Città ed itinerari in Piemonte attraverso le guide di viaggio tra antico regime ed età contemporanea
Oriana Cimalando
Città ed itinerari in Piemonte attraverso le guide di viaggio tra antico regime ed età contemporanea.
Rel. Mauro Volpiano, Tiziana Malandrino. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2009
Abstract
Scopo di questa ricerca è comprendere come evolvono l'immagine del Piemonte e la fortuna critica dei suoi monumenti, attraverso le guide turistiche diffuse in Europa tra il secolo XVII e la prima metà dell'Ottocento, periodo a cavallo tra la lunga ed importante tradizione del Grand Tour, ormai conclusa, e la nascita del turismo di massa. Interessante è capire quando e come è avvenuto questo lento passaggio, da una tipologia di viaggio di iniziativa privata (aristocratica e borghese), caratteristica del Grand Tour, ad una vera e propria organizzazione turistica rivolta ad una nuova e più vasta clientela. Soprattutto al termine delle guerre napoleoniche si assiste, infatti, ad una sorta di sovrapposizione tra queste due tipologie, che rende difficile distinguere la tradizione del Grand Tour da quella in via di formazione, orientata al turismo contemporaneo.
Nella prima parte di questa ricerca si è analizzato come queste due differenti modalità e concezioni di viaggio, rappresentanti momenti successivi della storia, hanno influenzato la redazione di manuali e libri di viaggio e condizionato la visione del territorio e delle città piemontesi in essi presentata e descritta
L'intento è stato dunque quello di studiare come i viaggiatori, attraverso i diari e le guide turistiche, descrivono il Piemonte: su quali emergenze essi concentrano l'attenzione, quali giudizi rivolgono all'organizzazione della città e della sua maglia urbana, quali percorsi propongono; e ancora quali tendenze culturali i viaggiatori esprimono, quali sono le presenze architettoniche, oggi scomparse, di cui testimoniano l'esistenza e dimostrano l'interesse, quali interventi e trasformazioni in atto durante uno specifico periodo annotano nei loro testi.
In tal senso, importante è stato cercare di capire se una guida, a differenza di un diario di viaggio, possa essere utilizzata come fonte valida ed obiettiva, in che misura essa possa costituire espressione e testimonianza di un immagine del passato, quanto possa essere affidabile.
Interessante è stato studiare quando, come e perché è avvenuta questa transizione da un volume di tipo narrativo-letterario, a vere e proprie guide, manuali ed itinerari, che nati con lo scopo didattico di "guidare" il viaggiatore durante i suoi spostamenti, contengono tutta una serie di informazioni e dati pratici di cui i diari e le descrizioni sono carenti.
Sempre all'interno della prima parte, alcuni capitoli sono dedicati ai servizi di posta e alle vie di comunicazione in Piemonte, tra XVIII e XIX secolo: l'analisi si concentra sull'evoluzione dei percorsi relativi al territorio piemontese, sul loro sviluppo durante la restaurazione ed il periodo albertino e sulla qualità dei servizi postali. Una breve riflessione è anche rivolta all'impatto prodotto dalla ferrovia sul paesaggio, ed al conseguente sviluppo del sistema delle comunicazioni.
Il periodo considerato, per l'analisi dei testi assunti come fonti della ricerca, si estende, quindi, fino alla prima metà dell'Ottocento; la scelta di non approfondire quelli della seconda metà del XIX secolo è giustificata dall'obiettivo di voler soffermarsi a comprendere i meccanismi e le differenti concezioni di viaggio che hanno portato dalla redazione dei libri di viaggio - tipici del Grand Tour - alla nascita della guide turistiche, che costituiranno la base per tutte le altre a venire. Sono stati comunque studiati i legami, le differenze, le novità che il nuovo turismo di massa apporta anche alla redazione delle guide turistiche, nate per un nuovo pubblico e per una nuova società e che, a partire dalle Murray e dalle Baedeker, sconvolgono il mercato e riflettono il cambiamento di interessi e della concezione di viaggio dell'epoca.
