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Industrie a rischio di incidenti rilevanti : fasi procedurali e contenuti della variante strutturale n. 230 al P.R.G. di Torino

Siragusa, Gian Mario

Industrie a rischio di incidenti rilevanti : fasi procedurali e contenuti della variante strutturale n. 230 al P.R.G. di Torino.

Rel. Giulio Mondini. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Paesaggistico-Ambientale, 2015

Abstract:

INTRODUZIONE

Il rischio, in generale, rappresenta la probabilità che un evento possa verificarsi in una determinata unità di tempo. Esso non può essere totalmente annullato, in quanto l'imprevisto non è governabile.

È possibile limitarlo, agendo su determinati fattori che potrebbero causarlo o enfatizzarne il suo effetto catastrofico.

Nel nostro caso, la limitazione del rischio industriale, dovuto al verificarsi di incidenti rilevanti (con scenario tossico e/o energetico), può essere attuata se si agisce sia sui fattori come il controllo dell'urbanizzazione e della pianificazione territoriale che sulla introduzione, di specifiche nonne dirette ai gestori degli stabilimenti e alla popolazione coinvolta, come i vincoli di tipo gestionali (es. obbligo del gestore di segnalare alla Prefettura e agli Enti competenti, eventuali interferenze con il Piano di Emergenza Esterna, conseguenti a modifiche, trasformazioni o nuovi insediamenti intervenuti successivamente alla sua approvazione; predisposizione di un piano di emergenza interno all'attività produttiva; ecc.), progettuali (es. eventuali nuovi interventi dovranno garantire una duplice viabilità per l'accesso dei mezzi di emergenza e vie di fuga adeguate a gestire eventuali evacuazioni; le aree con elevata frequentazione di pubblico all'aperto (parcheggi, aree di svago, ecc.) dovranno essere localizzate in posizione protetta rispetto all'attività produttiva, in modo tale che questa sia separata da una barriera fisica di tipo strutturale; ecc.) da applicare all'interno delle fasce di rispetto (Aree di Osservazione e Aree di Esclusione); e i vincoli connessi con la destinazione d'uso (es. non sono ammesse modifiche di destinazione d'uso che determinano un aumento di carico antropico; l'insediamento di nuove attività relative alle categorie territoriali A e B, di cui alla Tabella 1 allegata al D.M. 9 maggio 2001, è unicamente ammesso all'esterno del perimetro delle aree di esclusione delle Attività Seveso; ecc.) da applicarsi solo all'interno delle Aree di Esclusione.

Questo processo di pianificazione del territorio è molto simile a quello utilizzato per la stesura della variante strutturale n. 100 al P.R.G. relativa all'assetto idrogeologico e di adeguamento alle fasce di P.A.I. (Piano Stralcio per l'Assetto Idrogeologico del bacino del Po).

Durante la stesura di questa tesi magistrale, è emerso che la Città, con la redazione del Progetto Preliminare della variante strutturale n. 230 al P.R.G. di Torino, si pone l'obbiettivo primario di limitare il rischio per la salute dei cittadini e dell'ambiente, derivante dall'accadimento di eventuali incidenti rilevanti industriali, agendo proprio sul controllo dell'urbanizzazione e della pianificazione territoriale.

Tale obbiettivo, potrebbe essere raggiunto attuando questi due sistemi:

1. inserimento di fasce di rispetto (Aree di Osservazione e di Esclusione) a partire dal perimetro esterno o dalle Aree di Danno delle Attività Seveso (nuove e/o esistenti). Le aree circoscritte da tali fasce, sono assoggettate ai vincoli sopra descritti; a tali vincoli sono soggetti sia i gestori delle attività industriali a rischio di incidenti rilevanti che la popolazione interessata;

2. individuazione da parte della Amministrazione comunale di aree, già destinate dal P.R.G. vigente a produttivo e industriale, adali attività a rischio di incidenti rilevaurre al minimo i rischi per la salute dei ciente. Tate e distantil territorio comunale.

