Le politiche di tutela del landscape inglese: il caso della greater London
Silvia Castello
Le politiche di tutela del landscape inglese: il caso della greater London.
Rel. Carlo Socco. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Ambientale, 2007
Abstract
Oggi il paesaggio periurbano non solo appare, ma è altamente frammentato dalle infrastrutturè e dalla dispersione insediativa, che insieme incidono negativamente sul valore ecologico e storico del territorio. A partire dalla percezione del paesaggio intorno alle città italiane d'oggi, e dalle parole di ieri di Pasolini, si è deciso di studiare come fosse stato affrontato il problema nel paese che per primo ha vissuto il fenomeno di crescita accelerata e dispersa delle città: l'Inghilterra.
Le politiche di tutela del paesaggio inglese, e la loro capacità di influire sulla forma fisica della città, sono state qui considerate esempio di come la città e la campagna possano essere considerate un continuum: come detto da Pasolini nel 1973 "la forma della città si manifesta, appare, si rivela se confrontata con un fondale naturale [...] il problema della forma della città e della salvezza della natura sono un problema unico".
In Inghilterra il tema della forma della città non è indipendente dalla tutela del paesaggio e i migliori esempi sono offerti dalle città con il proprio territorio rurale designato a Green Belt, ad esempio Londra, Cambridge, Oxford e Manchester.
In questa tesi è stato approfondito come la tutela del landscape inglese sia affrontata come una questione urbanistica legata innanzitutto al problema di espansione in modo disperso della città. Esiste, infatti, una serie di politiche che direttamente tutelano e altre che si occupano della gestione paesaggio. Di queste ultime, le parole chiave di piani e progetti sono "accessibilità" e "fruibilità". L'utilizzo degli spazi aperti della campagna risponde, infatti, ad altre competenze, altre politiche complementari a quelle urbanistiche e, certamente con notevole influenza sulla sensibilità alle tematiche del verde e del paesaggio.
La dispersione e la diffusione della città nella campagna, o come è chiamata in Inghilterra "sprawl", sono questioni cui il Regno Unito ha cercato di porre freno intervenendo su più fronti contemporaneamente. L'insieme delle misure create e finalizzate a migliorare la vivibilità all'interno delle aree urbane, sono complementari alla storica politica di contenimento della Green Belt, atta invece a prevenire la dispersione insediativa, ma non sono da dimenticare politiche e progetti finalizzati a valorizzare e migliorare la fruibilità della campagna. La tutela è stata considerata anche in funzione del valore sociale del paesaggio e più in generale del verde e della sua accessibilità e fruizione. Nella tesi quest'aspetto della cultura inglese non è stato sottovalutato in quanto è uno dei principali elementi che permette di spiegare la sensibilità progettuale, l'ampia partecipazione popolare a progetti e iniziative e motiva perché mondo politico, accademico e della ricerca siano particolarmente attivi in questa direzione. Di recente, infatti, sono emersi diversi tentativi, in varie parti dell'Inghilterra, di ricostruire un quadro complessivo delle singole progettualità sulle aree intorno alla città e su di esse costruire una visione strategica.
La tesi è articolata in quattro parti. La prima offre un quadro generale del problema delle aree periurbane relativo al disgregamento del bordo urbano ed alla frammentazione degli spazi rurali. Questo fenomeno contemporaneo assume diverse nomenclature in relazione all'intensità con cui si presenta, i contenuti delle accezioni di città diramata, città diffusa e città dispersa si possono riassumere nel termine di invenzione inglese "sprawì". Poiché il termine, così come il fenomeno e la risposta, è comparso per la prima volta nella terra della rivoluzione industriale, un breve excursus storico su come si è sviluppata la città inglese conclude la prima parte, introducendo la successiva che invece descrive !e soluzioni perseguite.
La seconda parte analizza dunque le ragioni per cui il fenomeno della dispersione della città inglese nella campagna è alquanto ridotto e ancora oggi combattuto: la storica politica di contenimento (la Green Belt policy) e la recente iniziativa Urban Renaissance, il rinascimento urbano. Da questa prima suddivisione emerge come il tema del paesaggio periurbano sia trattato dal punto di vista urbanistico. La storia della Green Belt non è costituita solo da successi, lo dimostrerebbe quanto emerso dal recente dibattito sugli effetti di questa politica sul sistema economico, dibattito che ha nuovamente messo in discussione la direttiva nazionale. Il futuro della storica Green Belt è incerto, per ora il Governo laburista ha riconfermato la politica come una delle più importanti a livello nazionale, ma è riconosciuta l'urgenza di una risposta al problema dell'emergenza abitativa cui è sottoposta l'Inghilterra da oltre 10 anni. Questo problema alimenta un ampio dibattito su come e dove sviluppare le città.
Alcune soluzioni riportate nella fine del secondo capitolo, riguardano la capacità di assorbimento da parte dei suburbs e della rural-urban fringe dell'elevata domanda di abitazioni; i primi attraverso massicce operazioni di rigenerazione urbana, la seconda accogliendo trasformazioni che però dovrebbero perseguire una strategia fino a questo momento debole o inesistente. Entrambe le soluzioni rinviano alla necessità di una visione strategica per la trasformazione, di un progetto urbano di qualità, ovvero gli elementi reintrodotti con i principi del rinascimento urbano suggerito da Rogers..
La terza parte sviluppa dei casi studio relativi al caso della Greater London. Il primo tratta come la regione di Londra e il borough di Barnet abbiano recepito la politica nazionale della Green Belt, e come essi intendano attuarla attraverso i rispettivi piani. Il secondo caso si occupa di una delle azioni di rigenerazione all'interno di Barnet, considerandolo come esempio di come un progetto urbano possa contribuire positivamente e concretamente alla tutela della campagna, dando un positivo contributo all'emergenza abitativa. Nell'analisi è stato posto l'accento sull'interpretazione progettuale dei principi attraverso cui conseguire un rinascimento urbano e quanto l'intervento sia parte di strategie regionali e locali. L'ultimo caso studio riguarda una delle recenti iniziative che direttamente interessa le aree della Green Belt londinese, ricostruendo un quadro delle progettualità cui è attribuito un valore aggiunto attraverso la definizione di una visione strategica complessiva e integrata.
Nelle conclusioni, quarta parte, è stato riepilogato il quadro trattato delle politiche e
delle iniziative che rappresentano una forma di tutela dalla dispersione della città, pur
non riguardando direttamente le aree del paesaggio periurbano, individuando alcuni
spunti che potrebbero essere interessati per una riflessione successiva per il caso
italiano.
Nelle due appendici sono stati riportati elementi ritenuti interessanti per comprendere alcuni aspetti trattati nella tesi. La prima offre un'immagine di cosa si indente per English landscape, soprattutto quali siano i tratti che lo contraddistinguono e che servono a contestualizzare, almeno in parte, gli elementi più tradizionali e ricorrenti della progettualità inglese. Nella seconda sono invece riassunti i contenuti e i commenti ufficiali al rapporto, che ultimo in ordine di tempo, sul finire del 2006 ha messo in discussione l'efficacia, ma soprattutto la necessità di una Green Belt policy.
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