Cuneo: l'affaccio sul nuovo parco urbano
Carlo Dutto
Cuneo: l'affaccio sul nuovo parco urbano.
Rel. Bruno Bianco. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2011
Abstract
Disegnare, organizzare e modificare a proprio piacimento il luogo in cui si vive credo sia una tendenza naturale dell'uomo, un atto naturale di miglioramento della qualità di vita.
La scelta dell'argomento della tesi parte da questa considerazione: l'area in oggetto è a pochi metri dalla mia abitazione, per cui sembrava una cosa più che naturale prendere in considerazione questa trasformazione urbanistica, pensarla.
L'interesse iniziale era rivolto a dir la verità principalmente al parco urbano, la cui realizzazione consentirà una riqualificazione generale di tutto il quartiere e di riflesso della città: questo si è rivelato poi essere il punto di partenza, dal quale si è sviluppato un discorso più complesso che ha riguardato il contesto in maniera importante.
Il parco è rimasto sì il fulcro del progetto, se non altro per la sua centralità e la dimensione rispetto all'intero sito di analisi, ma il completamento e la trasformazione dei lotti che su esso si affacciano ne hanno sicuramente determinato alcune caratteristiche, subendone allo stesso tempo la significativa influenza.
Il ruolo che quest'area riveste per la città è fondamentale, il che non può essere spiegato semplicemente con il nuovo utilizzo a parco della piazza, che va peraltro ad inserirsi in una città già ricca di verde; ecco dunque prevalere i concetti di posizione strategica, di immagine e biglietto da visita della città, di cucitura e completamento del tessuto urbano.
L'elenco di poche argomentazioni dimostra quanto il quartiere sia punto nevralgico per lo sviluppo urbano di Cuneo, tanto che, da oltre vent'anni, va avanti il dibattito sulle possibili soluzioni da adottare per rivalutarlo.
Tutto questo tempo ha portato certamente ad un immobilismo che ha ridotto piazza d'Armi ad uno stato di completo abbandono, situazione che forse sembra essersi sbloccata grazie alla recente acquisizione del terreno (prima proprietà militare) da parte del Comune, aspetto decisivo per dare un senso concreto alle idee progettuali.
Idee, tante e diverse, sono state anche quelle che parallelamente a quest'ultimo ambito hanno riguardato la 'famosa' zona F5, che dal lotto fronteggiante la chiesa del Cuore Immacolato si estende fino alla piazza; idee che tutt'ora sono vive ed in continua evoluzione tra gli addetti ai lavori e i residenti, come dimostrano le polemiche e le richieste di questi ultimi riportate sui giornali locali nelle scorse settimane. I tanto temuti grattacieli, ipotizzati e presentati negli ultimi decenni, da collocarsi proprio nel lotto citato nel paragrafo precedente, sembrano ora aver lasciato spazio a palazzoni (l'area era prima occupata da cascine) di uffici e residenze.
E' chiaro che un contesto del genere, così ricco di spunti ed intrecci, non poteva far sì che l'intervento fosse circoscritto al parco, come ritagliato da una qualunque foto aerea e disegnato.
Quello che invece non è ancora chiaro, per quanto riguarda le strategie e la disponibilità finanziaria del Comune, è il futuro della caserma Montezemolo, adiacente al parco ed ugualmente in una condizione di semi-abbandono.
E' giusto premettere che il lavoro di tesi è partito con il considerare la possibilità di acquisire l'area in questione, in modo da formulare un'idea più organica, soprattutto in modo da abbracciare tutte quelle aree dell'intorno che necessitano di trasformazione: si evita in tal modo che questi cambiamenti avvengano in maniera distinta, l'uno isolato dall'altro, ma allo stesso tempo legati fortissimamente da una vicinanza indiscutibile ed ineliminabile. Peculiarità rilevanti se si pensa che non si sta parlando soltanto di un 'prato' (lo si ripete, la città non ha di certo bisogno di uno spazio verde isolato), ma della riqualificazione di un intero quartiere, e dei nuovi servizi che in esso si vanno ad inserire.
E' stata fatta una valutazione approssimativa del valore dell'area del demanio militare, applicando poi indici di utilizzazione territoriale tali da consentire in prospettiva un ritorno economico (dalla vendita e affìtto degli alloggi e dei locali commerciali) per giustificare la strategia comunale e la sua sostenibilità.
Sostenibilità dell'intervento che in ogni caso tiene anche conto della riduzione (illustrata nel dettaglio nel capitolo relativo al calcolo degli indici urbanistici) della quota di edificazione dell'area adiacente alla piazza Lanteri prevista nel prg, con il conseguente 'trasferimento' di una parte dei metri quadri edifìcabili a favore del lotto in questione. La stessa considerazione di possibili varianti al prg è stata fatta per un grande terreno oltre il campo di atletica, verso la frazione di San Rocco: l'idea era quella di concentrare il costruito nel sito di tesi, ed ottenere altri spazi verdi da destinare a parco e poter collegare fra loro costituendo importanti corridoi verdi.
Questa soluzione si è imbattuta però nell'impossibilità di realizzare queste fasce naturali causa l'esistente tessuto urbano, l'ormai espansione diffusa della città quasi all'inglobamento degli abitati vicini.
Relatori
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