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Build out Kiruna : from a mining city to a city with a mine

Pozza, Alberto and Borgogno, Federica

Build out Kiruna : from a mining city to a city with a mine.

Rel. Francesca Governa. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2016

Abstract:

INTRODUZIONE

Da problema a risorsa

Il 14 ottobre 1957 è ricordato in Spagna come il giorno della Gran Riada che letteralmente significa la 'grande alluvione'. La drammaticità di questo evento ha avuto ripercussioni in tutta la Spagna portando le amministrazioni locali di alcune città a ripensare al sistema di gestione delle acque. La città maggiormente colpita dall'alluvione è stata la nostra fonte di ispirazione per le riflessioni che hanno portato alla stesura di questa tesi. Valencia è riuscita a trarre vantaggio da un evento catastrofico come una alluvione per trasformare il volto della città. Ora, dove una volta scorreva il corso d'acqua che straripando nel 1957 fece decine di vittime, sorge un parco lineare di più di 10 km che attraversa interamente la città e lungo il quale sono presenti svariati servizi per i cittadini e un sistema articolato di viabilità pedonale, ciclabile e carrabile, divenuto oggi il fiume verde della città.

Durante il governo franchista si pensò di utilizzare l'alveo del fiume come basamento per un'autostrada che avrebbe collegato Madrid al porto di Valencia ma grazie ad una mozione dei cittadini valenciani, una volta caduto il governo di Franco, si mise in discussione il progetto e venne ripensato in quello che oggi conosciamo come il Jardín del Turia.

Attirati da questo grande progetto e intravedendo già la base per una tesi proprio su questo tema, senza esserci documentati a sufficienza per dare spazio alle sensazioni, ci siamo diretti a Valencia. Qui, passeggiando per il parco, ci siamo chiesti se anche altre città avessero risolto un problema trasformandolo in una risorsa di cui tutti potessero beneficiare.

Studiando meglio il caso di Valencia ci siamo resi conto di come questo fosse un tema ampiamente trattato, anche a causa del suo non recente fattore scatenante, così abbiamo focalizzato l'attenzione su quelle città che in quel momento stavano affrontando un grande problema urbano. 1 risultati di questa breve ricerca furono scarsi.

Resilienza

Poco tempo dopo, la lettura del brano di Ash Amin Collective culture and urban public space pubblicato su City nell'aprile del 2008 ha dato il via ad alcune riflessioni che sembravano la naturale continuazione delle prime idee maturate a Valencia.

In questo articolo, l'autore analizza la capacità di alcune città di risollevarsi in seguito ad un avvenimento non programmato che ne modifica il carattere. Vengono presentati alcuni casi tra cui, di particolare interesse, Londra e New Orleans, la prima viene analizzata successivamente agli attacchi terroristici alle stazioni della metropolitana del 2005, la seconda dopo il passaggio dell'uragano Katrina. Londra, con una rete di infrastrutture capillare e puntuale, è ben riuscita a rimarginare la ferita di quegli attacchi lavorando sui collegamenti invisibili proprio del sistema infrastrutturale e, dopo un lungo periodo, si è ripresa. New Orleans invece con la minaccia dell'uragano ha fatto vedere tutte le sue lacune di reti infrastrutturali e di manutenzione urbana che ancora adesso l'hanno lasciata quasi nell'abbandono.

Cosa permette alle città di riprendersi in seguito ad avvenimenti più o meno straordinari, dirompenti, improvvisi? Il termine resilienza, definito dalla fisica come la capacità di resistere a sollecitazioni impulsive, di reagire a urti improvvisi senza spezzarsi, sembra aiutare a rispondere a questa domanda.

Ma come si può tradurre il termine resilienza in caratteristiche intrinseche della :ittà? Quali sono i caratteri progettuali da perseguire nella costruzione di una zittà resiliente? Da qui è partita una breve analisi che è passata attraverso due :asi conosciuti sul campo come Gibellina (e il terremoto che la colpì nel 1968) e Valencia con la sua inondazione del 1957. Tutti i casi citati fino ad ora però avevano in comune la necessità di cambiare per rimarginare una ferita aperta da questi avvenimenti straordinari.

Kiruna

La ricerca è proseguita arrivando a scoprire il caso di una città svedese, Kiruna, che ha attirato la nostra attenzione proprio per l'assenza di una reale necessità di cambiamento. O meglio, Kiruna deve cambiare, ma non è avvenuta una catastrofe come nei casi citati fino ad ora. Kiruna vuole cambiare per evitare che succeda una catastrofe.

Kiruna è una città all'estremo nord della Svezia che possiede la più grande miniera di ferro del mondo e proprio a causa di questa si vede costretta al cambiamento.

