Un info point per Torino e non solo
Giulia Giordano
Un info point per Torino e non solo.
Rel. Piergiorgio Tosoni, Delfina Comoglio Maritano. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2008
Abstract
INTRODUZIONE GENERALE
Come argomento di tesi mi interessava sviluppare un progetto di piccolo dimensioni per poterlo studiare in tutti I suoi aspetti, dai più generali a quelli più specifici. Grazie al XXIII Congresso Mondiale degli Architetti, svoltosi a Torino dal 29 giugno al 3 luglio 2008, ho avuto l'opportunità di prendere spunto da un bando di concorso per la progettazione di un info-point per Piazza Castello a Torino in occasione dell'evento e da riutilizzare in futuro in altri luoghi pubblici per occasioni simili o nuove. I temi principali del concorso sono la temporaneità (quindi facile montabilità e smontabilità) e l'ecologia nella scelta dei materiali e delle tecnologie. Argomenti che non ho mai approfondito nel corso dei miei anni di studi universitari e che ho voluto affrontare in occasione della tesi magistrale in architettura attraverso una documentazione che è risultata più complessa di quanto credessi. Le piccole architetture in genere e anche quelle temporanee danno la possibilità di determinare attraverso forme, colori, luci e suoni veri e propri manifesti legati a variabili possibili, di disegnare reali luoghi interattivi estremamente evocativi, di definire emozionanti campi visivi capaci di catalizzare l'attenzione del visitatore.
Inoltre date le ridotte dimensioni risulta un progetto controllabile e comprensibile sia nel tempo che nello spazio. Fin dall'inizio infatti mi sono confrontata con il luogo, gli schizzi e soprattutto i plastici che, date le ridotte dimensione del progetto, ho potuto realizzare in scale grandi. L'architettura è lo strumento di cambiamento del volto e dell'anima dei luoghi in cui viviamo, in questo caso sono intervenuta in Piazza Castello, la piazza centrale di Torino e quindi un luogo complesso con cui confrontarsi.
Progettare una piccola architettura polifunzionale effimera e nomade è stato interessante e stimolante. Confrontarmi con uno spazio piccolo mi ha permesso di viverlo e immaginarlo fin da subito.
Essendo un'architettura di dimensioni ridotte rappresenta anche quindi un manifesto, una sintesi di tematiche importanti e molto complesse trattate durante il Congresso che, in ambito architettonico, si possono iniziare a comprendere dalle piccole realizzazioni; soprattutto per chi non è competente in materia.
Argomenti come il riutilizzo, il riciclo, il risparmio, il rispetto sono ormai fondamentali e attuali in tutti gli ambiti. Nel mio caso ho sviluppato ovviamente l'ambito architettonico che, come si sa, è comunque strettamente relazionato a quello storico, artistico, sociologico, ambientale. Grazie agli insegnamenti appresi in questi anni nella Facoltà di Architettura di Torino e di Tolosa, in Francia, ho iniziato a creare un mio metodo progettuale che ho cercato di applicare durante lo svolgimento della tesi. Il mio intento è stato di progettare riassumendo gli insegnamenti universitari e quelli fatti durante il mio anno di tesi, legarli alla mia città natale Torino e a quello che stava avvenendo quest'anno grazie principalmente al Congresso e agli eventi legati al design.
La tesi è la "cerniera" tra lo studio e il lavoro, il mio non è sicuramente un lavoro completo perchè ho approfondito solo alcune tematiche legate principalmente a una presa di coscienza ecologica e rispettosa nei confronti di ciò che ci circonda. È stato comunque un lavoro diverso dai progetti che avevo realizzato nel corso dei miei studi, è risultato per me una prova complessa che però mi ha appassionato sia nella fase di ricerca delle architetture mobili, sia nella vera e propria realizzazione.
- Abstract in italiano (PDF, 136kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 127kB - Creative Commons Attribution)
Relatori
Tipo di pubblicazione
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