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Progetto di un allestimento scenico per l'opera lirica "L'elisir d'amore" di Gaetano Donizetti

Vico, Allegra

Progetto di un allestimento scenico per l'opera lirica "L'elisir d'amore" di Gaetano Donizetti.

Rel. Roberto Monaco, Attilio Piovano, Valentina Donato. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2016

Abstract:

INTRODUZIONE

"Della crudele Isolla il bel Tristano ardea, né fil di speme avea di possederla un dì. Quando si trasse al piede di saggio incantatore, che in un vasel gli diede certo elisir d'amore, per cui la bella Isotta da lui più non fuggì.''.

Così, sui versi di Felice Romani e sulla musica di Gaetano Donizetti, ha inizio l'opera L'elisir d'amore. Si apre il sipario e siamo pronti ad entrare in scena. Il teatro, il ponte di passaggio da una realtà ad un'altra. Nulla è finzione, ma l'insieme di un progetto pensato, studiato, analizzato e portatore di sogno, amore, odio, incertezza, dubbi, domande. D'altronde il teatro è sempre stato strumento con cui gli artisti si esprimevano portando in scena le problematiche, sociali e non, del periodo storico al quale facevano riferimento.

Teatro, dal greco 0éaxpov (théatron), che significa "spettacolo", è un insieme di differenti discipline, quali il canto, la danza, la recitazione, che si uniscono e concretizzano nell'esecuzione di un evento spettacolare dal vivo.

Se si vuole trattare la storia del teatro, è necessario subito dividere il fenomeno nei diversi stili che ne caratterizzano i diversi periodi. Per primo troviamo il teatro classico, ossia il teatro greco e romano, poi quello medievale in cui nasce anche la rappresentazione sacra, quindi il teatro moderno che va dal Rinascimento al Romanticismo e alla fine il teatro contemporaneo che va dal Ventesimo secolo ad oggi. Il teatro occidentale ha le sue radici in Grecia e consiste principalmente in tragedie in cui il tema principale sono sofferenza e dolore. Privilegia il dialogo all'azione. La sua caratteristica primaria è la presenza di maschere che permettono di identificare l'attore con suo personaggio e anche di interpretare diverse parti: infatti a quel tempo gli attori erano pagati dallo Stato ed erano pochi. Nella tragedia di solito non succede mai niente di sconvolgente agli occhi degli spettatore e le cose più crudeli avvengono dietro le quinte. Un altro genere è la commedia che presenta in genere personaggi buffi in situazioni ingarbugliate e che era un intermezzo tra gli spettacoli.

Nel Medioevo, per la dissoluzione dell'Impero Romano non c'è una vera e propria "idea di teatro", ma alle rappresentazioni teatrali tradizionali, vengono sostituiti dei brevi spettacoli nelle piazze fatti da mimi e giullari.

Mentre nel teatro medievale tutti potevano partecipare, nel Rinascimento il teatro si svolge nelle corti principesche e riguarda solo un'élite, sottolineando il potere delle classi più elevate. Oltre le corti invece si gode ancora delle rappresentazioni sacre. Mentre nel Medioevo i luoghi delle azioni sono molteplici, nel Rinascimento c'è solo un luogo. Successivamente si rivaluta il teatro e viene richiesta la realizzazione di teatri stabili, ma i principi rifiutano perché preferiscono che gli spettatori siano di un determinato ceto sociale. Nel 1545 nasce il professionismo teatrale moderno con la commedia dell'arte che si rivolge ad un pubblico più vasto e nel 1570 viene permesso anche alle donne di recitare sui palchi. Il periodo del teatro elisabettiano, dal 1558 al 1642, è molto creativo; unisce la commedia alla tragedia e concede il mancato rispetto delle unità aristoteliche. Non esistono più solo gli elementi scenografici ma sono anche i gesti e le parole a far comprendere il luogo dell'azione.

L'elisir d'amore, opera definita ''melodramma giocoso" andò in scena per la prima volta il 12 maggio 1832 al Teatro della Canobbiana di Milano. L'intento di questa tesi è quello di riprendere in chiave moderna il testo e la trama scritti allora, e studiare nuovamente l'allestimento scenico dell'opera ai giorni nostri. Il progetto dell'allestimento scenico è iniziato durante il ''Workshop Architettura, Scenografia, Musica", condotto nell'anno accademico 2015-2016 nel corso di Laurea Magistrale in Architettura per il Restauro e Valorizzazione del Patrimonio, con i docenti Roberto Monaco, Attilio Piovano, Valentina Donato, Annalisa Dameri e in collaborazione con il Teatro Regio di Torino e la supervisione di Claudia Boasso e Antonio Stallone. Insieme all'aiuto del gruppo di lavoro composto da me e da altre tre ragazze si è iniziato a studiarne il libretto, la storia e una prima impronta di allestimento scenico. L'Opera, come già detto precedentemente, è stata ripresa in chiave moderna cercando di dare un volto fresco, quotidiano e normale come di esperienze vissute tra i banchi di scuola. Durante il workshop siamo tornate indietro nel tempo, ai tempi del liceo. Ci siamo confrontate sui telefilm che ci facevano compagnia tutti i giorni e sui musicals più famosi con i quali abbiamo passato la nostra adolescenza e talvolta quotidianità e ci siamo ritrovati concordi sulla stessa storia per il nuovo allestimento scenico. Particolarità della scenografia pensata è la versatilità: tutto può essere trasportato al di fuori di un palcoscenico teatrale per allestire un palcoscenico all'esterno. La scenografia teatrale oggetto di studio non utilizza né il soffitto né i tiri. Tutto è sul palco e tutto è parte integrante della scenografia dall'inizio alla fine.