Nel marzo 2004 la LKAB, società statale proprietaria della miniera, informa la municipalità di Kiruna di voler proseguire l'estrazione mineraria anche al di sotto della città stessa mettendone in pericolo la sicurezza. L'amministrazione, ben consapevole della dipendenza della città dalla sua principale attività economica, iniziò a pensare ad una soluzione per salvaguardare la sicurezza della città e dei suoi residenti. Inizia così a delinearsi la possibilità di procedere allo spostamento di quella parte di città colpita dal dissesto causato dagli scavi minerari.

A differenza degli altri esempi, quindi, Kiruna non è stata coinvolta in un evento catastrofico come Valencia, Londra e New Orleans ma ha bisogno di trasformarsi per preservare i cittadini e di conseguenza anche i posti di lavoro che la miniera, da cui la città dipende, offre.

Dopo una fase iniziale di studi di fattibilità, nel Settembre 2011, il consiglio comunale delibera l'avvio di un concorso di architettura per il nuovo centro urbano.

Lo spostamento della città non è stato l'unico fattore ad aver attirato il nostro interesse, le particolarità di questo caso sono molte. Il rapporto città-cittadini- miniera, la rilocalizzazione del centro urbano, la possibile rilocalizzazione futura dell'intera città, l'apparente assenza di opposizioni e la relazione miniera-stato rendono questo progetto unico nel suo genere. L'analisi di questo caso ci ha portato inoltre ad individurare affinità con il tema delle New Town. Dal secondo dopoguerra l'Europa presenta una serie di casi, soprattutto in Gran Bretagna, che derivano dalla necessità di rimediare al sovraffollamento e alla congestione delle grandi città industrializzate (Osbom 1942; 1977).

La nostra analisi si inserisce in un groviglio di attori e relazioni che hanno permesso la nascita di questo progetto di rilocalizzazione della città, non solo dal punto di vista urbanistico-architettonico ma anche dal punto di vista sociale. Questi due aspetti sembrano, in prima analisi, viaggiare su due binari paralleli e non trovare mai un punto d'incontro se non l'obiettivo finale.

Quali sono stati gli organismi o le persone che hanno permesso agli attori di tutte le parti coinvolte di comunicare attivamente? Quali processi sono stati pensati per farli lavorare in coesione? Sono arrivati ad un obiettivo soddisfacente per entrambe le parti? E soprattutto, i cittadini, come hanno preso parte a questi processi di progettazione che andranno a modificare il loro modo di vivere? A tutte queste domande il Jury Pronouncement, il documento ufficiale pubblicato nel Marzo 2013 con cui la giuria del concorso si è espressa, dà già una risposta ma da una più attenta analisi sorgono una serie di dubbi.

Sembra infatti che non vengano tenute in considerazione e non vengano indagate le necessità relative alla rilocalizzazione sociale. Quali sono le esigenze sociali proprie della nuova città e allo stesso tempo quali sono quelle legate alla rilocalizzazione urbanistico-architettonica?

Questo secondo gruppo di necessità sembra essere indagato in maniera molto più approfondita rispetto al primo, forse perché legato all'idea comune che un progetto architettonico si esaurisca con la progettazione degli edifici e degli spazi.

Lo studio White, vincitore del concorso per la realizzazione del nuovo progetto del centro urbano di Kiruna, si interessa all'aspetto sociale fin dalla progettazione preliminare attribuendo una parte della ricerca di progettazione ad una antropologia sociale. Ella, attraverso un rapporto diretto con le persone, cerca di comprendere ciò che desiderano e ciò di cui hanno bisogno gli abitanti da ri locai izzre nella nuova città per poi convertire le richieste in indirizzi per la progettazione architettonica.

Come detto in precedenza, dal punto di vista urbano la città si sta preparando a questo cambiamento ma la domanda che sorge spontanea è se anche gli abitanti di Kiruna sono stati preparati o si stanno preparando alla trasformazione che subirà la loro vita. Quali aspetti della loro vita quotidiana verranno mantenuti e quali verranno radicalmente modificati? Si potrebbe aprire un capitolo a parte per dare risposta a questa domanda. Entra proprio qui in gioco la questione delle pratiche urbane. Dobbiamo infatti ricordare che come affermato da Ash Amin le città sono il risultato di cambiamenti sociali e tecnologici, culturali e politici che si riflettono nella struttura stessa dell'insediamento (Amin 2008; 2005). Quale esempio migliore quando si parla di cambiamento sociale se non quello dello spostamento di una città? Come è stata strutturata la nuova città che non ha vissuto i cambiamenti sociali, tecnologici, culturali e politici di cui parla Amin? Permetterà lo sviluppo di questi cambiamenti nel futuro?