Con questo di anticidi incidenti rilevanti e aofessionisti incaricati, gldal Pr.R.G. di Torino, sul sistema te.

La finalplificare al meuesta iva agli stabilimenti a rischiorre, srgimenti normativi ehio per la salute della ambiente in caso di incidenti rilevanti che si potrebberoterno di tavarinoltre, svigente, alla normativa sulle indusncidenti rilevanti. Ha il compito di trasformare in ntenuti dell’ Elaborato Tecnico "Rischio di Incidenti Rilevanti" - R.I.R., che recepisce e aggiorna. Fornisce anche indicazionisettore, di cui sopra, di quall'Amministrazione comunale, dove insediare le nuove industrie a rischio di incidenti rilevanti, sulle apposite distanze di sicurezza da mantenere tra l'edificato e le stesse (Aree di Osservazione e di Esclusione) e sugli accorgimenti normativi da seguire in fase di richiesta di tale insediamento (es. relazione tecnica, a firma di un professionista, di approfondimento sull'attività produttiva che si vuole insediare, da depositare in fase di richiesta dei titoli abilitativi quali ad esempio, il permesso di costruire, la DIA o la SCIA). Questa procedura di richiesta dei titoli abilitativi, oggi, risulta essere molto generica. Infatti, un operatore può richiedere per esempio, un permesso di costruire senza dichiarare cosa vuole realizzare all'interno del capannone da costruire.

Con questa variante, si richiede al progettista incaricato di asseverare, già al momento della richiesta del titolo abilitativo, la tipologia di attività produttiva che si intende realizzare all'interno del nuovo edificio da realizzare e se la stessa è ricompresa o meno tra quelle soggette a rischio di incidenti rilevanti.

La variante strutturale n. 230 al P.R.G. di Torino, complessivamente, non riguarda solo un mero adeguamento alla normativa sovraordinata vigente (europee nazionale) in materia di industrie a rischio di incidenti rilevanti, costantemente in continuo aggiornamento. Il repentino modificarsi della normativa ha portato, sin dalla stesura della prima versione dell'Elaborato Tecnico "Rischio di Incidenti Rilevanti" - R.I.R., ad aggiornare i lavori in corso per la stesura del Progetto Preliminare di cui sopra.

Principalmente, un altro obbiettivo che si prefigge tale strumento urbanistico è quello di ottenere, un maggior controllo dell'urbanizzazione e del governo del territorio che considera ogni aspetto di vulnerabilità della città (antropica, ambientale e territoriale), e che guidi al meglio la localizzazione nel territorio comunale di nuove e/o la modifica di attività industriali esistenti a rischio di incidenti rilevanti, al fine di controllare e limitare i rischi per la sicurezza e la salute della popolazione derivati da incidenti rilevanti che si potrebbero verificare durante i processi produttivi industriali (il rischio antropico, racchiude al suo interno quello chimico - industriale, tecnologico, ed ecologico).

Penso che, per la popolazione della città di Torino, tale strumento urbanistico, che integra il P.R.G. vigente con questa nuova normativa, diventa un importante opportunità di conoscenza della fonte di rischio che può portare, in caso di incidenti rilevanti, ad affrontare il pericolo in modo tempestivo limitando i conseguenti danni per la salute dei cittadini e dell'ambiente circostante.

Gli incidenti rilevanti spesso hanno conseguenze gravi sulla popolazione, sugli edifici e sull'ambiente come dimostrano gli eventi di Seveso, Bhopal, Schweizerhalle, Enschede, Tolosa, Buncefield e Tianjin. Inoltre, l'impatto degli incidenti può estendersi oltre i confini nazionali. E quindi necessario assicurare che siano adottate appropriate misure precauzionali per garantire un elevato grado di protezione ai cittadini, alle comunità e all'ambiente di tutto il territorio comunale e oltre.

