BASSA DENSITA' INSEDIATIVA E CONSUMO DI SUOLO: ESPERIENZE DI GESTIONE SOSTENIBILE NELL'AREA METROPOLITANA DI BARCELONA
Alice Falco
BASSA DENSITA' INSEDIATIVA E CONSUMO DI SUOLO: ESPERIENZE DI GESTIONE SOSTENIBILE NELL'AREA METROPOLITANA DI BARCELONA.
Rel. Fabio Minucci. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Ambientale, 2009
Abstract
Il tema del consumo di suolo ricopre un ruolo sempre più importante nella pianificazione territoriale; infatti, negli ultimi anni, sono stati avviati diversi studi sul tema ed è stato creato in merito anche un certo allarmismo. Le città non si espandono più con i classici "ampliamenti", ma in modo sempre più disperso sul territorio. Queste nuove modalità d'espansione vanno ad occupare, rispetto alle precedenti, una maggiore quantità di suolo quasi esclusivamente con tipologie edilizie unifamiliari creando, in questo modo, delle vaste aree "urbane" a bassa densità. Nonostante il grande quantitativo di nuove aree occupate, però, il fatto più preoccupante rimane la loro localizzazione/distribuzione e, di conseguenza, l'elevato grado di frammentazione che si produce.
Tutti questi fattori minano profondamente la qualità del territorio e del paesaggio
Questo lavoro nasce da due esperienze che ho potuto intraprendere dall'inizio del 2008. In primo luogo, il tirocinio svolto presso il Settore Pianificazione Territoriale della Regione Piemonte durante il quale mi sono avvicinata, per la prima volta, alla tematica del consumo di suolo e alle connesse difficoltà di definirlo, di quantificarlo e di regolarlo. In secondo luogo, il periodo di "tesi fuori sede" presso YObservatori de la Urbanització dell' Universitat Autònoma de Barcelona, durante il quale ho svolto un approfondimento della tematica del consumo di suolo in riferimento alla realtà locale e alle "risposte" che si stanno elaborando in loco per affrontare le problematiche di interesse per la mia tesi. In questo periodo di tempo, e su suggerimento dei tutors di queste esperienze (il prof. Fabio Minucci, l'arch. Mauro Giudice, e il prof. Francese Munoz), ho partecipato a diverse conferenze sul tema quali ad esempio il convegno "II consumo di suolo tra grattacieli e villette. Dalla città diffusa alla compatta, dalla città privata alla pubblica" tenutosi a Torino il 6 marzo 2008; il corso "Estratègies i politiques per gestionar la baìxa densitat. De la contendo a la gestió" tenutosi a Barcelona nei giorni 12-13-14 novembre 2008; e la presentazione dello studio realizzato dalla Provincia di Torino "Trasformazioni territoriali e consumo di suolo" (Torino, 27 marzo 2009). Inoltre, soprattutto per la parte finale del lavoro, ho realizzato diverse interviste direttamente con esperti e progettisti qualificati sui progetti che gli stessi hanno elaborato o sugli interventi che si stanno realizzando nell'Area Metropolitana di Barcelona. Grazie a tutte queste esperienze ho potuto arricchire il mio lavoro con discussioni attuali, ricerche in corso e molte altre informazioni a cui non avrei avuto accesso (e su cui non mi sarei potuta fermare a riflettere) vista la scarsa documentazione pubblicata e reperibile sul tema specifico.
La prima parte della tesi è stata concepita con una impostazione prevalentemente teorica e si concentra sulle nuove modalità di espansione della città e sugli effetti che questo fenomeno, relativamente recente, ha sul territorio e nello specifico sul consumo di suolo (Capitolo 1). La città e il territorio, infatti, sembrano aver cambiato il loro rapporto; la città ha rotto i propri confini estendendosi nel territorio e assumendo forme sempre più nuove e particolari. Queste "nuove forme" vengono definite con una gran quantità di termini che creano spesso una certa confusione: nomi diversi per indicare lo stesso fenomeno o, più sovente, un solo nome per indicare fenomeni molto diversi fra loro. Ma la confusione non è solo terminologica: essa si ritrova nella stessa città, nelle sue forme attuali, nella sua identità incerta, nelle sue continue trasformazioni sempre meno controllabili; in questa esplosione della città si sono persi i confini tradizionali, non si sa più dove sia il "limite" tra la città e la campagna, alcune zone non sono fisicamente in città ma presentano caratteri urbani, e viceversa. Una delle costanti che accomunano queste nuove forme urbane è, però, il fatto che consumano quantità di suolo maggiori rispetto al tradizionale modello della città compatta. Per molto tempo questo fenomeno ha avuto luogo senza che nessuno quasi se ne accorgesse e senza che vi fosse riservata particolare importanza: oggi, al contrario, ci si è resi conto che la dispersione urbana e il conseguente eccessivo consumo di suolo rappresentano una problematica da affrontare con urgenza: il suolo, infatti, è una risorsa limitata ed essenzialmente non rinnovabile, ogni suo consumo rischia di essere un processo irreversibile. Molte volte si sente parlare di consumo di suolo (Capitolo 2), ma anche su questo tema esiste una certa confusione soprattutto quando viene preso in considerazione solamente l'aspetto "quantitativo". Le "variabili" da analizzare per studiare il consumo di suolo, al contrario, sono molte di più e molto più complesse del semplice dato quantitativo. Parlare di consumo di suolo, infatti, presuppone fin da subito la necessità di porsi diverse domande: cosa significa "consumare" il suolo; quale differenza ci sia tra il consumo, l'utilizzo e lo spreco del suolo; cosa vuoi dire consumare "troppo" suolo e soprattutto, come già accennato, non limitarsi a pensare che il consumo di suolo sia solo un problema di "quantità" consumata. In questo secondo capitolo si parte quindi dalla definizione ecologica della risorsa suolo per cercare di definire meglio e di comprendere che cosa sia il "consumo" e come concretamente avvenga. In seguito si analizzano le variabili che bisogna prendere in considerazione quando si affronta la tematica del consumo di suolo e soprattutto si approfondisce la differenza esistente tra un consumo "programmato" dal piano e un consumo "reale", due grandezze diverse e che, logicamente, danno risultati molto diversi quando si vuole stimare la quantità di consumo di suolo.
