Qualità dell'abitare, qualità della vita
Angela Maria Potenza
Qualità dell'abitare, qualità della vita.
Rel. Gianfranco Cavaglià. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2010
Abstract
La costruzione di questa tesi nasce da un percorso di ricerca personale relativo al generale tema dell'abitare contemporaneo. La casa è infatti il primo luogo in cui architettura e utenza entrano in contatto diretto ed interagiscono ogni giorno. Per molto tempo le uniche case oggetto d'interesse da parte degli architetti sono state quelle dei loro committenti abbienti sebbene, già a partire dagli anni '20 del Novecento, Sia iniziato ad aumentare l'interesse relativo alle abitazioni destinata a quelle ampie fasce di popolazione tradizionalmente costrette a vivere in condizioni inadeguate. La casa assume così una connotazione "sociale" e la ricerca di soluzioni architettoniche diviene sempre più coscientemente legata ad un ampio spettro di fattori (tecnologici, economici, politici, sociali) che ne permettono e suggeriscono la realizzazione, e di conseguenze derivanti dall'applicazione di tali soluzioni.
L'interesse per la questione si è però rivelato scostante nel tempo e nello spazio: in alcuni Paesi più che in altri, la casa è stata al centro dell'attività di politici ed architetti; in generale, essa è emersa con particolare vigore in determinate epoche, a causa delle particolari condizioni politiche, economiche e sociali di riferimento
Fase I
Il primo incontro con il tema del disagio abitativo è avvenuto grazie al progetto "Home Emergency", cui ho preso parte nell'ambito dell'Alta Scuola Politecnica. Partendo dalle precedenti ricerche1 sul tema in area milanese, svolte dal Multiplicity.lab del Politecnico di Milano, ci si è proposti di recuperare alcune cascine di proprietà comunale e attualmente in stato di abbandono per destinarle all'accoglienza di persone con problemi di alloggio. La finalità specifica è stata la creazione di tre possibili modelli in base ai quali gestire le modalità di accoglienza, la selezione delle tipologie di utenza e l'integrazione della cascina con il quartiere circostante tramite l'inserimento di attività di interesse generale. Tema di fondo del progetto è stato quello il disagio abitativo inteso soprattutto come mancanza totale di un'abitazione, che oggi interessa un numero elevato e una grande varietà di soggetti. I temi caratterizzanti emersi da questa esperienza sono:
- il problema abitativo, le diverse dimensioni e i soggetti coinvolti dalla questione, con maggior riferimento al contesto milanese;
- i modi per contrastare il problema attuati dal settore pubblico e da quello del privato sociale, l'importanza di quest'ultimo nella gestione delle questioni di marginalità sociale in base al principio di sussidiarietà, gli interventi di sostegno abitativo di varia natura promossi in area milanese;
- modelli di intervento per il sostegno abitativo basati sulla fornitura di alloggi temporanei/permanenti e servizi di accompagnamento sociale (basati sull'analisi di pratiche virtuose a Milano e all'estero);
- recupero del patrimonio esistente (in questo caso la cascina);
- analisi dettagliata del contesto urbano;
- integrazione dell'intervento con il quartiere, creando un'opportunità per rivitalizzarlo socialmente e fornire servizi utili agli abitanti della zona (non solo per i senzatetto);
- creazione di un mix funzionale che integri destinazioni d'uso diverse al fine di favorire anche il mix sociale dell'utenza, in particolare l'incontro tra persone disagiate e non;
- dare visibilità a senzatetto e persone colpite da altri disagi abitativi, non negandone l'esistenza relegandoli in luoghi lontani e invisibili, ma facendone il centro del progetto.
