Intervento fenomenologico in Piazza Madama Cristina e creazione di un'identità visiva a San Salvario, Torino
Mariana Ginesi
Intervento fenomenologico in Piazza Madama Cristina e creazione di un'identità visiva a San Salvario, Torino.
Rel. Anna Marotta. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2008
Abstract
INTRODUZIONE E PROPOSTA DI UN INTERVENTO NEL QUARTIERE DEL BORGO SAN
SALVARIO A TORINO.
La forza e la potenza degli spazi rappresentano la capacità di comunicare attraverso un linguaggio tradotto in suggerimenti rispetto alle sue memorie. Per questo, la città diviene la casa collettiva, uno spazio evocativo, capace di offrire emozioni. È difficile restare indifferenti all'interno di un ambiente costruito.
Gli spazi parlano attraverso il registro del vissuto, del già conosciuto, del già sperimentato, esprimono una condizione umana consumata che si confronta con la precarietà del nostro tempo sociale.
Le costruzioni che si aggregano attorno a uno spazio collettivo creano la città che rappresenta la forma più avanzata di vita organizzata e di relazioni sociali. Questi valori, sottesi alla vita collettiva, superano l'insieme dei volumi costruiti e si può affermare che il vero senso della città non sta dunque nel costruito, ma negli spazi che si relazionano ' le strade, le piazze, i giardini, gli slarghi. Comunicare la città in un modo coerente, efficiente e facile ai cittadini è sempre stata una sfida ai poteri pubblici. Come raggiungere la popolazione, fare sentire e capire il funzionamento e l'organizzazione di una città, e anche identificarsi con il luogo dove abitano questi cittadini, sono compiti abbastanza difficili e complessi che in qualche caso non sono stati portati a termine.
La tesi si propone di studiare come la città si mostra e comunica ai suoi abitanti, e in particolare, nel caso di Torino, il peculiare quartiere di San Salvarlo per quanto riguarda la sua formazione, la diversità di funzioni e attività e le origini degli abitanti. Si propone, inoltre, di suggerire proposte progettuali di interventi architettonici e
urbanistici che ristrutturino e cambino i caratteri degli spazi pubblici d'incontro e confronto culturale.
L'inizio di questa indagine è stata la realizzazione di un studio preliminare sulla formazione spaziale dell'area di San Salvarlo nel tempo, attraverso l'analisi dello sviluppo urbano stesso, della morfologia e del tessuto urbano degli edifìci, come pure della conformazione sociale e funzionale dello spazio.
Perciò sono state analizzate la conformazione delle prime strade aperte nel territorio del Borgo Nuovo che collegavano la Piazza Carlo Felice e il Castello del Valentino, e anche i successivi piani regolatori, come il Piano Fuori Porta Nuova dell'ingegner Carlo Promis del 1846, gli ampliamenti del quartiere alla fine del XIX secolo verso corso Dante e le iniziative successive fino ai giorni nostri. L'analisi è stata supportata da cartografia e da alcuni testi sull'argomento.
In questa fase. è stata realizzata una ricerca iconografica sulle pubblicazioni disponibili il cui risultato è stata una scheda riassuntiva contenente planimetrie di una Torino ancora murata fino ai giorni nostri.
Successivamente. sono stati anche osservati i caratteri religioso e imprenditoriale. presenti dalla formazione del quartiere nell'Ottocento, per la loro importanza nella configurazione attuale di San Salvarlo. La "natura" aperta della zona, rispetto alla aggregazione di nuove culture, la presenza di tre credi diversi e pure l'esistenza di una
forte economia locale spinta principalmente dal commercio e servizi, sono altre motivazioni all'aspetto odierno del quartiere. Lo studio e il progetto successivo hanno considerato il peso dei fattori culturali e l'origine degli abitanti del quartiere come punti determinanti. Gli immigrati dei numerosi fenomeni di attrazione popolare a Torino, e specialmente a San Salvano dalla sua formazione nel XIX secolo fino alla seconda metà del XX secolo, introducono i loro diversi stili di vita, gli specifici utilizzi dello spazio urbano e il modo di capire e interpretare la città. Con questo scopo sono stati osservati i dati più recenti del censimento del 2006 realizzato dall'ente pubblico e fomiti dall'Agenzia per lo Sviluppo Locale di San Salvario che hanno dimostrato le tendenze in atto.
In alcuni luòghi si può dire che. l'utilizzazione degli spazi pubblici come spazi di relazioni la vita all'aperto e l'uso delle vie, siano più comuni agli stranieri che ai torinesi. Nel caso di San Salvarlo, le diverse culture condividono lo spazio in modo abbastanza simile, come si può notare semplicemente camminando nell'area.
Se dalla responsabilità storica nasce la maturità e si rafforza la coscienza sociale.
come far sì che il territorio diventi la casa collettiva non solo dei locali ma anche di questi immigrati? Come fare a creare in loro la percezione di responsabilità, il valore d'identità e rispetto per la storia di quel territorio e dei suoi abitanti che molte volte li rifiutano? La proposta è quella di utilizzare degli elementi comuni e anche quelli specifici per arrivare a dare una risposta a queste domande. II concetto di fenomenologia è stato trattato insieme alla visione da notevoli architetti quali Rem Kooihaas, Mario Botta, Steven Holl relativamente ai problemi inerenti la città contemporanea e le possibili soluzioni.
Sono stati studiati e applicati i concetti proposti dal corso Percezione e Comunicazione Visiva, della II Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, che approfondiscono gli argomenti dei segni come metodo di trasmissione di un messaggio utilizzando un codice e un canale per arrivare al ricevente, il quale poi farà la sua interpretazione; delle leggi della Gestalt, ma principalmente delle teorie dei colori.
Tra i grandi teorici, vi sono alcuni in particolare, molto legati al carattere soggettivo dei colori e ai suoi effetti su chi li percepisce. Dopo un'analisi degli argomenti trattati dalle loro teorie, è stata realizzata una scelta di studio su quattro personaggi: Goethe. Itten, Kandinsky e Klee.
L'insieme di questo supporto teorico sarà applicato in una zona scelta, in particolare Piazza Madama Cristina e suoi dintorni. La proposta di creazione di un'identità visiva per San Salvario si basa sull'analisi delle bandiere - tanto degli abitanti immigrati quanto degli autoctoni - e il predominio di alcuni colori che ci porterà un esito più concepibile. Pertanto, è stato pensato un intervento di forme e colori sulla struttura di copertura dell'attuale mercato in via Madama Cristina, insieme alla proposizione di modifiche nel linguaggio delle segnaletiche e arredi urbani.
L'intervento conta ancora con l'installazione di alcune opere d'arte e elementi tattili che promuovano sia il contatto tra le persone di diverse culture, sia tra l'individuo e suoi sensi.
Relatori
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