Il dubbio che sorge è che questa nuova città rappresenti null'altro che un elemento ibrido che non separa il presente dal passato. Una città che fisicamente si sposta ma che vuole mantenere tutte le vecchie abitudini, compresa quella di poter contare esclusivamente sulla miniera come fonte di sostentamento. A riprova di quanto appena affermato è la volontà di smontare e ricostruire gli edifici simbolo della città storica per andare a ricollocarli nel nuovo centro urbano. Questa scelta può, da un lato, essere giustificata dal carattere storico di questi edifici, ma dall'altro può rappresentare un elemento di discussione. Sembra infatti che venga ricercato un continuo rapporto con il passato quasi per legittimare la progettazione della nuova città, per fare in modo che essa venga accettata.

In ultimo lasciamo la questione più spinosa e tanto conclamata nel Jury Pronouncement, ovvero quella di comprendere come la municipalità pensa di gestire il cambiamento dell'economia urbana con il passaggio da città mineraria a città ricettivo-turistica.

Le risposte alla serie di interrogativi che ci siamo posti hanno trovato riscontro durante la nostra permanenza a Kiruna. Abbiamo deciso di investire due mesi della nostra ricerca in Svezia dividendoci tra Stoccolma e Kiruna. Nella capitale svedese siamo stati ospiti della Kunglinga Tekniska Hògskolan (KTH) Royal Institute of Technology dove, grazie al contributo di Gòran Cars, professore in Urban Planning e collaboratore del comune di Kiruna in qualità di project manager, abbiamo potuto ampliare la nostra conoscenza sul progetto.

L'analisi compiuta a Stoccolma attraverso la lettura dei bandi di concorso per spostare il centro cittadino e una serie di articoli di giornale che presentavano il progetto ci hanno spinto a riflettere su alternative alla rilocalizzazione della città, per esempio la possibilità di chiudere la miniera.

L'opportunità di visitare Kiruna ci ha permesso di trovare conferme in merito allo stretto legame che intercorre tra la città e la miniera (Nilsson K. 2010). Poter parlare con le persone e vedere con i nostri occhi come la città sia legata simbolicamente, culturalmente e visivamente alla miniera ci ha spinto a prendere le distanze dalle conclusioni affrettate prese in precedenza.

L'utilizzo del termine identità all'interno di questa ricerca è inteso sotto la generica accezione di carattere della città senza indagare che cosa sia realmente l'identità di una città e se davvero sia necessario che ognuna ne abbia una ben precisa.

Un possibile sviluppo offerto da questo progetto di rilocalizzazione è proprio l'indagine legata ai fattori che connettono indissolubilmente la città e la miniera. È infatti impossibile, una volta arrivati a Kiruna, dopo un viaggio in treno di venti ore dominato dalla natura, non accorgersi della quantità di richiami legati all'identità mineraria offerti dall'arredo urbano, dai monumenti e dalle architetture.

La miniera, che domina il paesaggio della città, non aiuta a distaccarsi da questa realtà, ed è impossibile non essere catturati dall'imponenza della montagna che sorge ai piedi del centro urbano.

La ricerca

Lo stretto legame tra la miniera e la città è stato il punto di partenza della nostra ricerca che è stata suddivisa in quattro capitoli. Al fine di meglio comprendere l'approccio da noi utilizzato abbiamo deciso di dedicare il primo capitolo alle metodologie impiegate per questa analisi. Il secondo capitolo è invece dedicato alla storia di Kiruna e al progetto di rilocalizzazione, visto dalla Municipalità come l'occasione per una svolta. Se oggi infatti la città di Kiruna viene considerata una mining city, visto il suo indissolubile rapporto con la miniera, nel futuro la città punta a potenziare la rete di connessioni sociali ed economiche che potrebbero aumentare la sua attrattività. L'unicità del caso di Kiruna è affrontata nel terzo capitolo; qui abbiamo deciso di compiere inizialmente un'analisi generale della contea di Norrbotten, di cui Kiruna fa parte. La seconda parte del capitolo sviluppa invece la tematica della resilienza del sistema Kiruna, obiettivo che la città deve raggiungere per assicurarsi un futuro dipendente sempre di meno dalla miniera. L'ultimo capitolo è quello che si pone l'obiettivo di rispondere alla domande dell'introduzione per provare ad immaginare nuovi sviluppi per la città che verrà.

Questo percorso ci ha quindi portato a pensare Kiruna come un sistema le cui connessioni, a causa della rilocalizzazione, verranno spezzate. La necessità di ricrearle nel progetto per la nuova città ci ha spinto alla ricerca di un termine che potesse spiegare la rilocalizzazione come una sorta di connessione di un nuovo sistema. Build out significa proprio l'ulteriore sviluppo in un processo di crescita o di espansione.

Percorsi trasversali di ricerca

Durante tutta la ricerca ci siamo resi conto di una serie alternativa di percorsi che potevano essere sviluppati sulla base di quelli da noi affrontati. Abbiamo deciso di non andare ad approfondirli in quanto avrebbero indirizzato la nostra ricerca in un'altra direzione, ma sono comunque stati presi in considerazione per andare ad approfondire il carattere della città di Kiruna.

