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Antonio Gaudí, scultore della meccanica: la cripta della colonia Güell

Anna Rucci

Antonio Gaudí, scultore della meccanica: la cripta della colonia Güell.

Rel. Stefano Invernizzi. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2008

Questa è la versione più aggiornata di questo documento.

Abstract:

"Nell'architettura moderna il gotico deve costituire il punto di partenza, ma non deve mai essere il punto finale". Questo elaborato prende piede proprio da questa affermazione di Antoni Gaudi, noto architetto catalano che operò fra la fine dell'Ottocento e l'inizio del secolo scorso; qual è il significato attribuito da Gaudi a questa dichiarazione d'intenti? In che modo egli ha tentato di esplicitare tali propositi nella sua opera? E cosa significa, per un architetto contemporaneo, guardare a opere edificate in tempi remoti e in un contesto culturale differente dal proprio, senza però dimenticare se stesso e il proprio contesto storico e culturale? Come verrà accennato più avanti, Gaudi visse in un periodo in cui andava affermandosi il cosiddetto "revival" del gotico, che aveva avuto il suo incipit soprattutto grazie alle teorie e agli studi dell'architetto francese Viollet-le-Duc. Questo ritorno alle origini fu spesso acritico, cioè privo dì un legame concreto con il passato e con la produzione architettonica medievale, e quindi incapace di introdurre una reale novità nel campo della produzione contemporanea. In questo modo l'architettura neogotica sì ridusse spesso a una mera imitazione formale del gotico, così miope da non considerare come decisivo l'aspetto strutturale, e arrivando in ultima analisi a snaturarne le forme costruttive.

Spesso molti architetti e storici dell'arte, scrivendo di Gaudi, hanno parlato - e parlano - di "superamento del gotico". Questo "superamento", che riguarda soprattutto l'aspetto prettamente strutturale dell'opera architettonica, trova nella costruzione della cripta della Colonia Glieli la massima sperimentazione attraverso l'uso di nuove forme geometriche, finalizzate all'eliminazione di quegli elementi strutturali gotici che Gaudi amava definire "stampelle", quali gli archi rampanti e i contrafforti. L'architetto catalano riteneva infatti che i costruttori gotici avessero raggiunto l'apice dell'innovazione costruttiva e strutturale nell'ambito dell'intera storia dell'architettura, ma che si fossero fermati prima di giungere all'uso di soluzioni meccaniche realmente ottimali.

Proprio per questo motivo la nostra analisi si incentrerà su quest'opera di Gaudi in rapporto con l'architettura gotica e la scelta di questo tema comporta diverse difficoltà di analisi. Innanzitutto la cripta della Colonia Gùell è una delle opere meno conosciute dell'architetto catalano, anche, probabilmente, per la sua collocazione geografica. Si trova infatti a Santa Celoma de Cervello, località a circa 30 km da Barcellona, luogo certamente periferico rispetto all'epicentro della produzione gaudiana. Inoltre pochi sono probabilmente a conoscenza del fatto che fu proprio la cripta della Colonia Glieli l'opera prediletta di Gaudi e che fu per lui motivo di grande rammarico dover rinunciare a portare a termine i lavori nel 1914. Purtroppo anche in molti testi di architettura lo spazio dedicato a quest'opera è talvolta molto breve e si limita ad alcuni cenni riguardanti il modello funicolare utilizzato da Gaudi per la sua progettazione. Laddove, invece, sono riportate notizie più dettagliate in merito, capita il più delle volte di trovare dati che si limitano all'aspetto formale - geometrico e simbolico con scarsa attenzione all'aspetto strutturale. Questa mancanza di informazioni più precise è dovuta principalmente al fatto che la conoscenza della cripta è inevitabilmente limitata a causa della penuria di materiale originale relativo al progetto. Tutto ciò che Gaudi aveva disegnato o ideato per l'edificazione di quest'opera, compreso il modello funicolare, è andato distrutto nel 1936 durante la guerra civile spagnola.

In tempi più recenti, grazie soprattutto all'input dato dalla ricostruzione del modello funicolare da parte di un gruppo di studiosi olandesi e tedeschi, la struttura statica della cripta è stata analizzata in modo più dettagliato da un gruppo di esperti con a capo gli architetti Albert Casals Balagué e José Luis Gonzàlez Moreno-Navarro e l'ingegnere Pere Roca Fabregat. Si cercò finalmente di approfondire i problemi meccanici riguardanti la cripta e, per effettuare queste ricerche, furono creati programmi appositi che aiutassero tale lavoro critico e analitico sull'opera.

