Ipotesi di progetto di un Centro di accoglienza e terapeutico per bambini disabili e con diverse problematiche per una comunità indigena nella Regione del Cauca in Colombia
Silvia Burzio
Ipotesi di progetto di un Centro di accoglienza e terapeutico per bambini disabili e con diverse problematiche per una comunità indigena nella Regione del Cauca in Colombia.
Rel. Delfina Comoglio Maritano, Piegiorgio Tosoni, Massimo Leone, Ugo Pozzoli. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2008
Abstract
Vorrei prima di iniziare accennare come desidererei "enunciare" questa tesi, perché possa sentirla più mia, più personale e meno formale.
Essendo stato il mio ultimo esame quello di semiotica, e per di più avendolo trovato molto interessante, mi sembra un buon modo per iniziare senza sentirmi totalmente persa tra le parole, i testi e i ricordi dell'esperienza vissuta in Colombia.
DIARIO DI UNA TESI
COSI mi piacerebbe scrivere questa tesi ... come una sorta di diario, dove giorno per giorno vado raccogliendo materiale e ricordi ormai lontani! Questo desiderio nasce dalla voglia di sentire questo lavoro pili mio, nella semplicità e spontaneità ... non so se riuscirò a esprimere e a realizzare questo mio intento, perché ai lettori sia piacevole la lettura. Dovendo raccogliere dei dati anche tecnici, lungi da me L'idea di dover essere ripetitiva, scontata e noiosa ... Forse la mia e utopia ... certamente ben lontana dal sentirmi scrittrice, volente 0 nolente, dovendo pero portare alla stesura questa tesi un po' questo ruolo a noi studenti tocca ... e non sentendomi neppure pili studente per gli anni ormai trascorsi vorrei proporre ai gentili professori questa modal ita di scrittura, perché possa sentirmi pili a mio agio nell'espressione e chiedo quindi che mi sia concessa questa idea un po' "bizzarra" ... Non a caso ho scelto questa facoltà nella fiducia di trovare un luogo costruttivo capace di aiutare e guidare i giovani ad esprimersi nella loro creatività, portando nel loro piccolo innovazione e diversità per la crescita individuale e comunitaria ... non come una "fredda" forzatura, ma.
nella libertà di esprimere il proprio "essere uomo" nella ricerca della propria identità. Proprio come ho avuto modo di conoscere i I popolo Indigeno Pcfez, che lotta per ritrovare la propria identità soppressa e dimenticata dalle continue lotte ...
Inoltre mi sarebbe gradito poter scrivere in modo diretto e non formale, come se indirizzassi questa tesi a persone care e vicine.
L'idea nasce dallo "stupore e gradimento" che ho provato nel leggere e studiare una dispensa scritta a noi studenti del corso di semiotica dal prof. Massimo Leone, docente nell'università di Lettere, per spiegare il difficile concetto di "Enunciazione" che e "L'atto con cui viene prodotto un enunciato"Z, ovvero "e L'atto individuale attraverso il quale il parlante si appropria della lingua mettendola in funzione nel discorso e tramite il qualità enuncia se stesso come soggetto".3
Il professore scrive con questo intento una "Lettera sull'enunciazione" indirizzandola in prima persona allo studente, così scrivendo:
"Caro studente, è una splendida domenica pomeriggio, ma io sono qui, seduto di fronte al mio computer portatile, intento a scrivere questa dispensa per te. Vorrei infatti mettere per iscritto ciò che ti ho già spiegato a lezione a proposito dell'enunciazione. Ti ricordi?
che nel mio caso tradurrei come: "Cari professori
e una splendida domenica pomeriggio (in realtà in questo momento 'piove a dirotto), e io sono qui, seduta di fronte al mio computer portatile, intenta a scrivere questa tesi, dove vorrei mettere per iscritto quella che e stata la mia esperienza in Colombia e i motivi che mi hanno spinta a proporre un progetto per i bambini disabili di Toribio".
II docente avrebbe potuto scrivere:
"Scopo di questa dispensa e quello di illustrare le caratteristiche principali del concetto di enunciazione nella semiotica
quindi io dovrei scrivere:
"Scopo di questa tesi e illustrare le tecnologie costruttive per un paese in Colombia nella Regione del Cauca e un'ipotesi di progetto per L'accoglienza di bambini disabili e con diverse problematiche".
Ciò che il professore faceva notare e che i due paragrafi dicono praticamente la stessa cosa, ma fra di essi vi e una differenza fondamentale.
Cambia ovviamente la modalità:
nel primo caso colui che scrive non e qualcuno distante da te, ma qualcuno a te vicino, come un amico che ti scrive una lettera;
nel secondo caso, il senso e lo stesso, ma la distanza che si percepisce tra te e questo messaggio, fra te e questo testo, e cambiata radicalmente.
Nessuno da pili del tu, sono scomparsi i riferimenti espliciti a chi ti scrive o parla, non ti si racconta nulla sui luogo da cui ti giunge il messaggio, sui tempo in cui esso e stato composto dal suo autore. Così leggendo il secondo paragrafo si avvertirà una certa freddezza, un certo distacco.
E lo scopo degli studi sull'enunciazione e proprio quello di spiegare la natura linguistica (e poi semiotica) di queste differenze, di comprendere attraverso quali meccanismi la lingua ci consente di mettere in scena una certa vicinanza, o una certa distanza, fra i protagonisti di una comunicazione.
Come' e chiaro il mio desiderio e quello di poter sentire vicini i lettori, e mi scuso se ho dovuto dilungarmi un po', ma ci tenevo sottolineare che la mia non vuole essere una scelta stravagante, ma semplicemente una "scelta", un "bisogno" di sentire vicini coloro che leggeranno, perché possano e vogliano camminare insieme a me lungo questo CAMMINO DI TESI".
Relatori
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