Nella seconda parte della tesi si affronta il tema del consumo di suolo in Spagna; viene inizialmente proposto un inquadramento generale (Capitolo 3) sulle dinamiche urbane che hanno interessato il territorio spagnolo a partire dagli anni Sessanta e, di conseguenza, sui cambiamenti d'occupazione del suolo che esse hanno prodotto. Le prime sono state analizzate a partire dagli studi del prof. Oriol NeMo che ha rilevato nel tempo tendenze simili nelle dinamiche urbane delle grandi città spagnole. Sono stati individuati infatti tre periodi che corrispondono a tre diverse tipologie di crescita delle grandi città spagnole. L'analisi poi dei cambiamenti nell'occupazione del suolo è stata possibile grazie ad uno studio realizzato dall'OSE (Observatorio de la Sostenibilidad en Espana) a partire dal progetto Corine Land Cover; esso risulta molto interessante poiché è stato effettuato su tutto il territorio nazionale e presenta quindi dei dati comparabili tra le diverse regioni. L'attenzione si sposta, in seguito, sul caso-studio dell'Area Metropolitana di Barcelona (Capitolo 4). In primo luogo si propone una lettura geografica e amministrativa del territorio per meglio comprendere le condizionanti morfologiche dell'area e la sua struttura amministrativa. In seguito viene proposta una riflessione storica sul tema della densità urbana e sul significato che essa ha assunto nel corso dei secoli nello specifico della città di Barcelona e del suo territorio metropolitano; questo capitolo mette in risalto la lunga "lotta alla densità" che ha rappresentato ilfìl rouge presente dall'abbattimento delle mura della città vecchia fino ai giorni nostri. Si sono poi analizzate le dinamiche urbane recenti per riconoscere, a livello del territorio metropolitano di Barcelona, i tre grandi periodi individuati a livello nazionale da Oriol Nel-lo. Gli ultimi due capitoli, infine, sono incentrati sul tema del consumo di suolo: l'uno mette in luce le particolari modalità con cui è stato studiato il consumo di suolo in quest'area e i principali risultati della ricerca mentre l'ultimo capitolo mostra come questo tema sia stato trattato e come rientri a tutti gli effetti nella più generale pianificazione di livello metropolitano.
La terza ed ultima parte presenta, infine, un carattere più pratico e propositivo rispetto alle precedenti parti, teoriche e analitiche. Per questo motivo si è circoscritto il tema del consumo di suolo ad un aspetto particolare quello, parziale ma importante, del consumo di suolo negli insediamenti abitativi dispersi a bassa densità, le cosiddette urbanitzacions catalane (Capitolo 5); queste sono oggi maggiormente problematiche rispetto ad altre modalità d'espansione della città poiché consumano grandi quantitativi di suolo e solitamente anche in aree di valore agricolo o di pregio ambientale (aperta campagna, posizioni con viste panoramiche, in collina, ecc.). L'alto consumo di suolo da parte di queste urbanitzacions è dovuto a diversi fattori: in primo luogo alle tipologie edilizie utilizzate (nella quasi totalità dei casi a bassa densità), al loro carattere "sparpagliato" sul territorio in modo disorganizzato e lontano dal centro città (e che mantiene rapporti molto fragili con questo); infine anche perché questa tipologia insediativa rappresenta la forma "di abitare" più richiesta e che si è maggiormente affermata negli ultimi decenni. Inoltre il consumo di suolo non è l'unica problematica correlata a questo tipo di espansione urbana: l'approfondimento del fenomeno della bassa densità evidenzia nel contempo criticità in termini di costi sociali, legati alla sostenibilità energetica, alla problematica dell' approvvigionamento e del consumo di acqua, alla gestione dei rifiuti urbani, alla realizzazione delle reti fognarie, alle infrastnitture energetiche e, per quanto concerne la mobilità, alla difficoltà di realizzazione e di gestione dei trasporti pubblici e al cosiddetto consumo di paesaggio (tutti consumi a carico della collettività). Le urbanizzazioni a bassa densità sono quindi, dal punto di vista della sostenibilità, assolutamente "non sostenibili", e anche per questo motivo attualmente in Europa ed in modo specifico nel panorama barcellonese è in atto una profonda riflessione sulle "strategie" e sulle politiche possibili e sugli interventi realizzabili per gestire la bassa densità. Di queste specifiche strategie si occupa l'ultimo capitolo della tesi (Capitolo 6): densificazione selettiva, riformulazione tipologica, centralità suburbana e strategia integrata sono le concrete ipotesi d'intervento su cui stanno iniziando a lavorare le varie municipalità dell'area metropolitana barcellonese, con progetti pilota tesi a sperimentare quale strategia meglio si adatti alla propria realtà territoriale e quale meglio risponda alle problematiche create dalla edificazione a bassa densità.
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