Asti: il mosaico urbano: analisi e proposte di rifunzionalizzazione
Flavia Davico
Asti: il mosaico urbano: analisi e proposte di rifunzionalizzazione.
Rel. Piergiorgio Tosoni. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2010
Abstract
Questa tesi nasce dalla volontà di fornire un contributo, almeno sulla carta, alle interminabili diatribe politico-economiche che esistono nella mia città.
Il problema di spazi, di dimensioni rilevanti, non utilizzati è serio e coinvolge i cittadini in primis, poiché, in funzione di questo, si ha una perdita enorme di denaro pubblico oppure un inutile impiego di esso.
L'obiettivo che mi sono posta è stato quindi recuperare funzionalmente questi cosiddetti "contenitori vuoti" cercando di restituirli alla comunità, inserendovi funzioni sociali che possano comportare una riqualificazione e una promozione della città, sia a livello urbano sia territoriale.
Per perseguire questo obiettivo ho seguito un percorso, che consiste innanzitutto nello studio e nell'analisi di tutti i fabbricati dismessi tramite una schedatura creata ad hoc (cap. 2). Nel capitolo 3 ho analizzato, sempre tramite schedatura, quei contenitori che attualmente sono utilizzati e che il Comune sta cercando di inserire in una sorta di itinerario culturale, formato da un percorso museale attraverso il nucleo storico della città di cui questi spazi sarebbero le tappe fondamentali, trasferendo in essi tutti i musei astigiani.
Quindi ho proposto un masterplan di rifunzionalizzazione dei contenitori situati nella zona più critica e periferizzata della città, inserendovi destinazioni sociali che possano essere polarizzanti sia in scala urbana sia territoriale.
Ciò che ho rilevato e che ho inserito nelle conclusioni è che la città di Asti è particolarmente recidiva: se già a cavallo tra il XIX e il XX secolo essa era un modello di città adattata alla politica economica, anziché creata dalle leggi del buon governo urbano e mancava di un piano urbanistico di insieme, così è ancora oggi. Le attenzioni delle amministrazioni sono infatti rivolte maggiormente a questioni superficiali e individualistiche anziché porre l'attenzione sul bene sociale e sulla qualità della vita dei propri cittadini.
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