La scelta di questo argomento di tesi è il risultato di un percorso formativo che ha avuto come tema dominante il recupero e la valorizzazione architettonica correlato al tema del rispetto dell'uso del suolo e del paesaggio. In particolare si è scelto di affrontare un argomento legato all'archeologia industriale mineraria, che si occupa di ciò che rimane degli impianti per l'estrazione e per i successivi trattamenti sui minerali.
In Sardegna la zona che è maggiormente caratterizzata dalla presenza dell'attività estrattiva è quella del Sulcis-Iglesiente; in questo territorio sono evidenti le tracce delle miniere e spesso alla vegetazione naturale si sono sostituite enormi discariche di materiale sterile e migliaia di costruzioni, da quelle strettamente industriali a quelle per uso civile.
Dopo anni di abbandono e di incuria, in seguito alla cessazione delle attività minerarie, nel 2006 la Regione Sardegna indice il primo di una serie di bandi internazionali che hanno come obiettivo la valorizzazione in chiave turistico culturale di alcuni siti minerali dismessi.
Ai fini della tesi è stato preso quale spunto di riflessione e di progetto il suddetto bando di gara indetto dalla società "Interventi Geo Ambientali S.p.A." -IGEA-, rappresentata dalla Regione Autonoma della Sardegna -Assessorato degli Enti Locali, Finanze ed Urbanistica-, che aveva come obiettivo la "cessione, riqualificazione e trasformazione di ambiti di particolare interesse paesaggistico del Parco Geominerario della Sardegna" e in particolare si riferiva ad alcuni siti minerali del Sulcis che sono Masua, Monte Agruxau, Ingurtosu, Pitzinurri e Naracauli. Il bando, noto anche con il nome "Luxi", è stato inviato alla G.U.R.I in data 9 maggio 2006.