Borgo Cornalese: un progetto di riqualificazione nell'ambito del Parco fluviale del Po torinese
Giulia Ceccarelli, Monica Becchio
Borgo Cornalese: un progetto di riqualificazione nell'ambito del Parco fluviale del Po torinese.
Rel. Chiara Lucia Maria Occelli, Riccardo Palma. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2009
Abstract
In questi anni il parco fluviale del Po tratto torinese ha manifestato l'interesse di ampliare le aree da annettere al suo parco per cercare di svolgere una politica di gestione ad ampio respiro sui territori di lungo fiume, soprattutto quelli a sud di Torino cercando di coinvolgere vari comuni a collaborare nella gestione e nella realizzazione di un parco "vivo" ed attivo.
Uno degli obiettivi preposti risulta essere quello di individuare aree adatte ad una riqualificazione ambientale in cui insediare attività turistico culturali che possano contribuire ad attrarre interessi verso un area naturale che altrimenti rischierebbe di diventare una riserva naturale "morta".
Percorrendo il tratto di fiume Po che a sud di Moncalieri abbiamo individuato come potenziale luogo d'interesse l'area di Borgo Cornalese, sito ricco di storia le cui tracce sono ancora ben individuabili negli elementi che ne compongono il paesaggio.
Nella visione dell'Ente, il parco infatti vuole essere anche elemento di valorizzazione dei caratteri storico locali che spesso di trovano "intimamente fusi con le caratteristiche ambientali-territoriaii e naturalistiche e che possono aiutare in misura sostanziale a comprendere e conoscere le modificazioni di uso dei suoli nel tempo ed i motivi che stanno alla base degli attuali asseti del paesaggio" . Nel Novecento questa visione della cultura ambientale è stata spesso trascurata volgendo maggiore attenzione ai caratteri fisici del territorio, ottenendo però così una visione parziale della conoscenza del territorio stesso . Cogliendo l'insegnamento di Gambino , in cui sottolinea come la conoscenza del territorio e dell'ambiente non può prescindere dalla storia del passato ossia " da una visione retrospettiva che consenta di confrontare tra loro configurazioni ecologiche diverse, che si sono succedute nel corso del tempo e che con il loro sedimentare e incrociarsi hanno prodotto il paesaggio", abbiamo ritenuto opportuno dedicare ampia parte della nostra tesi allo studio di questo territorio individuato come possibile porta di accesso al parco e fulcro per i servizi annessi.
Dalla studio è emerso come questi territori gravitanti attorno al borgo e che si estendono fino alle rive del fiume, possano essere considerati un "museo a cielo aperto" ricco di tracce utili a ricostruire il susseguirsi delle vicende in questi luoghi e lasciare "memoria delle regole non scritte di lenta costruzione dei paesaggi agrari".
La marginalità che ha assunto questa porzione di territorio nell'ambito dello sviluppo urbano delle località limitrofe quali Carignano e Villastellone, la mancanza di uno sfruttamento intensivo dei terreni hanno permesso la conservazione di tali testimonianze rendendo Borgo Cornalese un luogo privilegiato per l'analisi dei segni del passato sul paesaggio. Una ricerca storica quindi che ha voluto cercare di rispondere alla vaste zone d'ombra che spesso circondano gli aspetti storici e culturali attorno ad un progetto di architettura come ammonisce Roberto Gambino nel suo scritto preso come guida dal Parco Fluviale del Po torinese.
Il risultato finale del nostra tesi vuole essere l'elaborazione di un'ipotesi progettuale di riqualificazione dell'insediamento di Borgo Cornalese le cui linee giuda si fondano sulle conoscenze acquisite durante la fase di studio del territorio.
Relatori
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