Dal quadro di riferimento strutturale alle scelte strategiche del piano territoriale regionale del Piemonte : il caso degli Ambiti di Integrazione Territoriale "Montagna olimpica", "Pinerolo", "Susa"
Alberto Di Gioia
Dal quadro di riferimento strutturale alle scelte strategiche del piano territoriale regionale del Piemonte : il caso degli Ambiti di Integrazione Territoriale "Montagna olimpica", "Pinerolo", "Susa".
Rel. Cristiana Rossignolo, Giuseppe Dematteis. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Ambientale, 2007
Abstract
Con il documento programmatico "Per un nuovo Piano Territoriale regionale" il 13 dicembre 2005 la Giunta Regionale piemontese approvava in via definitiva l'avvio dei lavori per la redazione di un nuovo Piano Territoriale Regionale. L'approccio per il rinnovamento della pianificazione territoriale regionale piemontese è volto, fin dalle prime fasi, alla realizzazione di un piano di nuova generazione: ovvero fortemente basato, rispetto al precedente PTR (Regione Piemonte, 1997). sull'innovazione delle pratiche e degli strumenti attuativi. Tutto ciò sulla scia delle trasformazioni avvenute recentemente a più livelli: la riforma dell'apparato legislativo (trasferimenti di poteri regionali, riforma del titolo V della Costituzione,), l'influenza dei principi di riforma derivati dal livello comunitario (pratiche di interiorizzazione in più fasi all'acquis communitarie all'interno delle legislazioni nazionali e delle pratiche attuative), l'innovazione delle metodologie tecniche di partecipazione tra soggetti pubblici e pubblici/privati (evoluzione degli strumenti di governance.
riflessi sul piano pratico nella copianifìcazione}.
All'interno dello scenario nazionale troviamo già in altre Regioni alcuni esempi applicativi della pianificazione territoriale regionale di nuova generazione, in particolare in Emilia Romagna, nelle Marche e in Toscana. Importanti aspetti derivati da questi esempi confluiscono sul tema della processi/alita (il piano-processo, come iter continuamente sottoposto a revisione e monitoraggio degli effetti e, di conseguenza, degli obiettivi), sulla copianifìca-ione (costruzione e attuazione del piano realizzate attraverso la partecipazione continua dei soggetti coinvolti, a livello orizzontale e verticale) e sulla sosrenibilità (il piano continuamente monitorato dal punto di vista degli effetti e del livello di raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale).
Un aspetto importante dell'avvio dei lavori per il nuovo PTR piemontese è rappresentato dalla riforma contestuale della legge regionale sul governo del territorio (la precedente LR 56'1977); contrariamente alle altre Regioni sopra menzionate difatti il Piemonte giunge all'avvio del nuovo iter di pianificazione territoriale regionale senza aver ancora effettuato la riforma legislativa in tema di governo del territorio. L'ampio ritardo tuttavia1 può trarre giovamento dal considerare i punti di forza e di debolezza
delle realtà già sperimentate, oltre che giungere su uno scenario senza dubbio più "consapevole" delle trasformazioni e delle dinamiche socio-culturali in atto sul territorio.
Nel periodo in cui si avviava a conclusione la prima fase di redazione del Quadro di Riferimento Strutturale (con i lavori di analisi territoriale condotti per il PTR, confluiti in ultima istanza nel Quadro di Riferimento Strutturale (QRS) nel luglio 2007) la Provincia di Torino" avviava un'indagine dei Piani di Sviluppo Socio Economici delle Comunità Montane provinciali, al fine di predisporre un piano di coordinamento rivolto alle stesse Comunità Montane, utile per la preparazione della nuova fase di redazione dei PSSE.
Parte di questo lavoro è stato condotto dal sottoscritto all'interno di uno stage di tirocinio (febbraio-maggio 2007), con predisposizione di un elaborato analitico/progettuale legato alle Comunità Montane dell'ambito meridionale della Provincia di Torino (Comunità Montane Alta e Bassa Val di Susa. Pinerolese e pedemontano.Val Chisone e Germanasca e Val Pellice). Tale elaborato ha presupposto:
il recupero dell'apparato giuridico e delle Comunità Montane in capo alla redazione dei Piani di sviluppo
il dettaglio della programmazione delle Comunità Montane provinciali condotta all'interno dei Piani di sviluppo socioeconomico dell'ultima fase (1999/2000-2004/2005): programmazione derivata da analisi territoriali operate dalle stesse Comunità Montane, costruzione di obiettivi operativi, e individuazione di linee guida progettuali.
la conoscenza della struttura ambientale e socio-economica del sistema territoriale del sistema provinciale e del sistema delle Comunità Montane prese in analisi.
II materiale analitico è stato in seguito opportunamente elaborato in una SWOT analysis condotta per ogni Comunità Montana, confluente, infine, in una tabella di riallineamento delle strategie comuni da adottare per tutti i territori sulle tematiche principali, definite per legge (agricoltura, foreste, settore secondario e terziario, attività turistiche, assetto del territorio, attività socio-assistenziali, formative e culturali).
Relatori
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