"CALO DEGLI ZUCCHERI", NASCITA E DISMISSIONE DEL COMPARTO INDUSTRIALE SACCARIFERO. CASO STUDIO DI SPINETTA MARENGO (AL)
Samantha Perri
"CALO DEGLI ZUCCHERI", NASCITA E DISMISSIONE DEL COMPARTO INDUSTRIALE SACCARIFERO. CASO STUDIO DI SPINETTA MARENGO (AL).
Rel. Agata Spaziante, Rossella Maspoli. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Progettazione Urbana E Territoriale), 2009
Abstract
Gli argomenti affrontati possono fondamentalmente essere suddivisi in tre parti che ostituiscono i concetti cardine evidenziati all'interno della tesi senza essere in relazione con la stesura ordinata dei capitoli.
La prima parte della tesi si orienta prevalentemente sulla cultura del riuso dei siti, fattore culturale teorico e pratico, nato e cresciuto parallelamente alle esigenze di dismissione degli impianti industriali.
La trasformazione concettuale del posizionamento delle aree dismesse, vede riqualificare il concetto di aree industriali periferiche verso aree urbane da mantenere, riutilizzare e valorizzare, pur quando le difficoltà di crescita di un movimento culturale e popolare sono sottoposte alle forti pressioni generate da normative, cambiamenti economici e territoriali, aspetti storici e culturali e perfino di cambi di proprietà, il tutto inserito nel processo di globalizzazione e di continua evoluzione.
La seconda parte tratta il settore saccarifero, come punto fondamentale della storia industriale italiana, che per la sua capacità di forte ed iniziale espansione a cavallo fra il XIX e XX secolo, ha prodotto con il suo declino produttivo, ampia materia di studio e discussione ai teorici del riuso e della riconversione. Questo argomento ha creato, nelle sue scelte politiche ed economiche, fermento non solo nella pianificazione territoriale ma anche, e soprattutto nelle economie locali, agricole ed industriali strettamente collegate ad aspetti sociali ed occupazionali.
Le scelte politiche in materia industriale, di cui la legislazione specifica per l'industria dello zucchero è particolarmente ricca, hanno generato particolari situazioni specifiche per il settore, evolutasi in maniera tale da permettere di approfondire con soddisfazione:
la storia della nascita dell'industria saccarifera italiana e gli aspetti più significativi che l'hanno condotta alla sua quasi completa estinzione;
il riuso di alcuni casi significativi di zuccherifici dismessi che inquadrano le problematiche politiche e architettoniche attuali;
il censimento degli zuccherifici in Italia, che raccoglie l'insieme dei caratteri di ciascuna delle architettonici, territoriali, economici, sociali, e completato, dove possibile, dalle particolarità ed esigenze di nascita e dismissione di ciascuna delle industrie considerate.
Particolare del censimento è la raccolta, verosimilmente "opera prima", della probabile totalità degli zuccherifici realizzati sul territorio italiano, almeno di quelli che hanno lasciato tracce storiche reperibili o anche semplici testimonianze orali o iconografiche. La mancata certezza di un completo censimento è giustificata da probabili realizzazioni ed estinzioni in tempi remoti di impianti che non sono risultati significativi nella storia industriale italiana tanto da riuscire a far dimenticare la loro presenza anche nella memoria locale. In mancanza di una bibliografia di settore, oppure limitata alle pubblicazioni private di edizioni industriali ovvero realizzazioni locali per lo più pubblicitarie o riguardanti i territori in cui i siti sono annessi, chiariscono come le fonti a noi pervenute siano da interpretare con la buona fede dell'ascoltatore di fronte alla narrativa di testimonianze che dello zuccherificio sono stati probabili interpreti diretti, vuoi per il lavoro svolto direttamente all'interno, vuoi perché abitanti di un territorio fortemente influenzato dai ritmi industriali e agricoli connessi.
Il censimento, partendo da un concetto di storicità realizzativa, si attualizza nella situazione degli impianti ancora in essere benché quasi totalmente svuotati della loro funzione produttiva, ma non si limita ad una mera elencazione storiografica. Il valore aggiunto della raccolta viene messo in evidenza dall'analisi particolare delle architetture realizzate negli impianti. Lo studio di archeologia industriale specifica ha portato alla luce evidenze costruttive storiche comuni e legate più alle conoscenze sul ciclo di lavoro, piuttosto che alle evoluzioni edilizie che nel corso dei due secoli di storia dello zucchero in Italia si stavano evolvendo nel mondo industriale esterno.
I quattro casi identificati e studiati nel capitolo riguardante il riuso, sono stati selezionati sulla base di fattori fortemente dissimili fra loro e significativi per la loro realizzazione finale; case-history che debbono fungere da riferimento e riflessione per gli attori dei processi di dismissione e riutilizzo dei siti saccariferi che ancora non individuano la strada da intraprendere sottoposti come sono da pressioni di carattere politico, economico, sociale e ambientale.
La terza parte basa lo studio di partenza sulla Carta Audis, documento il cui intendimento è quello di instradare su specifiche linee guida il progetto di riuso delle aree industriali dismesse in genere.
Il quadro generale sul settore saccarifero è stato opportunamente relazionato sul crescente evolversi del dibattito generale riguardante le aree industriali dismesse il cui prodotto, frutto del lavoro di studiosi, appassionati ed associazioni, è proprio il documento citato Carta Audis.
Analizzando in maniera approfondita il documento, è stato possibile svilupparne i contenuti applicandoli con soddisfacente riscontro nella storia progettuale di un caso particolarmente vicino alle mie conoscenze e luoghi di infanzia: lo zuccherificio di Spinetta Marengo, sobborgo alle porte di Alessandria.
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