Un nuovo edificio per Piazza Madama Cristina, il progetto del polo del gusto
Giacomo Piancazzo
Un nuovo edificio per Piazza Madama Cristina, il progetto del polo del gusto.
Rel. Andrea Bocco, Antonio Besso Marcheis. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2008
Abstract
La tesi da me proposta trae origine dal seguente percorso:
Seminario disciplinare "innovazione tecnologica dell'involucro edilizio" in cui ho affrontato con il professore Andrea Bocco il tema di come l'involucro esistente può essere reso efficiente dal punto di vista prestazionale.
Saggio II: analisi e confronti delle soluzioni d' involucro edilizio, inerenti il progetto di tesi.
A seguito del lavoro svolto nel seminario, da cui ho avuto modo di apprendere
conoscenze importanti a riguardo delle tematiche inerenti il risparmio energetico sugli
edifici esistenti; il mio percorso di tesi è proseguito con il professor Andrea Bocco ed ha
intrapreso una via maggiormente "progettuale", in cui è intervenuto il professor Antonio
Besso Marcheis.
La tesi si concretizza nella simulazione accademica di un progetto per un nuovo
edificio in piazza Madama Cristina.
Una prova molto ardua e complessa:
ipotizzando la "demolizione"del presente fabbricato alto un piano fuori terra si è pensato
a come concepire un nuovo edificio. La maggiore difficoltà di questo lavoro è imputabile
alle esigue dimensioni in pianta.
Precisamente lo spazio lasciato dal fabbricato ospitante la salumeria ha dimensioni di circa 7,60 x 12,5 m, ed essendo "incastrato" tra due edifici alti rispettivamente 25,5 e 19,3m, ha un importante sviluppo verticale. Questa particolarità ha reso necessaria una importante fase di analisi delle possibili soluzioni distributive verticali, compatibili con la destinazione d'uso.
L'avvicinamento al progetto è partito dal riconoscere allo spazio pubblico di Piazza Madama Cristina una grande importanza, sia per la Città, ma anche e soprattutto per il quartiere San Salvario. Prima di narrare il percorso che ha portato alla redazione del progetto vale la pena
ricordare come mai la scelta del sito sia ricaduta proprio su questo particolare spazio
della città.
All'interno del quartiere San Salvano, il quale risulta densamente edificato, sono state
individuate, da parte dell'agenzia per lo sviluppo locale delle potenziali aree di sviluppo,
che saranno in seguito illustrate.
Le aree segnalate erano complessivamente quattro.
Tra queste si è scelto di lavorare in Piazza Madama Cristina poiché ritenuta
maggiormente interessante da un punto di vista progettuale, per via della sua
particolare conformazione. Inoltre come vedremo c'è stata la volontà di interagire con
un importante spazio urbano quale Piazza Madama Cristina . Da parte mia c'è stata
inoltre l'intenzione di confrontarsi con un tema di progetto molto particolare e se
vogliamo abbastanza singolare.
Consapevoli della complessità di intervenire in un tessuto urbano così consolidato si è
cercato nella fase di approccio di concentrarsi sulla destinazione d'uso da assegnare,
esaminando diverse possibilità e cercando una funzione idonea al luogo. Utile ricordare
che il piano regolatore in questa zona prevede uno sviluppo residenziale.
La piazza ha recentemente subito un' importante trasformazione che ha visto la
realizzazione della nuova pensilina del mercato (ultimata nel 2001), mentre gli edifici
limitrofi la piazza non sono stati esposti a operazioni particolarmente significative in
tempi recenti, ma di sola manutenzione delle facciate.
La prima parte del lavoro è stata dunque di analisi per giungere alla scelta della
funzione da assegnare al progetto di tesi.
Si è scelto di realizzare un edificio a vocazione commerciale-culturale legato alla
promozione del cibo. Questa scelta verrà successivamente motivata e illustrata.
In seguito a queste fase, si è verificata la compatibilità della funzione con gli spazi
disponibili elaborando ed esaminando diverse soluzioni distributive. Facile intuire che in
una tale situazione il nodo cruciale sia stato il sistema di collegamento verticale.
Verificata la "fattibilità spaziale" dell'intervento si è ragionato su come questo edificio
dovesse funzionare e quali spazi dovesse contenere.
Oltre ai normali obiettivi riguardanti la progettazione di un nuovo oggetto architettonico
ci si è posti una serie di requisiti aggiuntivi:
- creare una nuova attrattiva per la piazza attraverso l'assegnazione della funzione per incrementare la dinamicità della piazza anche nelle ore extra-mercatali
-realizzare un edificio che nonostante il suo sviluppo prevalentemente verticale fosse accessibile in tutte le sue parti anche ai diversamente abili
-creare un dialogo formale e di legame funzionale con la presente pensilina ospitante il
mercato
-trovare soluzioni distributive consone alla particolare conformazione volumetrica
-organizzare e razionalizzare lo spazio al meglio per poter adempire nel modo più
efficiente possibile alle ipotetiche richieste di una committenza.
-esplorare e trovare soluzioni di involucro prestanti e flessibili che contribuiscano alla
riduzione dei consumi energetici dell'edificio.
Fissati gli obiettivi vi è stata l'analisi di casi simili, o meglio lo studio di come progettisti
affermati si sono comportati a proposito del completamento dei fronti urbani.
Questo è un fenomeno ricorrente, ma va detto che hanno solitamente destinazioni d'uso residenziali o terziarie (solitamente palazzi ufficio spazi museali). Il nostro caso di edificio commerciale-culturale legato al settore gastronomico risulta se vogliamo un tema nuovo per quanto riguarda il completamento edilizio in cortina.
Si è dunque partiti dall'organizzazione spaziale in cui si è studiato il funzionamento dell'edificio per quanto riguarda i collegamenti verticali e orizzontali, lavorando molto sugli spazi interni e sull' analisi dei flussi delle persone delle merci, confrontandosi con le normative antincendio e di accessibilità, le quali hanno allo stesso tempo vincolato e aiutato il risultato finale del progetto. Contemporaneamente è stato delineato lo sviluppo volumetrico dell'edificio, anche se molto vincolato su tutti i lati.
Una volta decisi questi aspetti progettuali si è passati ad una loro verifica soprattutto valutando le ripercussioni del nuovo oggetto sugli edifici già presenti. In seguito a queste valutazioni si è passati allo studio più approfondito dei particolari tecnologici, i quali hanno contribuito in modo determinante nella definizione del disegno dell'edificio. In contemporanea a questa fase sono state prese in esame diverse soluzioni per la realizzazione dell'involucro edilizio.
Successivamente a queste fasi evolutive c'è stata la conclusione del progetto, in cui sono stati riuniti tutti i ragionamenti sviluppati nel corso della tesi per poter redigere la
soluzione progettuale proposta in sede di discussione.
Relatori
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