La paura come parametro di modifica degli spazi pubblici e abitativi delle città occidentali contemporanee
Danielle Sales Nunes
La paura come parametro di modifica degli spazi pubblici e abitativi delle città occidentali contemporanee.
Rel. Piergiorgio Tosoni, Dario Galati. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2008
Abstract
INTRODUZIONE
Quando in una città s'instilla la paura, quando i cittadini disertano gli spazi dell'incontro collettivo, la perdita di qualità della vita è enorme. Qualsiasi persona che ha vissuto in una città in cui non c'è sicurezza, conosce bene il peso della mancanza di libertà e il prezzo altissimo che si paga nella vita quotidiana. E oggi, questo fenomeno tocca ormai non solo le grandi metropoli, ma anche le medie e piccole città.
A causa della paura, molti hanno limitato le loro attività: non escono più la sera, non usano i mezzi pubblici nelle ore buie, evitano i parcheggi sotterranei, non frequentano i parchi, si rinchiudono in appartamenti blindati. Le fasce più "deboli" della popolazione sono gli anziani e le donne, che si sentono particolarmente minacciate. Vittime di aggressioni o minacce, profondamente colpite nel loro senso di sicurezza, tendono a isolarsi ed evitare luoghi simili a quelli in cui sono state vittimizzate e a trasmettere questo comportamento al loro entourage. E tale comportamento, influenzando il vicinato, può portare addirittura al decadimento economico locale.
Molti vivono una generale preoccupazione, comune a tutti quelli che leggono i giornali e partecipano a quanto accade attorno a loro. Si tende ad avere paura soprattutto di quei reati di cui qualcuno pensa di poter essere vittima in qualunque momento ' mentre si cammina per strada, si fa la spesa, quando si va al lavoro, ecc.
Data l'intensità della paura, anche quando non ci siano veramente dei "nemici", questi ultimi verrebbero inventati (come spesso accade). La loro immagine è costruita e stimolata dai mass media (radio, televisione, giornale), dalle mura, dalla crescente privatizzazione della sicurezza, dalle camere di sorveglianza, ecc.
A causa di questo, i poveri, gli stranieri e altri che sono considerati "diversi" sono identificati come una minaccia. E per soddisfare le ansietà
diffuse e il bisogno di sicurezza si ricerca l'antico sogno della purezza, della "società perfetta" (con i suoi spazi prevedibilmente controllati, liberi da "quelli indesiderati"). I cittadini passano a cercare una "comunità sicura", anche se questa è per promuovere segregazione spaziale, razzismo e intolleranza etnico-sociale; perchè non risolve, non sana i veri problemi sociali.
La paura diffusa è tale che sta segnando la vita quotidiana e determinando cambiamenti non ancora dei tutto prevedibili sulla forma e sull'organizzazione della città contemporanea. Quartieri recintati, guardie a controllare entrate e uscite, aree pubbliche diventate enclaves "difensive"
con accesso selettivo, la separazione in cambio della vita in comune, la criminalizzazione di chi è differente, ecc ' questi sono alcuni effetti
dell'attuale "evoluzione" della vita urbana.
L'aumento della violenza e della criminalità è un fenomeno che si sta
verificando praticamente ovunque nel mondo. Nonostante esse si presentino in maniere diverse e di diversa intensità, tutti concordano nel riconoscere che
il loro aumento abbia un impatto negativo. Tuttavia non si può trovare la
stessa unanimità per le soluzioni messe in pratica nel tentativo di ridurle. Soluzioni, queste, percepite anche nei parametri di progettazione che denunciano e corrispondono al grado d'insicurezza e paura sentite nelle città, anche se talvolta queste sensazioni non sono collegate al rischio reale.
Questo lavoro è nato con l' intento di delineare alcune tendenze dell'architettura, nel panorama urbano occidentale, come strumento di contrasto alla violenza e riduzione dell'insicurezza e delle paure urbane; focalizzando l'attenzione sulle trasformazioni che stanno avvenendo negli spazi abitativi e pubblici. II primo rappresenta "la casa", e l'altro "la strada".
L'immagine del primo fa riferimento all'idea del primordiale insediamento dell'uomo, dove si trova l'unità base che compone la società della famiglia) e che trasmetterebbe all'uomo la sensazione di essere al sicuro "tra le mura", almeno in teoria. Mentre il secondo è il fulcro della vita
urbana, luogo dove l'eterogeneità si esprime in maniera più evidente, e anche le immagini dei luoghi che attirano o respingono l'attenzione dell'uomo a seconda del senso di sicurezza o insicurezza che viene trasmesso da quello che si può trovare "oltre le mura".
Nell'affrontare il tema della paura diffusa e i suoi effetti sulla forma e sull'organizzazione della città, è stato utile fare alcune considerazioni preliminari. Per una migliore definizione, il campo di riflessione è stato diviso in due parti: la prima enfatizza gli aspetti che producono la paura urbana e creano il bisogno di sicurezza; la seconda tratta di alcuni processi che stano occorrendo come tentativo di rispondere alle domande di sicurezza, ma portando nella città una lettura spaziale di un paranoico sentimento di difesa.
In questo modo il presente lavoro si apre con una definizione concettuale di quei fenomeni cui spesso si fa riferimento nell'affrontare il problema della sicurezza, senza darne però una descrizione esaustiva. Si presenta una breve diagnosi delle paure urbane nel contesto cittadino in America del Sud, America del Nord e in Europa, per poter così identificare gli elementi comuni e le differenze.
In secondo luogo, sulla base dei parametri progettuali applicati come "proposta di sicurezza" nello spazio pubblico e privato (abitativo), si cerca di fornire una percezione dei problemi e degli elementi architettonici che li caratterizzano in accordo con le risposte che le amministrazioni e le loro
comunità locali stanno dando nel tentativo di ridurre o controllare la paura
urbana.
La paura urbana è un fenomeno dai tanti volti e dalle molteplici
sfaccettature che portare a termine un'analisi al riguardo della sua influenza sull'architettura, anche all'interno di una stessa regione del
mondo, non sembra essere un compito facile. Tuttavia questo lavoro nasce dallo sforzo di illustrare delle situazioni con diversi gradi di somiglianza e
differenza tra i vari contesti (latinoamericano, nordamericano ed europeo), fino ad arrivare nei particolari casi degli Stati Uniti, Francia e Brasile. E in questo modo trarre un'opportunità di dibattito, di produrre domande e
riflessioni sull'influenza dell'architettura nel sentimento di (in)sicurezza nella città. È quest'ultima veramente una soluzione o soltanto un riflesso, conseguenza del contesto sociale??
Relatori
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