II "filo di seta": un'applicazione GIS per la riscoperta e la valorizzazione dell'identità culturale della provincia di Cuneo
Elisa Fantino, Carla Ponzio, Assunta Senatore
II "filo di seta": un'applicazione GIS per la riscoperta e la valorizzazione dell'identità culturale della provincia di Cuneo.
Rel. Cristina Coscia, Matteo Panzeri, Angela Farruggia. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2009
Abstract
L'esperienza formativa presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, nel corso di Laurea in Architettura (Restauro e Valorizzazione)è stata profondamente caratterizzata, da una parte, dalla sensìbilizzazione verso i temi della conservazione dei Beni Culturali in particolare nella progettazione di interventi "sostenibili", e dall'altra dall'attenzione verso l'analisi del contesto. Alla luce di tale percorso, si è deciso di non affrontare un tema che riguardasse un singolo elemento architettonico contestualizzato, ma un sistema di beni la cui funzione, anche produttiva, si pone all'origine del contesto storico-culturale e socio-economico di un territorio, e ne costituisce l'incipit dello sviluppo futuro, assumendo una valenza strategica nell'evoluzione di tali territori.
Parallelamente, nell'ambito di un percorso di formazione lavorativa svolto presso l'Associazione Culturale Marcovaldo1, è stata approfondita la conoscenza sul patrimonio culturale e architettonico-ambientale della Provincia di Cuneo
Tale obiettivo è perseguito con lo studio della storia e delle tecniche della lavorazione del filo di seta, il recupero dell'archeologia industriale serica e la sua rifunzionalizzazione, da considerarsi elementi di una ricerca che rientra nella programmazione degli Itinerari Culturali Europei. La ristrutturazione rifunzionalizzazione del "Filatoio Rosso" è stato uno dei primi traguardi raggiunti dal Marcovaldo, setificio collocato nel comune di Caraglio, sede dell'Associazione.
L'interesse verso il complesso è nato a partire dal 1998, quando il Consiglio Europeo ha istituito l'Itinerario Culturale Europeo della Seta e ha classificato il setificio Galleani come il più antico fabbricato di rilevanza mondiale date le sue ampie volumetrie e l'integrità della struttura pervenuta fino ai giorni nostri.
Nel periodo del Regno Sabaudo esisteva un sistema di produzione industriale serico ramificato sul territorio cuneese in una serie di complessi architettonici, tra cui emergevano alcuni poli denominati "Fabbriche Magnifiche"; il "Filatoio Rosso" è il più importante di questi ex centri produttivi ancora esistenti. Visto il valore attribuitogli, nel 1999 sono iniziati i lavori di restauro e valorizzazione promossi dall'Associazione Culturale Marcovaldo in collaborazione con il Comune di Caraglio, il quale ha acquisito la proprietà e grazie a tale partnership ha ottenuto il finanziamento della Comunità Europea, attraverso i Fondi Strutturali 2000-2006 con lo strumento di attuazione del DOCUP. Il progetto di valorizzazione non si è limitato solo al recupero del complesso Galleani, ma ha costituito la prima di una serie di iniziative volte a sottolineare l'importanza che in passato la produzione serica ha rivestito in Europa.
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