Un ulteriore aspetto che ha portato alla scelta della cripta della Colonia Glieli risiede nel fatto che, nonostante si tratti di due opere entrambe incompiute, la seconda può ritenersi, con un gioco di parole, "compiuta nella sua incompiutezza". Come sottolineato già in passato da Roberto Pane, Gaudi aveva previsto che i lavori per la Sagrada Familia avvenissero per sezioni verticali; egli scrisse che "un'alternativa, circa i criteri da seguire per la prosecuzione della fabbrica si pone già inizialmente; come si dovrà realizzarla? A successivi strati orizzontali, oppure a settori verticali? Si finisce col preferire la seconda soluzione, considerando che le generazioni a venire potranno sentirsi più invogliate a continuare l'opera dall'effetto di visibilità di una sua massa già compiuta e dominante; d'altra parte è evidente che la realizzazione totale di un settore di fabbrica consentirà all'artista di esprimere se stesso almeno nell'indirizzo formale". Per la cripta della Colonia Gùell, invece, l'edificazione avvenne a partire dalla messa in opera della chiesa inferiore per poi procedere con i lavori per la chiesa superiore che però non fu mai costruita. Dunque di quest'ultima opera rimane oggi comunque una piccola chiesa che, anche se non rappresenta l'opera nella sua compiutezza, è già di per se stessa un'architettura fruibile rispetto alla propria destinazione d'uso; cosa che evidentemente non può essere ancora sostenuta per la Sagrada Familia, che si presenta invece al visitatore come un vero e proprio cantiere. Inoltre la cripta "fu una sorta di laboratorio di prove tecniche, di ciò che più tardi si realizzò nella Sagrada Familia". Nell'approfondire l'analisi della cripta è necessario comunque tenere sempre presente che si tratta di un'opera rimasta incompiuta e che, dunque, alcuni dubbi sulla sua eventuale stabilità, una volta portata a termine, permangono tuttora.

È evidente pertanto che il tentativo di Gaudi di superare il gotico era mirato in modo specifico a un miglioramento della meccanica delle strutture e questo aspetto è quello che ci si propone di indagare in questo elaborato attraverso un attento e critico lavoro di ricerca

Relatori: Stefano Invernizzi
Tipo di pubblicazione: A stampa
Soggetti: T Tecnica e tecnologia delle costruzioni > TE Tecnologia dei materiali
S Scienze e Scienze Applicate > SK Matematica
G Geografia, Antropologia e Luoghi geografici > GD Estero
Corso di laurea: Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione)
Classe di laurea: NON SPECIFICATO
Aziende collaboratrici: NON SPECIFICATO
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/1311
Capitoli:

1. Architettura gotica

1.1.Origini ed evoluzione

1.2.Elementi strutturali dell'architettura gotica

1.2.1.L'arco a sesto acuto

1.2.2.La volta a crociera

1.2.3.I sostegni verticali: mura e pilastri

1.2.4.I pinnacoli

1.2.5.Gli archi rampanti

2. Antoni gaudi

2.1.Vita e opere

2.2.L'architetto catalano e l'architettura gotica

2.3.Il gotico in Spagnai alcuni esempi di architetture

2.3.1.Leon, Cattedrale

2.3.2.Barcellona, Cattedrale

2.3.3.Barcellona, Santa Maria del Mar

2.3.4.Palma de Maiorca, Cattedrale

3."L'ORIGINALITÀ CONSISTE NEL TORNARE ALLE ORIGINI" (A. GAUDI)

3.1.Caso studio: la cripta della Colonia Glieli

3.2.Il committente: Eusebi Glieli i Bacigalupi

3.3.Il progetto

3.4.Elementi strutturali della cripta

3.4.1.Il modello funicolarein

3.4.2.Gli archi parabolici

3.4.3.I pilastri inclinati

3.4.4.Le volte

3.4.4.1.Il parabolide iperbolico

3.4.4.2.La boveda tabicada

Considerazioni conclusive

Bibliografia

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