Con lo scopo di evidenziare e di fare emergere la struttura ed il contenuto delle guide, nella seconda parte dell'analisi, si è ritenuto opportuno schedare quelle maggiormente significative. Tra di esse, gran parte sono scritte da autori stranieri, a testimonianza della sviluppata cultura di viaggio diffusa nei paesi francesi, tedeschi ed inglesi. La ricerca dei testi si è svolta presso l'Archivio Storico del comune di Tonno (collezione Simeon) e le Biblioteche di Torino (Reale, Nazionale, Civica, Storica della Provincia): non tutti i volumi sono stati consumabili interamente, a causa del loro cattivo stato di conservazione, che talvolta comporta la mancanza di pagine nel testo originale.
Le maggior parte delle guide analizzate non tratta in modo specifico il Piemonte, ma è rivolta più in generale all'Italia. Fatta eccezione per la Guida del viaggiatore in Piemonte di Marco Nicolosino (1831) e per alcune guide e descrizioni relative alle Alpi, a Torino ed ai sui suoi dintorni, è difficile trovare, nel periodo oggetto di studio, volumi specifici incentrati sulla regione: il Piemonte, infatti, era parte di un tragitto più ampio, che conduceva verso altre città italiane. È stato tuttavia possibile estrapolare, tra tutti gli itinerari italiani proposti - e presentati sottoforma di diversi viaggi - solo quelli relativi al territorio piemontese, soffermandosi quindi sulle città da essi attraversate.
Non è stato immediato individuare quali città considerare facenti parte dei confini sette-ottocenteschi piemontesi, a causa della continua variazione dei possedimenti politici, avvenuta tra la fine del XVIII secolo e l'inizio del XIX secolo; per tale ragione si è preso come riferimento politico-istituzionale la consistenza del regno sardo. Per quanto concerne gli itinerari proposti dalle guide si è cercato di prendere in considerazione quelli di attraversamento della regione, tenendo però conto della variazione dei limiti politici sabaudi e adottando quindi una visione più ampia: di molti percorsi sono state, quindi, analizzate anche le tratte che si estendono oltre i confini regionali attuali. Per quanto riguarda la descrizione della città e del paesaggio, invece, l'analisi ha riguardato prevalentemente i luoghi compresi all'interno degli attuali confini piemontesi ed attraversati dai percorsi proposti.
Nella terza parte della ricerca, al fine di sistematizzare l'analisi degli itinerari indicati dai manuali, si è proceduto con un confronto tra quelli elencati da sei guide differenti, relazionandoli tramite una tabella. Utilizzando una carta del 18592 sono stati relazionati i percorsi proposti da tre guide di epoche successive, con l'obiettivo di capirne le evoluzioni, i cambiamenti, la frequenza con la quale vengono descritti, il peso che viene attribuito ad ognuno di essi. Un altro obiettivo è stato quello di analizzare quali itinerari, in quanto assi principali del sistema stradale piemontese, vengono riproposti costantemente all'interno dei tre volumi presi come riferimento. La scelta di non utilizzate le carte relative al territorio piemontese presenti all'interno dei medesimi testi, è stata dettata dal fatto che esse sono difficilmente leggibili e non immediatamente comprensibili, oppure rappresentano singoli itinerari, i quali non comprendono, il più delle volte, il Piemonte nella sua totalità. All'interno dei volumi si trovano, infatti, molte rappresentazioni di percorsi sintetizzati in carte spesso schematiche e relative ad una singola tratta di itinerario, mentre risulta carente il suo inserimento all'interno della rete stradale sabauda. Queste carte si sono comunque rilevate utili al fine di una corretta lettura dei percorsi.
Per quanto concerne le città, con le loro emergenze architettonico-culturali e con le loro strade, piazze, chiese e palazzi, si è messo in luce quali tra di esse vengono maggiormente descritte, quali vengono citate con maggiore frequenza e quali, invece, non vengono considerate; cosa viene descritto di ognuna di esse, su quali elementi e monumenti viene convogliata l'attenzione, quali giudizi e critiche vengono ad esse rivolte. Interessante è stato rilevare come gli itinerari indirizzano ed influenzano l'interesse su di una città piuttosto che su di un'altra.
Tramite l'ausilio di una tabella sono stati infine confrontati ed analizzati - prendendo come riferimento cinque guide di epoche successive - le descrizioni ed i giudizi espressi dagli autori in merito alle diverse città, cercando di rilevare la consistenza con la quale esse vengono trattate: attraverso un'adeguata simbologia sono emerse la frequenza, l'approfondimento e la percezione con le quali le città vengono viste e descritte all'interno di opere di periodi differenti.
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