La chiesa Parrocchiale di S. Maria Assunta a S. Giorgio Canavese: problemi di conservazione e restauro
Federica Ugolotti, Tecla Zanellato
La chiesa Parrocchiale di S. Maria Assunta a S. Giorgio Canavese: problemi di conservazione e restauro.
Rel. Maria Grazia Vinardi. Politecnico di Torino. Sede di Mondovì, Corso di laurea in Architettura, 2004
Abstract
La parrocchia di S. Maria Assunta a S. Giorgio Canavese è una delle poche chiese cinquecentesche in Piemonte non completamente trasformate da rimaneggiamenti e in cui ancora oggi sono riconoscibili le caratteristiche architettoniche rinascimentali.
La chiesa necessita di interventi di manutenzione straordinaria abbastanza urgenti.
Il tetto, sottoposto a totale rifacimento fra il marzo e il giugno 2003 e di cui siamo state privilegiate testimoni, versava in condizioni precarie: le travature dei puntoni e delle capriate, la mal disposizione dei coppi e le conseguenti infiltrazioni d'acqua hanno creato un evidente quadro di muffe ed efflorescenze lungo i muri percolati, sia all'esterno che all'interno della fabbrica.
Altro problema importante, molto comune negli edifici antichi, è l'umidità di risalita dal terreno: i muri perimetrali, il pavimento e le colonne manifestano gli effetti malsani che nei secoli ha causato la presenza dell'acqua nelle strutture.Il pavimento, come abbiamo potuto direttamente constatare, in particolari giornate "trasuda" umidità in tali quantità tali da dare un generale aspetto bagnato, sinonimo anche di un errato microclima interno.
Da non trascurare è il degrado antropico, che si manifesta nei pannelli d'amianto posizionati su alcuni lati delle otto colonne che separano la navata centrale dalle secondarie: ovviamente questo materiale deve assolutamente essere rimosso con apposite metodologie per salvaguardare la salute delle persone. A fronte di simili problemi e in visione di un prossimo intervento di restauro, il lavoro che avremmo dovuto svolgere perdeva la connotazione di puro esercizio scolastico per assumere quello più interessante di "contributo". Infatti i responsabili dell'ufficio tecnico del Comune e il presidente della prò loco sig. Claudio Salanitro, oltre a dimostrarci una disponibilità nel visionare mappe, carte e nell'accompagnarci nel sopralluogo della chiesa, hanno richiesto una copia dei nostri elaborati.
Con questi nuovi input l'impegno dedicato a S. Giorgio e alla sua chiesa sono diventati maggiori e al semplice lavoro che si deve svolgere è subentrata la curiosità di capire a fondo il manufatto e le sue problematiche.
Come primo passo abbiamo cercato informazioni su vari libri, nonché dai documenti inediti ritrovati negli archivi, i quali avrebbero potuto fornirci indicazioni a proposito della fattura dell'edificio, dei materiali di cui è composto, la loro provenienza, le tecniche usate per la costruzione, i restauri subiti nell'arco del tempo.
La nostra attenzione si è concentrata molto su quest'ultimo aspetto, essendoci stati grossi lavori di restauro circa settanta anni fa; molti danni si possono infatti evitare prestando attenzione ai lavori svolti nelle epoche passate e regolandosi di conseguenza.
Successivamente siamo passate al rilievo diretto della fabbrica; abbiamo usato metri rigidi per misurazioni inferiori ai 2 metri, metri a rotella per distanze maggiori, aste metriche per altezze fino ai 6 metri, un misuratore laser con raggio puntatore per altezze superiori.
I metodi di rilevamento utilizzati sono:
- trilaterazioni e triangolazioni:
consiste nell'individuazione delle misure di triangoli i cui vertici sono rappresentati dai punti di rilievo, oppure si utilizzano le distanza tra i vertici al posto degli angoli.
Noi abbiamo largamente usato il metodo "a catena", dove si procede per successivi triangoli in modo che ogni nuovo triangolo abbia in comune un lato col triangolo precedente.
- metodo classico per ascisse e ordinate.
I dati del libretto di campagna così ottenuto sono stati rielaborati a casa prima al tavolo da disegno, al CAD poi.
A questo punto siamo passate ad un'analisi diretta del manufatto: le diverse murarie tessiture visibili/ il disfacimento degli intonaci e le lacune di materiale, gli effetti degradanti provocati dall'assorbimento di acqua dal sottosuolo e dalle perdite del tetto.
Osservando le diverse ma ripetitive patologie di cui soffre la chiesa, abbiamo stilato un piano di intervento che salvaguardasse il più possibile le peculiarità esistenti, senza stravolgerne l'aspetto e tenendo presente il fatto che gli stanziamenti finanziari sono sempre troppo limitati per compiere tutte le opere di cui, in realtà, ci sarebbe bisogno.Il passo successivo, piuttosto urgente, dovrà essere l'eliminazione dei pannelli d'amianto che rivestono alcune facce dei pilastri: oltre ad essere un materiale altamente dannoso per la salute, impedisce agli stessi una corretta evaporazione dell'acqua che recuperano dal sottosuolo.
A seguito di questa "liberazione" ci si troverà di fronte a strutture indebolite dagli sforzi e intaccate nella loro capacità statica.
Sarà quindi necessario provvedere ad un monitoraggio degli stati di compressione e delle fessurazioni, in modo tale da avere un quadro quanto più completo per intervenire in modo puntuale e preciso.
Relatori
Tipo di pubblicazione
Corso di laurea
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
