccatamente qualitative, tipiche peraltro dei progetti di valorizzazione dei Beni Culturali. L'applicazione di metodologie basate sul metro della redditività economica possono, in fatti, introdurre gravi fattori di distorsione nelle scelte pubbliche, privilegiando il più delle volte gli interventi maggiormente redditizi piuttosto che quelli più necessan.
Ciononostante, l'ACB rappresenta uno strumento significativo, come può dimostrare la rilettura dell'esperienza italiana del F.I.O.
Sulla scia di questo percorso critico, diversi sono gli spunti di riflessione che, ancora, possono essere sottoposti allo studio. Lasciando sullo sfondo i temi più generali - ripresi peraltro nei primi due capitoli della tesi - in questo lavoro, proviamo a ragionare su alcuni punti dai risvolti più tecnici-operativi. In particolare, come si diceva in apertura, sui problemi che la presenza di componenti di rischio ed incertezza comporta sul piano della valutazione.
Non bisogna infatti dimenticare che i metodi di valutazione che si fondano sull'analisi dei flussi di cassa attualizzati sono caratterizzati da pluriperiodalità e molteplicità delle variabili da considerare: la seconda caratteristica comporta un rischio per l'attendibilità dei risultati. Tuttavia, resta la procedura da noi privilegiata.
Alcuni Autori sostengono che la valutazione del rischio negli investimenti pubblici non sia totalmente giustificata in quanto, in questa categoria di progetti, il rischio è suddiviso su tuffi gli individui facenti parte della collettività risultando, quindi, molto ridotto: questo è vero, ma è anche vero che le risorse dello Stato per la realizzazione degli interventi risultano essere sempre più scarse e, anche per questo motivo, è necessario operare scelte sempre più approfondite tra gli interventi da realizzare. In altre parole, nelle realtà attuali il soggetto pubblico tende sempre più a comportarsi con forti analogie con i soggetti privati, almeno per ciò che concerne l'attenzione verso le ricadute sul piano più spiccatamente finanziario degli investimenti. Questa è una delle ragioni fondamentali che stimolano il riflettere su questioni, come l'individuazione e la quantificazione delle quote di rischio, tradizionalmente oggetto di analisi privatitiche.
Nel primo Capitolo, più in particolare, saranno esaminate alcune problematiche relative alla valutazione economica del valore dei Beni Culturali, alla valutazione dei progetti ed alla normativa vigente, (con particolare rignardo alla questione delle varianti in corso d'opera).
Nel secondo Capitolo, invece, verranno menzionati alcuni caratteri fondamentali delle tecniche monetarie di valutazione dei progetti: saranno affrontati alcuni nodi critici dell'Analisi Costi-benefici, tra cui la valutazione degli effetti (benefici e costi sociali), il sistema di prezzi da costruire per la valutazione ed il saggio di sconto da utilizzare ai finidell'attualizzazione; chiuderà il capitolo l'analisi degli indicatori di redditività risultanti dall'applicazione del metodo, operando un confronto tra le differenti formalizzazioni proposte da alcuni Autori che si sono occupati di questi temi.
Il capitolo successivo sarà dedicato allo studio di alcuni aspetti del rischio negli investimenti, con cenni a nozioni di statistica e teoria delle probabilità ed agli strumenti maggiormente utilizzati nell'analisi del rischio negli investimenti. Attenzione particolare è rivolta verso i più recenti sviluppi della discussione, in particolare verso l'approccio della "Probability Analysis", e l'uso di strumenti analitici e simulativi (anche utilizzati in maniera congiunta) per il trattamento di variabili stocastiche.
Il quarto Capitolo sarà interamente dedicato al ripensamento degli strumenti di valutazione per i progetti di valorizzazione intrapresi da enti pubblici: a partire dalla classica Scheda FIO, dall'Analisi Costi-ricavi (ACR) in versione gestionale e dall'Analisi dei Flussi di Cassa. A partire dall'analisi del patrimonio informativo a disposizione (dati e analisi svolte) si proverà a ragionare su un formato semplificato di quadro crono-finanziario particolarmente adatto alla previsione di componenti di rischio legate alla gestione del progetto.
Saranno proposti tre schemi: il primo, definito generalizzato, si presta alla valutazione economica degli interventi pubblici in generale sui manufatti già costruiti. Altri due schemi, semplificati, sono pensati per i casi in cui non si disponga di sufficienti informazioni; essi si differenziano per il fatto che il primo si presta alla valutazione degli interventi che prevedono la conferma dell'uso originario; il secondo, invece, è da utilizzare nel caso di interventi che puntano alla messa in efficienza di un manufatto con l'inserimento di una flinzione differente da quella originaria.
L'ultimo Capitolo sarà dedicato alla presentazione di un caso studio - il progetto di valorizzazione del complesso de La Venaria Reale - selezionato fra altri, allo scopo di fornire una base concreta per meglio esemplificare lo schema proposto al Capitolo 4, sperimentandone il flinzionamento. Dopo alcuni cenni storici, saranno menzionati i punti salienti del progetto, compresa l'analisi dello studio economico effettuato all'interno dello studio di fattibilità. Conclude il lavoro la presentazione dei risultati della simulazione, opportunamente commentati
Relatori
Tipo di pubblicazione
Corso di laurea
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