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Recupero di una masseria nell'agro di Salice Salentino: un modello di riqualificazione a fini agrituristici

Zecca, Lucia

Recupero di una masseria nell'agro di Salice Salentino: un modello di riqualificazione a fini agrituristici.

Rel. Carlo Buffa di Perrero, Valentino Manni. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2006

Abstract:

II lavoro di tesi parte dallo studio delle masserie presenti sul territorio pugliese analizzando in particolar modo la presenza di questi edifici nell'area salentina (1). La ricerca storica ed economica di questi manufatti precede la sezione progettuale. In quest'ultima si esamina un unico edificio: la masseria Mazzetta. Il progetto è il fine a cui tende tutta la tesi ed è il risultato del lavoro di approfondimento che lo precede. La masseria Mazzetta è sita in Agro di Salice Salentino. Essa è stata scelta tra la miriade di edifici del suo stesso tipo per alcune caratteristiche che la contraddistinguono. L'edificio, nonostante sia di recente edificazione, mantiene i tratti distintivi della masseria tradizionale. Questo aspetto sottolinea la continuità tipologica che il passato ha lasciato in eredità all'architettura rurale di quest'area, tramandandone e re-interpretandone gli stilemi. La masseria Mazzetta, benché sia stata costruita negli anni quaranta del 1900, mantiene la tipizzazione dei modelli ottocenteschi e incarna il passaggio dalla masseria cinquecentesca di campo e di pascolo alle moderne tenute agricole. Le qualità distintive degli edifìci rurali sono il portato della millenaria convivenza delle attività dell'uomo con il paesaggio agricolo ed il protrarsi di elementi arcaici in edifici moderni testimonia l'antico legame che tuttora li unisce.

La documentazione relativa alle masserie di Salice Salentino è rivolta ad una maggiore comprensione delle motivazioni che hanno giustificato la costruzione di nuovi edifici rurali nella propria giurisdizione e viciniori.

II territorio modificato dall'agricoltura e la macchia mediterranea si uniscono all'interno dell'analisi progettuale per dar vita ad un ambiente dinamico che ne potenzia le peculiarità intrinseche. A tale proposito verranno, inoltre, esaminate tutte le masserie della zona unitamente alle modificazioni a cui il paesaggio agricolo è stato sottoposto nel corso dei secoli. Il progetto si fonda su questi presupposti servendosi anche dell'approccio bioclimatico al fine di dar valore al legame con l'ambiente circostante.

L'analisi climatica del sito, infatti, è la premessa necessaria per il controllo delle condizioni di comfort all'interno degli edifici preesistenti e quelli da edificare ex novo.

Tali studi di approfondimento cercano di suggerire una traccia per la progettazione di un edificio che non diventi una sterile copia della tipologia tradizionale ma riesca ad integrarsi con le preesistenze e con il territorio circostante. Le indagini suddette cercano di interpretare e valorizzare il patrimonio culturale dell'area d'intervento. Questo concetto si esplicita nell'edificazione di una scuola di arti e mestieri nella quale vengono riproposti e insegnati i lavori che caratterizzavano la vita della comunità salentina in epoca pre - industriale.

L'elaborazione del progetto viene fatta attraverso le linee guida tracciate dall'architettura sostenibile e quindi con l'utilizzo di sistemi di condizionamento passivi e con la produzione energetica autonoma.

All'estemo dell'edificio vengono disposti orti e giardini per approfondire lo studio e la salvaguardia della macchia mediterranea e delle specie arboree e arbustive locali. La masseria Mazzetta e l'edificio suddetto si uniscono nello sforzo di farsi portavoce della coscienza popolare e dei suoi retaggi culturali. La masseria preesistente viene adibita ad agriturismo divenendo il mezzo per far conoscere agli utenti che vi sono ospitati le tradizioni riguardanti la preparazione, la trasformazione dei cibi, degli utensili e i luoghi impiegati per compiere queste operazioni. All'intemo dell'ampio cortile è previsto l'inserimento di un mercato per la vendita dei prodotti coltivati all'intemo degli orti e di quelli realizzati all'intemo della scuola.

Per completare la conoscenza delle consuetudini del luogo da parte di un generico utente che utilizza questi servizi per un tempo limitato vengono organizzate manifestazioni e visite sul territorio circonvicino. Questi edifici, inoltre, si situano nell'area in modo strategico diventando il polo amministrativo e organizzativo dei manufatti che sono localizzati all'intemo di una giurisdizione extra - comunale raggnippante diverse realtà locali.

L'organismo risultante dal progetto di riorganizzazione territoriale riprende alcune caratteristiche che lo avvicina nelle funzioni principali ad un ecomuseo. La tesi trae origine dall'interesse che la Comunità Europea ha riversato nei confronti della salvaguardia ed il recupero delle tipicità regionali. Gli incentivi di carattere economico sono stati distribuiti alle varie località attraverso il programma Leader II. Le masserie ricadono in quest'area di interesse e come tali sono soggette a questi finanziamenti. Le motivazioni di carattere personale traggono nutrimento dalla volontà di approfondire un tema che, nonostante sia stato analizzato a fondo, contiene al suo interno nuovi stimoli.