La dimensione sentimentale dell'Opera si combina a meraviglia con la comicità stessa. La musica accompagna Nemorino in un sogno di speranza di conquista della giovane Adina che inizialmente disdegna le sue attenzioni come la classica bella ragazza consapevole e vanitosa della sua bellezza; nell'istante però in cui non è più al centro delle sue attenzioni le cose improvvisamente cambiano come per magia.

Relatori: Roberto Monaco, Attilio Piovano, Valentina Donato
Tipo di pubblicazione: A stampa
Soggetti: A Architettura > AO Progettazione
D Disegno industriale e arti applicate > DB Arti applicate e mestieri
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio
Classe di laurea: Nuovo ordinamento > Laurea magistrale > LM-04 - ARCHITETTURA E INGEGNERIA EDILE-ARCHITETTURA
Aziende collaboratrici: NON SPECIFICATO
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/4988
Capitoli:

INDICE

INTRODUZIONE

1.GAETANO DONIZETTI

1.1.BIOGRAFIA

2.L'ELISIR D'AMORE

2.1.IL LIBRETTO DI FELICE ROMANI

2.2.RAFFRONTO LE PHILTRE - L'ELISIR D'AMORE

2.3.L'ARGOMENTO

2.3.1.ATTO I

2.3.2.ATTO II

2.4.STRUTTURA DELL'OPERA E ORGANICO STRUMENTALE

2.5.L'ORCHESTRA

2.6.LE PRIME RAPPRESENTAZIONI

2.7.SCHEDA DELL'OPERA

3.IL PROGETTO DI UN ALLESTIMENTO SCENICO

3.1.I RIFERIMENTI PROGETTUALI

3.2.I DISEGNI DI PARTENZA

3.3.STRUTTURA DELL'OPERA

3.4.LA SCENOGRAFIA

3.5.ATTREZZERIA

3.6.SCHEDA TECNICA ATTREZZATURA DI SCENA

3.7.CONCEPT LUCI

3.8.I PERSONAGGI

3.9.SCHEDA DELL'OPERA "LOVE ME"

3.10.LA STORIA " LOVE ME "

3.11.CAMPIONI ATTREZZERIA DI SCENA

BIBLIOGRAFIA

TAVOLE

Bibliografia:

BIBLIOGRAFIA

ASHBROOK William, DONIZETTI, La vita, Torino, EDT, 1986. ASHBROOK William, DONIZETTI, Le opere, Torino, EDT, 1987.

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COLAS Damien, DI PROFIO Alessandro (a cura di), "L'elisir d'amore" and Cultural Transfer, in D'une scène à l'autre. L'opéra italien en Europe, voi. I: La musique à l'épreuve du théàtre, Mardaga, Wavre 2009, pp. 279-298.

DELLA SETA Fabrizio, L'Italia e Francia nell'Ottocento, Storia della Musica a cura della Società Italiana di Musicologia, voi.9. Torino, EDT1993.

FABBRI Paolo, Il nome mio nessun saprà?, in L'elisir d'amore, "Quaderni della Fondazione Donizetti" cit., p. 19.

FERRANDO Enrico M. (a cura di), Struttura dell'opera e organico strumentale, Edizioni della Fondazione Teatro Regio di Torino, giugno 2013.

MANFRIANI Franco, VITALI Giovanni, Teatro del Maggio musicale fiorentino, Giunti Editore S.p.a., novembre 2013.

SCRIBE Eugène, Le Philtre, in Théàtre de Eugène Scribe. Opéras, Michel Levy Frères, Paris 1856.

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SCRIBE Eugène, Le Philtre, in Théàtre de Eugène Scribe. Opéras, Michel Levy Frères, Paris 1856.

ZAVADINI Guido, Donizetti. Vita - Musiche - Epistolario, Istituto Italiano d'Arti Grafiche, Bergamo 1948, n. 25, p. 243

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