Abbiamo deciso di indicare i temi che potrebbero essere connessi a Kiruna con l'intenzione di fornire possibili spunti di ricerca ad altre persone interessate a questo progetto.

Uno dei primi percorsi alternativi di sviluppo della ricerca potrebbe essere quello delle company-town, Kiruna è infatti nata per volontà dell'azienda estrattiva LKAB. La bibliografia inerente alle città-impresa è svariata, per meglio comprendere la città di Kiruna ci siamo avvalsi della lettura di due testi che affrontano entrambi questo tema: The model company town di J. S. Gamer del 1984, e del testo di M.J. Borges e S. B. Torres intitolato Company Towns del 2012. Connesso sempre al tema della città-impresa è il pensiero sviluppatosi in seguito alla rivoluzione industriale; in questo periodo infatti vi erano due differenti visioni della città, una positiva e una negariva. La seconda visione presentava la città come una mostro, come la fonte di tutti di mali, contrapposta alla campagna che era considerato il luogo del ben vivere fisico e morale. Le inchieste fatte consolidano questa visione della città negativa anche grazie al lavoro di Engels che nel 1845 scrive su Manchester e sui problemi di questa città industriale. Interessante l'analisi di questo tema vista la storia della città di Kiruna che, nella sua primordiale progettazione, è stata concepita come una modem town sia dal punto di vista urbano sia per i cittadini (Brunnstròm L. 2015) . Il rapporto tra città e industria può quindi anche essere analizzato secondo il concetto di deumanizzazione della città a causa dell'industria connessa al degrado sociale che ne deriva (Engels 1845). Un'ulteriore filone che può essere approfondito è legato all'economia della città e della regione di Norrbotten; qui infatti il Technological Megasystem, creatosi in seguito alla connessione di tutte le principali città dell'area settentrionale della Svezia tramite la ferrovia, potrebbe essere visto come una rete multipolare che connette differenti centri complementari gli uni gli altri (De Matteis G. & Lanza C. 2014). Le possibili alternative di ricerca sono moltissime, abbiamo deciso di indicarne alcune andando a considerare quelle che noi riteniamo essere le più inerenti rispetto alla nostra ricerca.

Relatori: Francesca Governa
Tipo di pubblicazione: A stampa
Soggetti: A Architettura > AO Progettazione
U Urbanistica > UK Pianificazione urbana
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città
Classe di laurea: Nuovo ordinamento > Laurea magistrale > LM-04 - ARCHITETTURA E INGEGNERIA EDILE-ARCHITETTURA
Aziende collaboratrici: NON SPECIFICATO
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/5871
Capitoli:

INDICE

Introduzione

1.Logiche di percorso

2.Kiruna 4 Ever

2.1.Kiruna, a mining city

2.1.1.Swedish Iron Rush

2.1.2.Hjalmar Lundbohm

2.1.3.Nuova azienda, nuova città, nuovo approccio

2.2.Un nuovo centro città

2.2.1.Le prime trasformazioni

2.2.2.La consapevoleza del cambiamento, l'incertezza del momento

2.2.3.II sito di progetto

2.2.4.II concorso "Nya stadskama i Kiruna"

2.2.5.Criteri di assegnazione

2.3.Realizzazione del progetto

2.3.1.City Hall

2.3.2.Nya Kiruna

3.Un caso unico

3.1.Norbotten

3.1.1.Malmberget

3.1.2.Adolescenza a Malmfàlten, abbandonare o restare?

3.1.3.Man Vs Kvinnor

3.2.Norbotten Technological Megasystem

3.3.Progettare la resilienza

3.3.1.Pianificazione collaborativa

3.3.2.Costruire connessioni

3.3.3.La preparazione di un evento

3.3.4.Incompatibilità di scala

4.A city with a mine

4.1.Catalizzare l'attenzione

4.1.1.L'approccio dei media

4.1.2.II punto di vista interno

4.2.La memoria storica

4.2.1.II cambio di direzione

4.2.2.II parco cittadino della miniera

4.2.3.Questioni di potere

4.3.Non solo ferro

4.3.1.Da-1.365 m a 700.000 m

4.3.2.Kiruna e il turismo

Conclusioni

Riferimenti bibliografici e fonti

Appendici

Appendice A-Questionario

Appendice B-Intervista strutturata LKAB

Appendice C-Intervista semi-strutturata Municipalità

Appendice D-Intervista semi-strutturata progettisti

Appendice E-Lettera LKAB

Appendice F-Competition Brief Masterplan

Appendice G-Jury Pronouncement

Appendice H-Invitation Competition City Hall

Bibliografia:

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CONTINUA

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