I Costa e le loro terre: formazione di un territorio agrario attraverso cinque secoli di gestione feudale
Mara Del Col, Valentina Rocchetti
I Costa e le loro terre: formazione di un territorio agrario attraverso cinque secoli di gestione feudale.
Rel. Claudia Bonardi. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2007
Abstract
INTRODUZIONE
Si è scelto di approfondire la ricerca storica relativa alla famiglia Costa essenzialmente per due motivi: in primo luogo per un nostro personale interesse nei confronti dell’analisi di fonti archivistiche, in secondo luogo per la carenza di materiale di carattere monografico. Il materiale edito fino ad oggi è infatti limitato a sporadici contributi su aspetti parziali del fenomeno, mentre consistente risulta il materiale d’archivio, finora mai studiato ai fini di una ricostruzione biografica.
Si tratta di una famiglia molto presente in molteplici aspetti della società piemontese moderna, in qualità di alti funzionari di Stato, proprietari di castelli e grandi feudatari: vanta infatti quattro secoli di dominio territoriale su gran parte del Piemonte meridionale ed una grande influenza a corte, sebbene risulti meno nota di altre casate. Questo studio intende dunque colmare il vuoto generato dal disinteresse della storiografia ufficiale per il ruolo fondamentale rivestito dai Costa all’interno dell’aristocrazia sabauda.
Il tema viene sviluppato sotto l’aspetto della gestione di un patrimonio che ha origine dal notariato, si consolida al servizio del principe per arrivare a far parte dell’oligarchia del potere sabaudo.
La loro fortuna nasce con Ludovico, capostipite della famiglia e simbolo dell’ascesa sociale che l’ha contraddistinta: grazie alle molteplici attività raggiunge una posizione tale da poter condizionare alcune scelte ducali in merito a questioni di fondamentale importanza quali ad esempio la gabella del sale.
In una prima fase, attraverso l’analisi di tutte le fonti disponibili, si è ricostruita la genealogia della famiglia nel periodo di riferimento (1400-1800); in seguito, mediante lo studio dei consegnamenti e dei catasti, si è definita l’entità dei possedimenti sul territorio. Infine, con l’ausilio di una bibliografia tematica, abbiamo ragionato sulle attività redditizie (diplomatiche, militari, creditizie) e sulle relative modalità di gestione.
L’analisi dei possedimenti sul territorio ci ha permesso inoltre di individuare una serie di strutture produttive localizzate nei diversi feudi, legate alla conduzione delle terre ed allo sfruttamento di tali risorse (mulini, forni, cascine): tali strutture sono state prese in esame dal punto di vista economico, ma anche architettonico. Si sono infatti studiati nel dettaglio i due casi di Borgo Cornalese e Fortepasso, comparandone le architetture a strutture coeve con le medesime caratteristiche tipologiche.
In particolare abbiamo cercato di verificare l’esistenza o meno di un’architettura “tipica” che accomuni tutti gli edifici di proprietà dei Costa e le modalità con cui essi intervengono al momento dell’acquisizione, analizzando inoltre l’eventualità di un preciso disegno territoriale. Sicuramente la risposta a questi quesiti passa attraverso la ricostruzione, dove possibile, delle fasi evolutive dei castelli-palazzi, non prima, però, di aver tenuto conto della stessa struttura famigliare, della geografia delle divisioni patrimoniali e delle modalità di gestione del territorio.
Le ricerche sono state condotte prendendo visione della bibliografia esistente e delle fonti conservate negli Archivi Storici di Chieri, Carmagnola e Pinerolo e presso l’Archivio di Stato di Torino.
In particolare abbiamo imparato a raffrontarci con i consegnamenti e catasti quattrocenteschi redatti in lingua latina, che seguono tutti le medesime procedure di compilazione, ed a condensarne le informazioni utili in tabelle, che ne rendano immediata la percezione.
Relatori
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