Al fine di comprendere meglio i retroscena dell'attuale disagio abitativo in Italia, ho svolto anche un approfondimento a riguardo nel "Saggio 1", analizzando testi di epoche ed autori diversi (Secchi, Indovina, Tosi, Multiplicity, Foot) ma incentrati sul medesimo argomento: la questione abitativa in Italia e i diversi modi con cui è stata affrontata nel corso del tempo. I temi caratterizzanti emersi da questa esperienza sono:
- diverse linee di condotta politica nell'affrontare il problema della casa;
- il legame, riconosciuto sin dagli anni 70, di problemi abitativi, urbanistico-architettonici, economici e sociali.
Un'ulteriore esperienza è stata la ricerca svolta nell'ambito del "Seminario disciplinare" di tecnologia, della creazione di abitazioni d'emergenza post-disastro realizzate tramite l'impiego del cartone come materiale architettonico. Ho avuto così modo di analizzare un altro aspetto del disagio abitativo, legato questa volta ad emergenze improvvise e traumatizzanti. I temi caratterizzanti emersi da questa esperienza sono:
- la possibilità di impiegare tecnologie a basso impatto ambientale relativo a produzione, modalità d'impiego (modalità costruttive) e di smaltimento dei materiali3;
- la "condizione limite" costituita dall'emergenza, che si riflette nel carattere minimo delle Multiplicity.lab, Milano, cronache dell'abitare, Milano, Bruno Mondadori, 2007
- T. Brambati, M. Gomes Nagato, R. Pe, A. M. Potenza, Contemporary sheltering for sustainable housing models, progetto ASP (4" ciclo), tutor Prof. S. Boeri, Politecnico di Milano/Torino, 2009
- Il tipo di cartone considerato in realtà non può essere considerato low-tech per le modalità di produzione, ma lo è per le possibilità di assemblaggio rapido e con utensili semplici. Abitazioni e nella necessità di montarle in breve tempo, con tecniche semplici e attuabili in condizioni di cantiere non ottimali. Alla luce delle esperienze precedenti, ho deciso di concentrare la mia tesi sul disagio abitativo inteso non più come problema radicale di mancanza di casa prolungata (come per i senzatetto) o di perdita improvvisa della stessa (come in caso di disastro), bensì come mancanza di abitazioni dignitose e adeguate alle esigenze abitative di base La mancanza di spazi e attrezzature rispondenti alle esigenze che derivano dalle comuni attività legate all'abitare, genera malessere fisico e psicologico, che si manitesta in primo luogo nei rapporti tra le persone, Si tratta non solo di un argomento di urgente attualità, bensì anche di una questione verso cui convergono una serie di altri temi generali che mi interessano particolarmente. Al fine di legare tra loro queste tematiche e di ricercarne i fondamenti teorici nel pensiero degli esperti, ho letto alcuni libri da cui, tramite un lavoro di schedatura, ho tratto alcune tematiche riprese nel corso della tesi.
Fase 2
La schedatura dei libri letti è stata svolta al fine di focalizzare la mia attenzione su alcuni dei temi o dei ragionamenti in essi proposti; non si tratta necessariamente di riassumerne l'intero contenuto in maniera precisa, bensì di estrarre da essi alcune parole chiave che rappresentino i temi di fondo su cui riflettere nel percorso della tesi. L'approccio usato è pertanto riassumibile in due passaggi fondamentali: innanzitutto ho rilevato i principali temi trattati e il punto di vista dall'autore a riguardo; successivamente ho messo in evidenza le questioni che mi interessavano ai fini della tesi, rappresentati dalle parole chiave.
I temi più importanti emersi sono relativi a questioni etiche (di responsabilità, tolleranza, bellezza, ruolo dell'economia nel modello di sviluppo odierno e legame di questi temi con l'ambito architettonico) e questioni più strettamente connesse all'abitare (il significato dell'abitare, il ruolo dell'architetto in relazione ad esso, i diversi modi di concepire e praticare l'abitare in relazione ai cambiamenti sociali, i diversi tipi di disagio relativi all'abitare). Si è trattato di una fase lunga ma necessaria per arrivare a formulare il tipo di approccio alla vantazione delle abitazioni da me proposto e per riuscire a motivarlo in maniera salda, mettendo in luce il fatto che approcci analoghi - incentrati su una pari rilevanza attribuita all'utenza e a fattori soggettivi relativi ad essa - stanno prendendo piede anche in altri ambiti disciplinari (ad esempio quello economico) nel contesto di una generale "svolta Culturale" derivante dalla crisi del modello di sviluppo Occidentale e dalla necessità di costruire un nuovo quadro di riferimento teorico.
