Un nuovo waterfront per Luino
Alain Ballinari, Irene Manfrè
Un nuovo waterfront per Luino.
Rel. Carlo Buffa di Perrero, Marco Devecchi. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Progettazione Di Giardini, Parchi E Paesaggio, 2010
Abstract
In termini di analisi e di percezione paesaggistica, le rive dei laghi sono considerate margini e/o transizioni. Per margine si intende un confine netto tra due tipi di paesaggio, per transizione si intende una fascia di collegamento fra due tipi di paesaggio diversi che arriva fino ad assumere connotazioni specifiche proprie1. L'intento della nostra tesi è quello di considerare il lago non come una presenza fisica ineluttabile ma come un polo capace di dare un nuovo impulso alla vocazione turistica di Luino. Quel rapporto lago-città così forte nel passato e, di fatto, allentatosi negli ultimi decenni ha ridotto il lago al margine della vita della città.
Luino già nel XVII secolo si configura quale vivace borgo mercantile e località di attrazione; successivamente, nel periodo della "belle epoque", grazie alle sue qualità paesaggistiche diviene frequentata meta turistica per le elites nobiliari e poi borghesi. Oggigiorno la città, nonostante l'espansione industriale e la terziarizzazione postbellica, che hanno relegato in secondo piano le attività ricettive, mantiene quasi immutati quei caratteri ambientali che da sempre l'hanno connotata. Le buone potenzialità turistiche del Luinese sono, inoltre, accresciute dall'elevata accessibilità garantita dalla vicinanza di grandi direttrici internazionali, che collegano la Pianura Padana ai vicini valichi alpini. Le diverse epoche hanno lasciato la loro impronta su tutta la città, ma in particolare sul lungolago, da sempre risorsa di spazio per le nuove attività sviluppatesi nel borgo. La fascia urbana a lago, compresa tra la foce del fiume Tresa ed il Porto Vecchio, lunga circa 2 km e di sezione variabile dai 20 ai 300 metri, si configura oggi come una irregolare successione di fatti ed interventi diversi (fabbriche, terrapieni, parcheggi, porti...), utili alla città ma estranei ad essa. Il lungolago di Luino, infatti si percepisce quale area priva di un proprio carattere, di valori identitari,relazionali e storici, e si configura, così,come un non luogo.
I terrapieni, i porti, gli spazi antichi e quelli nuovi ricavati lungo la sponda del Verbano, realizzati in assenza di un progetto mirato a un loro uso pregiato, dovranno trovare quelle destinazioni e quei collegamenti che ne facciano un unicum capace di rendere piacevole "l'andare a lago".
Relatori
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