La calce idraulica : esempi di estrazione e produzione in Piemonte : Casale Monferrato tra passato e futuro
Maria Franco
La calce idraulica : esempi di estrazione e produzione in Piemonte : Casale Monferrato tra passato e futuro.
Rel. Jean Marc Christian Tulliani. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2010
Abstract
La curiosità sulla provenienza e sui tipi di calci idrauliche diffusamente impiegate nei cantieri Piemontesi, ha ispirato questo lavoro, che ha condotto l'indagine sul territorio di Casale Monferrato, per scoprire e raccogliere informazioni sulle qualità di uno dei prodotti minerari e industriali più diffusi e impiegati nel nostro territorio. La calce di Casale Monferrato, considerata progenitrice del cemento, è conosciutissima ed è fin dal XV secolo un patrimonio dal punto di vista quantitativo e qualitativo nella produzione "nazionale" di leganti. L'indagine ha però tristemente rivelato che questa produzione è stata totalmente abbandonata, abbandonate le cave per l'estrazione delle marne ed è stata dal XIX secolo totalmente sostituita dall'industria del cemento, senza dubbio economicamente più vantaggiosa.
L'approfondimento del tema la calce idraulica naturale di Casale Monferrato diventa allora ancora più interessate perché ha il duplice scopo di lasciare memoria del passato costruttivo e produttivo ed al contempo di riuscire a immaginare un materiale con analoghe caratteristiche chimico-fisiche e tecnologiche da impiegare nei cantieri di restauro. La raccolta di testimonianze storiche su edifici in Piemonte in cui è stata impiegata la Calce di Casale documentano la diffusione del suo impiego e la necessità di studiare la composizione e le resistenze di questo materiale per ottenere calci con analoghe proprietà.
Nel campo del restauro è diffusa l'opinione e ormai più che consolidata la teoria sull'impiego di materiali che seppur prodotti industrialmente, abbiano il più elevato grado possibile di compatibilità con quello esistente "storico". Tuttavia in attesa che la tecnologia possa consentire la riapertura di cave casalesi da cui poter estrarre il materiale più "adatto", in attesa che sia economicamente vantaggioso riattivare una produzione, si può ipotizzare di preparare calci a livello artigianale specifiche per ogni cantiere di restauro, oppure di rivolgere lo sguardo verso tecnologie innovative, che aprano nuove e rivoluzionarie possibilità nel campo della conservazione dei beni storici architettonici.
La soluzione si scopre essere offerta dalla nanotecnologia, che anche nel mondo delle tecnologie dei materiali da costruzione è la nuova frontiera delle scienze che studia l'impiego di nano calci per il restauro di manufatti. Lo studio fin qui condotto, ha una svolta inaspettata; l'Italia è all'avanguardia nella ricerca scientifica nel campo delle nano calci. Per cui attraverso la raccolta di studi effettuati in diverse Università e di esempi di restauri operati nel mondo, grazie ai materiali "creati" dai nostri scienziati, si è potuto dimostrare e ipotizzare una rapida e crescente diffusione, con il risultato di abbattimento dei costi e possibili impieghi diffusi su molte architetture e opere d'arte anche "minori".
Relatori
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