Il rione San Secondo e il Palio di Asti: storia, restauro e valorizzazione
Sara Scapparino
Il rione San Secondo e il Palio di Asti: storia, restauro e valorizzazione.
Rel. Carla Bartolozzi, Renato Bordone, Cristina Coscia. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2007
Abstract
Oggetto di studio di questa Tesi di Laurea è dare delle linee guida per una riqualificazione urbana complessiva del Rione San Secondo di Asti, preso come esempio per raggiungere un grande obiettivo: valorizzare quella che e la manifestazione più importante della città, il Palio.
11 progetto e le proposte sono ambiziose: 10 scopo e infatti quello di dare un esempio alla città. di come, a partire dalla sede di un Comitato, sia possibile creare nuovi percorsi di visita attraverso un'originale chiave di lettura e dare COS! maggior luce alla manifestazione del Palio attraverso una sorta di "museo a cielo aperto".
L'idea si sviluppa a partire dall'esempio senese, dove la maggior parte dei Comitati delle Contrade ha a disposizione locali destinati alle riunioni settimanali, spesso all'interno di edifici in posizione centrale rispetto all'area del borgo, e locali ecclesiastici, nelle immediate vicinanze o all'interno della stessa Chiesa parrocchiale della Contrada, adibiti a veri e propri Musei del Palio. Succede così che nei periodi di Palio (a Siena il 2 luglio 2 il 16 agosto di ogni anno) i contradaioli aprano ai turisti le proprie sedi di Comitato e organizzino percorsi di visita guidati che si concludono al Museo della propria Contrada, dove vengono raccolti e mostrati i drappi: le bandiere, i costumi e i Palii vinti negli anni.
Il Rione di San Secondo è collocato nel cuore di Asti, all'interno quindi di quello che e il nucleo storico di Asti, un centro ricco di emergenze architettoniche che ben ricordano ancor oggi le
origini medievali della città. 11 progetto dunque studia il Rione del Santa, a partire dalI'analisi storica molto approfondita, per arrivare a prospettive future di rinnovamento e miglioramento, e si vuol porre come esempio di una riqualificazione collettiva di rioni e borghi, avendo come obiettivo finale quello di mostrare Asti attraverso le vie, i palazzi, le piazze e le chiese con gli occhi del "paliofilo" borghigiano. Abbiamo a disposizione, nel caso del Rione San Secondo, un'area che è quella del centro storico, nucleo in cui tuttora si riconosce l'intera città, avendo. sia una forte caratterizzazione di Bene architettonico e culturale, sia quella di centro commerciale, di punto d'incontro per gli artigiani e di obiettivo di visita dei turisti. Una sede del Comitato Palio, sita in Via Aliberti nello stabile di matrice medievale che, come vedremo ei capitoli seguenti, deve la sua caratterizzazione di edifieio di forte rilevanza storica soprattutto al XVIII e XIX secolo, quando ad Asti il ghetto ebraico divenne obbligatorio. E la collegiata del Santo Patrono, che oltre ad essere classificabile in quanto emergenza storica e architettonica, accoglie i Palii che nel tempo il Comune ha donato alla Collegiata di S. Secondo, che ornano i policolumni della navata centrale, mentre i più recenti sono esposti sul Carroccio, nella prima cappella della navata destra.
Il percorso proposto in questa Tesi di Laurea per il Rione San Secondo, le cui premesse si basano su un'approfondita indagine storica e un'altrettanto complessa indagine sul comparto turistico dell'Astigiano e in particolar modo sull'analisi di domanda e offerta relative al "prodotto culturale" Palio, a partire da una visita della sede del Comitato Palio, in cui vengono gelosamente custoditi i drappi vinti nel 1982 e nel 2000, nonché il parco costumi di oltre cinquanta capi che sfilano al corteo storico nel giorno della corsa, conduce alla Collegiata, passando tra le maggiori emergenze architettoniche del nucleo storico e dando luce a quelli che sono i luoghi e i momenti del Palio.
Il lavoro comprende dunque studi relativi ad un'analisi storica del Rione del Santo sotto il profilo urbanistico, a partire dalle sue origini per arrivare ai giorni nostri, per conoscere le sue valenze storiche e capire come si colloca nella storia I'edificio oggi sede dei locali del Comitato.
Una seconda fase e quella dell'osservazione e del confronto di quelli che sono, in Italia, gli scenari del Palio, dando particolare importanza a Siena e Asti che da sempre si contendono il primato di Palio più antico. Viene presentata così una tradizione che ad Asti dura ormai da otto secoli, e la manifestazione viene vista e con gli occhi del borghigiano, e sotto il profilo di punto di forza del turismo astigiano. Si confrontano dapprima le scenografie che ospitano la corsa del Palio, per mettere in luce i caratteri che accomunano e nel contempo distinguono Asti e Siena, sia dal punto di vista dell'organizzazione dell'evento Palio, che sotto il profilo architettonico, per dare un'idea della diversa visibilità rispetto all'affluenza turistica che oggi emergono, e che devono per Asti un proposito per valorizzare, viste le premesse storiche e di indagine di marketing sul "prodotto" offerto, la manifestazione.
Le conclusioni degli studi fatti portano così a dare delle linee guida per un progetto a scala urbana di valorizzazione, che vuol partire dal restauro e dalla riqualificazione del Rione San Secondo per poi coinvolgere la città di Asti e i suoi rioni e borghi verso un obiettivo comune che e quello di riportare il Palio, gli eventi collaterali e tutto ciò che ne fa da cornice, agli antichi splendori.
Relatori
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