Progetto di rifugio ipogeo per una riqualificazione integrata del Montebracco
Maurizio Marinone
Progetto di rifugio ipogeo per una riqualificazione integrata del Montebracco.
Rel. Delfina Comoglio Maritano, Guido Laganà. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2009
Abstract
L'architettura sotterranea venne fin dall'antichità utilizzata dall'uomo come un efficace rifugio climatico, luogo di difesa e di stoccaggio, ma non per questo motivo bisogna pensare che sia obsoleta o primitiva, al contrario é un tema che gode tuttora di attualità ed è espressione di modernità, allo stesso modo delle architetture che cercano sempre più spesso di elevarsi verso il cielo. Già dagli inizi del XX secolo il sottosuolo venne visto come una nuova dimensione per affrontare alcuni dei problemi propri delle aree urbane. La necessità di sfruttare al meglio gli spazi sopra terra, in particolare ricreando aree verdi, ha costretto le municipalità di tutte le grandi città ad individuare tutti quei servizi che possono essere spostati sotto terra, come i parcheggi, le metropolitane, le linee ferroviarie ed anche musei e campi sportivi e non più limitandosi solo alla collocazione sotterranea delle reti impiantistiche.
L'architettura ipogea è anche un'ottima soluzione per ridurre al minimo l'impatto ambientale nel rispetto del landscape in aree di particolare fascino paesaggistico.
Inoltre il vivere o anche il solo semplice stare sottoterra crea un legame molto forte con la natura, ci mette in simbiosi con essa, oltre a suscitare in noi differenti aspetti simbolici a seconda della cultura o della religione di appartenenza. "Architetture in negativo che vivono di un rapporto stretto con la terra, con la natura e per questo sembrano esprimere, più di altre, un bisogno primordiale che rimanda inevitabilmente all'idea della caverna e quindi all'immagine forte e ancestrale del rifugio"1 (Giusi di Giani). Sono molteplici gli esempi di architetti che hanno voluto cimentarsi nella realizzazione di edifici interrati spinti da necessità o intenti differenti come quelle di ricreare, grazie alle strutture ipogee, luoghi che suscitassero nel visitatore particolaristati d'animo o che non andassero a intaccare, con il loro progetto, il paesaggio circostante.
Si potrebbe quindi tentare di fare una distinzione tra due diverse interpretazioni dell'architettura ipogea, una rivolta prevalentemente all'aspetto simbolico dell'abitare il sottosuolo, l'altra più aperta al rispetto della natura e quindi all'inserimento di questa nel contesto paesaggistico, anche se molto spesso entrambi gli elementi sussistono nello stesso progetto.
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