Fasi 3 e 4
L'obbiettivo finale è stato quello di elaborare una riflessione incentrata sui temi cosi rilevati, al fine di elaborare un punto di vista personale a riguardo. Ciò è stato svolto nella parte di approfondimento teorico della tesi, nella quale ho voluto legare i temi emersi dalla lettura dei testi alla specifica questione del disagio abitativo. Partendo da una riflessione generale sul modello di sviluppo attualmente dominante e sul modo di fare architettura ad esso legato, mi sono soffermata sul significato etico che l'architettura contemporanea potrebbe avere se affrontata da un punto di vista diverso, più attento ai bisogni reali dei fruitori. Successivamente ho concentrato maggiormente l'attenzione sul tema dell'abitare, analizzando l'approccio dominante in ambito architettonico e politico. Risultato di tali approfondimenti è stata l'elaborazione di proposta per la valutazione della qualità dell'abitare attraverso le sue mancanze. In particolare mi sono concentrata sul disagio derivante dall'inadeguatezza delle abitazioni che si manifesta con il mancato soddisfacimento delle esigenze degli abitanti in termini di spazi, attrezzature e identificazione psicologica. Questo si riscontra soprattutto in relazione all'edilizia economica destinata all'abitare collettivo, e presenta conseguenze dirette e pesanti sulla vita quotidiana degli abitanti. Per tale ragione il metodo di valutazione da me proposto considera non solo aspetti oggettivi relativi alla conformazione fisica degli edifici, ma anche le sensazioni soggettive che la condizione di disagio suscita negli utenti.
Fase 5
Nella parte conclusiva della tesi ho infine applicato l'approccio proposto ad un'esperienza concreta: l'analisi delle condizioni abitative di alcuni abitanti dell'area interessata dal "Contratto di Quartiere" di Via Parenzo, a Torino. Il Laboratorio Parenzo (l'organo che gestisce il Contratto di Quartiere dell'area, un programma destinato al recupero architettonico e sociale dell'area), mi ha fornito i contatti di abitanti delle case popolari della zona che ho potuto incontrare e intervistare nelle loro case. A partire dalle interviste e dai rilievi effettuati negli alloggi, ho infine individuato le maggiori carenze presentate da questi e proposto, brevemente, alcuni interventi per porvi rimedio, nell'ottica di intervenire in una maniera il meno invasiva possibile.
Le linee guida seguite in questa fase riprendono quelle emerse dalle esperienze precedenti e dall'approfondimento effettuato con questa tesi. Le principali sono:
- attenzione per il contesto, sia il contesto urbano in cui sono inseriti i casi analizzati, sia il più generale contesto culturale, economico e sociale presente;
- importanza di agire sull'esistente per limitare il consumo di altro suolo e sfruttare al meglio il patrimonio di abitazioni attualmente sfitte o inadeguate;
- riconoscimento dell'importanza della casa come elemento fondamentale nel determinare la qualità della vita delle persone;
- contatto diretto con le persone coinvolte tramite incontri e interviste;
- attenzione per aspetti sia sia oggettivi sia di percezione soggettiva legati all'abitare;
- attenzione al disagio fisico e psicologico;
- importanza di rilevare il disagio per portarlo all'attenzione anche degli architetti: è la condizione di base per poterlo conoscere, parlarne, studiarlo e poter tentare di ridurlo; fornire un metodo d'approccio al problema della casa inteso come carenza di qualità abitative fondamentali, non una soluzione.
Relatori
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