Questura di Alba: un progetto per lo sviluppo
Massimo Rossi
Questura di Alba: un progetto per lo sviluppo.
Rel. Anna Marotta, Giacomo Donato, Gaetano De Simone. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2008
Abstract
Introduzione
Circostanze non del tutto casuali mi hanno portato a scegliere quale argomento di tesi di laurea il progetto di un complesso da destinare alla Polizia di Stato.
Per capirne i motivi è necessario fare un passo indietro:
- all'inizio degli anni 2000 era stata presentata in Parlamento una proposta di Legge1 per la costituzione della nuova provincia di Alba comprendente anche il territorio di Bra. In relazione alla normativa vigente2, Alba avrebbe necessitato di una Questura, sede del Questore quale Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza.
Quindi, essendo un appartenente alla Polizia di Stato, avrei potuto "valorizzare2 la mia esperienza ventennale acquisita proprio in una questura, quella di Torino.
Ho cercato di interpretare quella concezione d' architettura che l' Architetto Mario Botta ha sviluppato nel corso della sua attività e cioè quella di un' architettura concepita sia come arte capace di fondersi in maniera armoniosa con la natura, le culture e le storie dei territori, sia come testimone concreta dei vissuti storici e delle aspirazioni umane.
Infatti, egli stesso dice: "L'architettura deve rispondere alla memoria e al territorio, non ai capricci degli architetti".
Pertanto, la stesura della mia tesi è partita con un' analisi storica del territorio di Alba, con particolare interesse alle costruzioni a torre realizzate in epoca medievale che rappresentano ancora oggi l'elemento caratterizzante del paesaggio urbano.
Successivamente ho provveduto a individuare un'area, prevista dal Piano regolatore del comune di Alba, facilmente accessibile al pubblico, nonché dotata dei vari relativi requisiti richiesti, per la localizzazione delle nuova sede per la Questura, difendibile da eventuali attentati ed in posizione strategica per i servizi di prevenzione e soccorso pubblico.
Ho pensato, inoltre, fosse utile affiancare alla struttura vera e propria un centro congressi che possa essere utilizzato sia dagli operatori interni sia anche dalle istituzioni locali.
L'intenzione è stata quella di creare un oggetto architettonico che fosse improntato ad un linguaggio attuale, consonante con il territorio e, se possibile, qualificante.
Anche la planivolumetria, composizione e scelta del linguaggio architettonico rispecchiano il tentativo di creare un'emergenza architettonica che possa essere segno visibile ed identificabile per l'istituzione che rappresenta.
Relatori
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