Le masserie sono state l'anima pensante dei grandi latifondi. Esse sono un'espressione dell'architettura spontanea che si è evoluta in parallelo con la geografia agraria. Questa relazione ha contribuito, quindi, a modificare le caratteristiche funzionali e distributive di questi edifici. Il lavoro di tesi, in ragione di cedeste motivazioni, approfondisce quest'ultimo L'importanza storica delle masserie, osservate semplicisticamente come edifici a se stanti, non è sufficiente se non viene integrata con l'inserimento delle stesse nel complesso mondo agricolo in cui sono inserite. Un discorso meramente architettonico è, quindi, limitante nel momento in cui esso vive di vita propria. Alla luce di tali considerazioni si deve osservare la natura delle masserie in un complesso sistema di relazioni tra lo spazio costruito e lo spazio

Ad una mancanza totale dei rilievi delle masserie si accompagna una superficiale individuazione territoriale delle stesse, a causa della mancanza della loro restituzione grafica sulle mappe geografìche. Oltre alle problematiche che legano reciprocamente la distribuzione spaziale delle attività produttive con la loro identificazione cartografica, si inseriscono

ulteriori difficoltà.

Generalmente lo studio delle masserie non lascia trasparire la stratificazione di elementi antichi a cui si sovrappongono complessi edilizi moderni, a causa dell'esiguità dei dati a disposizione. Sono ambigue, inoltre, le informazioni viziate dall'uso improprio del termine massaria: sotto questo lemma possono venire indicati edifici con destinazioni d'uso differenti tra loro. Questo lavoro è rivolto all'approfondimento dello studio delle masserie pugliesi è diretto al tentativo di chiarire alcuni dubbi che condizionano la comprensione di tali manufatti rurali. La tesi si propone di suggerire una visione più completa del passato in modo da stimolare l'interesse e il rispetto nelle generazioni future.

Relatori: Carlo Buffa di Perrero, Valentino Manni
Tipo di pubblicazione: A stampa
Soggetti: U Urbanistica > UK Pianificazione urbana
G Geografia, Antropologia e Luoghi geografici > GF Italia
A Architettura > AI Edifici e attrezzature per l'agricoltura
Corso di laurea: Corso di laurea in Architettura
Classe di laurea: NON SPECIFICATO
Aziende collaboratrici: NON SPECIFICATO
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/867
Capitoli:

INDICE

- Collaborazioni

- Ringraziamenti

Parte Prima

CAPITOLO 1

Introduzione.

1.1 La tesi: descrizione

1.2 Origine e motivazioni

1.3 Comparazione critica con i caratteri di ecomuseo

1.4 Esempi di ecomuseo

CAPITOLO 2

2.1 Inquadramento storico

2.2 Aspetti geologici e geografici

CAPITOLO 3

3.1 Storia dell'economia agro - pastorale in Puglia

3.2 L'economia cerealicola

3.3 Storia delle masserie pugliesi

3.4 Tipologie delle masserie pugliesi

3.5 Elementi costitutivi dell'azienda agricola

3.5.1 II mulino

3.5.2 L'aia

3.5.3 La chiesa

3.5.4 Il giardino

3.5.5 Le neviere

3.5.6 Cisterne e pozzi

3.5.7 le torri colombaie

3.5.8 Le terrazze

3.5.9 Li triscioli

3.5.10 L'apicoltura

CAPITOLO 4

4.1 Modificazione del paesaggio del nord - ovest del Salerno

4.2 Le masserie del Salice Salentino

4.2.1 Macchia e bosco Mazzetta

4.2.2 Masseria Filippi

4.2.3 Masseria S. Paolo

4.2.4 Masseria Li Grassi

4.2.5 Masseria S. Chirico

4.2.6 Masseria Li Casili

4.2.7 Masseria il Palombaro

4.2.8 Masseria Castello Monaci o Li Formosi

4.2.9 Masseria Case Aute

4.2.10 Masseria Ursi

4.2.11 Masseria Perrone

CAPITOLO 5

5.1 L'organizzazione sociale delle aziende agricole del Salentino

5.2 L'artigianato e la campagna

5.2.1 La lavorazione del giunco, canne ed olivastro

5.2.2 La lavorazione della creta

5.2.3 I lavori all'uncinetto, tombolo, rinascimento

5.2.4 Tessitura al telaio tradizionale

5.2.5 Lavaggio dei tessuti

5.2.6 Trasformazione dei cibi

5.2.7 Musiche e balli tradizionali

5.2.8 Giochi e fiabe

PARTE SECONDA

CAPITOLO 1

Parte progettuale

1.1 Il disegno del territorio e del paesaggio

1.1.3 II progetto e lo spazio a giardino

1.1.4 II disegno del progetto

1.1.5 La scuola di arti e mestieri

1.2 I riferimenti culturali dell'architettura locale tra conservazione ed innovazione

1.2.2 Le risorse rinnovabili

1.2.3 Pannelli fotovoltaici

1.2.4 Dimensionamento dei pannelli fotovoltaici

1.2.5 Soleggiamento dell'edifìcio scolastico

1.2.6 Sistema elettro - meccanico per la produzione di energia elettrica

1.2.7 Le torri del vento

PARTE TERZA

Appendice I (documenti originali da cui sono estratti i dati utilizzati per la stesura del lavoro)

Appendice II (tavole di progetto)

GLOSSARIO

BIBLIOGRAFIA

Bibliografia:

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