Giandomenico Racamato
RIQUALIFICAZIONE ARCHITETTONICA ED URBANA DELLA FABBRICA DI VODKA KONESER A VARSAVIA.
Rel. Maria Adriana Giusti. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2009
Abstract
La seguente ricerca divisa in tre parti, è composta di quattro capitoli. Nella prima parte è approfondita la storia del quartiere Praga Nord della città di Varsavia a partire dalle sue origini fino ai giorni nostri, nel tentativo di inquadrare il contesto storico ed urbanistico all'interno del quale nasce, si sviluppa e trasforma il complesso industriale per la produzione della vodka "Koneser". Si procede poi con un'analisi più dettagliata delle dinamiche che hanno portato alla nascita della fabbrica nella porzione di terreno compresa tra " ulica Zajnkowskà" e "ulica Markowska", "ulica Biatstocka" e "ulica Mporec/ca". E' analizzato il sito dal periodo preindustriale fino alla fine XIX secolo, in particolare fino all'anno 1895, anno di fondazione della fabbrica.
Si passa così all'approfondimento delle vicende che hanno interessato la fabbrica dai primi ampliamenti alle distruzioni e ricostruzioni dei due conflitti mondiali, fino ai giorni nostri con la chiusura definitiva, il termine della produzione di spirito e la necessità di trovare una
soluzione funzionale alternativa per i luoghi dismessi. A questo proposito sono state elencate le direttive che "l'Ente Conservatore Varsaviano" ha stilato nel t997 in merito al bene architettonico oggetto della ricerca . Il documento prodotto dall'Ente Conservatore conservatore contiene una serie di indicazioni di carattere sia conservativo che consentono di salvaguardare l'integrità degli edifici storici in relazione anche ai nuovi inserimenti e al verde pubblico. Analizzati gli aspetti storici che riguardano più in generale l'interodistretto di Praga Nord, poi nello specifico la preesistenza industriale di "Koneser", insieme alle peculiarità che contraddistinguono il quartiere con la sua fabbrica dal punto di vista degli edifici esistenti, e, considerato l'interesse del'Ente Conservatore a preservare i caratteri del complesso, si è passati alla proposta di un progetto di riqualificazione architettonica e urbana di tutta l'area.
Essendo nota la necessità da parte dell'Accademia delle Belle Arti di Varsavia di disporre di una nuova sede per l'accorpamento delle sue facoltà, oggi dislocate in più punti della città, e la disputa sulla proprietà che interessa la sede centrale1 in Krakowskie Przedmiescie 5, si è considerata l'idea di inserire all'interno del lotto Koneser l'intero complesso dell'Accademia. L'introduzione nasce dal fatto che nell'ultimo decenni, il quartiere di Praga Nord ha assunto l'appellativo di " quartiere degli artisti" : gli edifici in stato di decadenza che lo contraddistinguono, le strade ciottolate, l'atmosfera romantica prebellica che si respira percorrendo le strade, sono diventati per gli artisti locali, luogo ideale in cui collocare i propri atelier e pubblicizzarsi. I costi relativamente bassi per l'affitto o acquisto di sottotetti e scantinati, hanno avuto certamente la loro importanza. In nessuna area della città di Varsavia è possibile disporre di un così ampio spazio pubblico e visibilità a Praga Nord; qui si organizzano costantemente mostre ed eventi culturali, tra i quali la "mostra dei diplomi di pittura dell'ASP-2008" (Accademia di Belle Arti), proprio all'interno della fabbrica Koneser, quasi a voler suggerire quello che potrebbe essere il suo futuro: DA FABBRICA DI VODKA A FABBRICA DI CULTURA.
Molti edifici del quartiere sono ancora oggi coinvolti in dispute sulla proprietà. Dopo la Seconda Guerra Mondiale chi ritorna a Varsavia spesso lo fa senza sapere se la propria abitazione esiste ancora, così che gli alloggi di Praga Nord, molti dei quali di proprietà ebraica, non più rivendicata, diventano il luogo di una prima risistemazione; tuttavia, ancora oggi, come nel caso del Palazzo dell'Accademia, rivendicato dalla nobile famiglia Raczyiìsky, capita che qualcuno rivendichi la proprietà
sull'immobile. Per questa ragione, dagli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale, se si chiede ad un abitante di Varsavia se sia favorevole ad acquistare un appartamento nel quartiere Praga Nord, il più delle volte è incerta. Di conseguenza la stessa' amministrazione pubblica è restia ad investire nei restauri degli immobili di Praga Nord. Inoltre, dopo la Seconda Guerra Mondiale per ragioni economiche e soprattutto politiche l'amministrazione ha deciso di non intervenire sul quartiere lasciandogli l'aspetto originario: ricomporre le facciate, che ancora oggi portano i segni del conflitto, significava ricomporre l'immagine, della Varsavia prebellica, liberale e borghese.
In questo contesto si inserisce la figura dell'artista, il quale non badando alle controversie o alle scelte di carattere politico, affitta e compra, apre gallerie, si inserisce nel tessuto sociale di Praga Nord e lo riporta a nuova vita. Oggi molti degli eventi culturali di Varsavia, come ad esempio 'Warszaw/ska Jesien" (Autunno Varsaviano), un festival di musica e teatro contemporaneo, hanno luogo proprio in quelle strade considerate malfamate e poco frequentabili persino nelle ore diurne. Certo oggi l'area continua a essere socialmente degradata, ma le potenzialità di una definitiva
apertura al resto della città consentirebbe una riqualificazione
sociale e culturale dei luoghi. La proposta progettuale presentata nella Tesi si inserisce in questo contesto, cercando di potenziarlo, arricchirlo. La chiusura della fabbrica nel 2001 come luogo di produzione e la sua rinascita come luogo di produzione culturale è un scelta obbligatoria; su questo lato della capitale (sponda destra della Vistola), non vi è mai stata una Facoltà o un corso universitario e le possibilità di svago o coinvolgimento della popolazione locale si limita ai bar di quartiere. Le attività dell'Accademia di Belle Arti, come già oggi spesso accade, potrebbero aprirsi nell'ambito di progetti ben definiti, e forse cofinanziati dal comune, alla popolazione locale e non solo, aumentando le possibilità di apprendimento, crescita personale ed integrazione tra i locali, con il risultato di superare il fenomeno di ghettizzazione che oggi contraddistingue il quartiere Praga Nord dal resto della città.
Relatori
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