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Santa Giustina di Sezzadio – storia e rilievo di una architettura medioevale

Piovano, Alessandro

Santa Giustina di Sezzadio – storia e rilievo di una architettura medioevale.

Rel. Carlo Mario Tosco, Fulvio Rinaudo, Roberta Spallone, Silvia Beltramo. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2018

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Abstract:

Avvenimenti importanti, personaggi storici, eventi leggendari, sono solo alcuni degli elementi che definiscono in maniera sintetica l’abbazia di Santa Giustina di Sezzadio, un luogo ricco di storia dove le vicende locali si sono, da sempre, intrecciate con i più importanti fatti storici e con le più influenti figure dell’Italia fra il medioevo e il rinascimento, per terminare in un decadimento progressivo che l’ha portata sull’orlo dell’oblio. Dalla leggendaria fondazione ad opera del re Liutprando, passando per il governo degli abati, protetti dalla Santa Sede, e le guerre napoleoniche, per giungere poi al XIX secolo con le prime ricerche storico-architettoniche, l’abbazia di Santa Giustina ha sempre portato con sé molti interrogativi che spesso non hanno trovato risposta; ecco che l’alessandrino Francesco Gasparolo, studioso del medioevo, intraprende un grande lavoro di ricerca finalizzato a conoscere a fondo la storia di quella che può essere definita una delle abbazie più importanti del medioevo. Purtroppo, la scarsità delle fonti documentarie conservate, parzialmente perdute e non accessibili, ha reso unico e prezioso il lavoro dello storico alessandrino, e proprio dal suo testo del 1912, ha avuto inizio il percorso di studio che ha portato alla stesura di questa tesi. Il confronto fra le ricerche dello studioso e quelle compiute in epoca recente, da autori come Simone Caldano o Alberto Scolari, si è rivelato quale momento di analisi e revisione critica delle ipotesi di allora alla luce delle scoperte e delle ricerche attuali. Unendo architettura e archeologia è possibile indagare aspetti che spesso rischiano di essere trascurati o ancora temi su cui solo l’indagine di stampo archeologico è in grado di fare luce, senza dimenticare la seconda finalità dell’unione delle due materie ovvero la scoperta di nuovi interrogativi che potrebbero restare senza spiegazione, ma che sicuramente contribuiranno, negli anni a venire, a rendere vivo l’interesse per l’abbazia di Santa Giustina di Sezzadio. Sperimentazione, questo è il carattere della tesi che, in maniera originale e innovativa, mette insieme diverse discipline che, indagando dalle tematiche architettoniche a quelle artistiche, consentono di raggiungere un differente livello di conoscenza dell’edificio. La mancanza di elaborati grafici adeguati alla tipologia di indagini da svolgere sulla chiesa abbaziale ha posto le basi per l’utilizzo delle moderne tecnologie LIDAR terrestre e fotogrammetria aerea da drone per il rilievo architettonico, incrementando ulteriormente il livello di sperimentazione ed offrendo molteplici spunti di analisi derivanti dalla grande precisione offerta dagli strumenti e soprattutto dalla mole di informazioni che tali tecnologie permettono di acquisire. In conclusione, si può affermare che l’intreccio di più materie, o meglio più conoscenze, ha costituito un importante insegnamento per comprendere a pieno il ruolo dell’architetto nell’ambito del restauro, dove la necessità di indagare il passato è un aspetto fondamentale per la corretta definizione del presente. La tesi è strutturata in tre parti: la prima, di carattere conoscitivo, ha l’obiettivo di consentire il raggiungimento di un adeguato grado di conoscenza dell’aspetto storico e architettonico della chiesa abbaziale; nella seconda parte le nozioni acquisite vengono rapportate al rilievo architettonico dello stato attuale, quale occasione di confronto fra la nozione di carattere storico e le sue evidenze attuali, nonchè riferimento per la formulazione di ipotesi relative alle modularità in pianta utilizzate dai costruttori; infine, nella terza parte, l’archeologia dell’architettura, con approfondimenti sull’analisi degli elevati, in particolare l’esecuzione di una analisi mensiocronologica dei laterizi (condotta con metodi tradizionali e sperimentali), consente la formazione di una base per una futura indagine stratigrafica e mensiocronologica accurata che, avvalendosi dei contributi storici ed architettonici permetterà la definizione di un quadro conoscitivo dell’edificio completo e chiaro.

Per ulteriori informazioni contattare:

Alessandro Piovano, ale.piovano@gmail.com

Relatori: Carlo Mario Tosco, Fulvio Rinaudo, Roberta Spallone, Silvia Beltramo
Anno accademico: 2017/18
Tipo di pubblicazione: Elettronica
Soggetti: A Architettura > AS Storia dell'Architettura
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio
Classe di laurea: Nuovo ordinamento > Laurea magistrale > LM-04 - ARCHITETTURA E INGEGNERIA EDILE-ARCHITETTURA
Aziende collaboratrici: NON SPECIFICATO
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/6702
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