Vigne e ville nella collina di Torino dal XVI al XIX sec.: un censimento per la conoscenza
Ilaria Cassini
Vigne e ville nella collina di Torino dal XVI al XIX sec.: un censimento per la conoscenza.
Rel. Laura Antonietta Guardamagna. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2011
Abstract
Così Davide Bartolotti presentava, nella sua Descrizione di Torino, la "montagna" torinese definendone la morfologia e la disposizione dei nuclei abitati lungo i pendii.
Oggi quella che noi possiamo considerare la collina di Torino è la porzione che forma un quadrilatero da San Mauro a Moncalieri, a Chieri, a Baldissero fino a richiudersi a San Mauro.
Elisa Gribaudi Rossi, nel suo libro Ville e Vigne della collina torinese, fa una esauriente descrizione delle valli con una prospettiva a volo d'uccello e scopre così “da sinistra a destra per chi guarda dalla città si aprono la valle Grande di Mongreno, la valle Piccola di Mongreno, la vai di Reaglie dove confluiscono i valloncelli detti val Sorda, dei Talleri, dei Goffi; poi la collina si addolcisce nella soleggiata Valpiana, s'incapriccia nelle valli di San Martino Superiore e Inferiore, s'innalza nel lungo sperone che va dalla Gran Madre a Santa Margherita all'Eremo, per riabbassarsi nello splendore verdeggiante della Valsalice; si rialza col largo contrafforte dell'aristocratica zona di San Vito detta impropriamente valle, s'impicciolisce nella modesta vai di Grava sopra la quale gira, mutando di esposizione, la vai Pattonera; infittiscono le abitazioni nella gran conca solatia di Cavoretto; poi, mentre la collina muta d'andamento sino a Moncalieri, nette spiccano la val di rio Sappone o del Fioccardo e la val Cunicolo; quindi la morfologia si arruffa in poggetti, valloncelli, terrazze scivolose per il tratto che il Grossi chiama val Mairano; quindi torna incisiva nella valle che con nome settecentesco chiameremo San Morizio, chiusa dalla larga testata di Costalunga; dietro il castello di Moncalieri, infine, sale il contrafforte Santa Brigida, sopra e al di là del quale sfolgora la magnificenza delle ville.”
E' lungo questo manto di valli, strade, torrenti e dorsali che fin a partire dal XVI secolo nascono e si sviluppano le ville e le vigne trattate in questo studio, attraverso una cernita delle più significative e mediante la lettura della loro storia, dei personaggi che le hanno vissute, delle trasformazioni che hanno subito nei diversi secoli e del loro rapporto con il territorio.
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
