Progettazione, studio e linee guida per un centro antidoping
Samuel Pierluca Simondi
Progettazione, studio e linee guida per un centro antidoping.
Rel. Piergiorgio Tosoni. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2010
Abstract
L'attività sportiva è diretta alla promozione della salute individuale e collettiva e deve essere informata al rispetto dei principi etici e dei valori educativi contro il doping.
Il progetto sviluppato in questo lavoro di tesi trae spunto dalla possibile candidatura dell'Italia all'organizzazione dei prossimi eventi sportivi internazionali; nella fattispecie viene considerata l'esigenza di progettare una struttura con funzione di laboratorio e analisi Anti-Doping che possa continuare nel futuro la propria attività di ricerca, uscendo rafforzata dall'esperienza operativa nell'arco della manifestazione sportiva.
Prima di affrontare lo studio progettuale vero e proprio lo scrivente ritiene opportuno presentare un inquadramento storico del processo attraverso il quale gli Stati Europei hanno stabilito regole, modalità e tempistiche per affrontare in maniera efficace e risolutiva la lotta al doping in tutti i settori dello sport.
Storia della Convenzione Europea contro il doping
Gli Stati membri del Consiglio d'Europa, gli altri Stati parte alla Convenzione culturale europea hanno sottoscritto la seguente Convenzione:
considerando che l'obiettivo del Consiglio d'Europea è di realizzare un'unione più stretta tra i suoi membri al fine di salvaguardare e di promuovere gli ideali e i principi che costituiscono il loro patrimonio comune e di favorire il loro progresso economico e sociale; consapevoli che lo sport deve svolgere un ruolo importante per la protezione della salute, dell'istruzione morale e fisica e per la promozione della comprensione internazionale; preoccupati dell'impiego sempre più diffuso di prodotti e di metodi di Doping tra gli sportivi nell'ambiente dello sport e dalle sue conseguenze per la salute di coloro che li praticano e per il futuro dello sport; sensibili al fatto che questo problema mette a repentaglio i principi etici e i valori educativi sanciti dalla Carta Olimpica, dalla Carta Internazionale dello Sport e dell'educazione fisica dell'Unesco, nonché la risoluzione 41 del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa, nota sotto la denominazione Carta Europea dello sport per tutti.
Relatori
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