L'attività vincolistica come strumento di tutela in Piemonte: processi e ruoli. Proposte e sviluppi futuri
Monica Peano
L'attività vincolistica come strumento di tutela in Piemonte: processi e ruoli. Proposte e sviluppi futuri.
Rel. Rocco Curto, Cristina Coscia, Ilaria Ivaldi, Gennaro Napoli. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2007
Abstract
Quando nel marzo del 2004, quasi al termine del secondo anno del corso di laurea
specialistica, scelsi di svolgere le 150 ore di "tirocinio" presso la Soprintendenza per i
Beni Architettonici e per il Paesaggio del Piemonte e in maniera piuttosto casuale venni
assegnata all'Ufficio Vincoli, non immaginavo che mi avrebbe portato a laurearmi (così
tardi) e con una tesi di questo tipo.
Nella maggior parte ~dei casi i laureandi in Architettura (per il Restauroi~e~là~
Valorizzazione) si presentano all'esame finale con un progetto, un progetto di restauro,
di valorizzazione di un edificio come di un'area, oppure con un elaborato finale di tipo
storico e d'analisi del degrado, e proprio su quest'ultima tipologia ricadeva lamia scelta
fino a qualche tempo fa.
Nell'estate del 2004, a tirocinio e corsi conclusi, iniziai a collaborare con la
Soprintendenza prima con una sorta di part-time poi a tempo pieno.
In questi tre anni e mezzo, oltre a sostenere gli ultimi tre esami, ho avuto modo di
entrare a far parte di un settore lavorativo singolare, quello dell'Amministrazione
Pubblica, di impararne le procedure e capirne i meccanismi e gli equilibri, di contribuire
nel mio piccolo ad applicare quel controllo, quella disciplina, quelle regole, senza i quali
il nostro patrimonio non sarebbe tale; motivo per il quale scelsi il corso di laurea in
Storia e Conservazione dei Beni Architettonici e Ambientali e poi Architettura per il
Restauro e la Valorizzazione.
L'aspetto burocratico-legislativo è quello che ho avuto modo di metabolizzare meglio e
per cui, ahimè o per fortuna, ho mostrato una particolare attitudine; questo non è di
certo ciò che, nell'immaginario collettivo, ci si aspetta da un architetto, eppure io credo
che la parte burocratica e normativa del lavoro di questa figura professionale sia
fondamentale da un punto di vista pratico e che certo non può essere oggetto di
dottrina universitaria.
La scelta di preparare una tesi sul lavoro svolto in questi anni, è stata dettata dalla
volontà di spendere un'esperienza di lavoro maturata, elaborando un progetto, frutto
delle dottrine universitarie studiate negli anni, e alla luce della crescita professionale
acquisita.
L'obiettivo è quello di analizzare la situazione attuale dei provvedimenti di tutela sui
beni architettonici del Piemonte per poter fornire delle linee guida per la realizzazione di un SIT1 per il controllo e la fruibilità dei vincoli stessi, evidenziandone le problematiche, ma anche i fini e le modalità. La realizzazione di un progetto di questo tipo è necessario per l'adeguamento e l'inserimento nel progetto ministeriale del Portale della Cultura2 sulla base delle indicazioni fornite dall'OTEBAC3, di fondamentale importanza per l'attività di tutela della Pubblica Amministrazione e per la valorizzazione del patrimonio piemontese.
L'intento di questa tesi non è quello di realizzare un prototipo di sistema informativo, ma di delincarne il modello concettuale e logico, con la consapevolezza delle peculiarità della materia da trattare, del sistema tecnologico e dell'interfaccia utente interna all'Amministrazione e esterna per un'utenza generica.
A questo scopo i provvedimenti di tutela sono stati analizzati secondo un profilo amministrativo, storico, normativo e procedurale, nonché da un punto di vista qualitativo e quantitativo, partendo da una scala nazionale per passare a quella regionale e dunque arrivare al caso specifico della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio del Piemonte.
Relatori
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