A seguito del disastro di Seveso del 1976, da cui deriva tutta la normativa sulle industrie a rischio di incidenti rilevanti, si è capito che una popolazione informata sui rischi che possono derivare da alcuni impianti produttivi e sui piani di evacuazione della Protezione civile, è pronta in caso di necessità a mettersi in salvo limitando così le situazioni di panico generale che possono generarsi. Inoltre, grazie a questa normativa, introdotta dal ttadini sono interpellati per decidere insieme all'Amministrazione, sulle nuove localizzazioni di impianti industriali a rischio di incidenti rilevanti e ad opporsi ai loro insediamenti nel caso in cui risultassero rischiosi per la salute e l'incolumità dei cittadini e dell'ambiente.

La localizzazione delle categorie A e B (Tabella 1 dell'Allgio 2001), identificate come residenze, centri commerciali e servizi pubblici ?'fori, all'interno delle Aree di Esclusione delle Attività Sottosoglia Seveso (ai sensi dell'art. 19 delle N.d.A. della Variante Seveso al P.T.C.), è un fattore limitante per la trasformazione e/o modifica sia dell'edificio produttivo che degli altri immobili ricompresi all'interno della stessa; in questo modo si evita da una parte di incrementare il rischio per la salute delle persone e dell'ambiente e dall'altra di evitare un aumento del carico antropico all'interno dell'Area di Esclusione.

Il rovescio della medaglia è dovuto al deprezzamento, nel mercato immobiliare, sia delle aree produttive limitate nelle possibilità di un futuro ampliamento, che degli immobili ricompresi nelle categorie A e B di cui sopra, in quanto anch'essi limitati nei futuri ampliamenti e pertanto meno appetibili sul mercato immobiliare.

Torino è sempre stata una città ricca di elementi ambientali (es. collina T.se, parchi, fiumi etc.) e territoriali vulnerabili (residenza, ospedali, centri commerciali etc.). A causa di questi fattori, si è valutato, già all'interno dell’ Elaborato Tecnico "Rischio di Incidenti Rilevanti" - R.I.R., quali fossero potenzialmente le zone più adatte dove poter insediare le industrie a rischio di incidenti rilevanti (c.d. Attività Seveso artt. 6, 7 e 8 del d.lgs. 334/1999), attività soggette all'art. 19 delle N.d.A. della Variante Seveso al P.T.C. (c.d. Attività Sottosoglia Seveso), attività ai sensi del paragrafo 1.1. delle Linee guida regionali (c.d. Altre Attività Produttive) oppure "stabilimenti di soglia superiore" o "inferiore" (art. 3 del nuovo d.lgs. 105/2015 in vigore dal 29 luglio 2015).

Il risultato ottenuto, come si evince dall'allegato tecnico prescrittivo "7 quater" del Progetto Preliminare della variante strutturale n. 230 al P.R.G. di Torino, è che nella maggior parte del territorio comunale di Torino non potrà mai essere insediata nessuna attività industriale soggetta a rischio di incidenti rilevanti. Le poche zone della città, già destinate a produttivo, nelle quali potenzialmente potranno essere insediate tali attività, sono concentrate soprattutto nei quadranti a nord (Fiat Iveco e Abbadia di Stura) e a sud (Fiat Mirafiori) di Torino.

Per proteggere maggiormente le zone residenziali, le zone di consistente pubblico e l'ambiente, incluse le zone di particolare interesse naturale o particolarmente sensibili, è necessario che tali politiche in materia di pianificazione territoriale e di governo del territorio siano applicate mediante l'utilizzo di tali strumenti urbanistici, in modo tale da garantire opportune distanze tra dette zone e gli stabilimenti che presentano pericoli legati al rischio di incidenti rilevanti.

Per ciò che concerne gli stabilimenti esistenti, bisogna porre in atto, se necessario, le misure tecniche complementari, di cui sopra, al fine di mantenere un livelli accettabile dei rischi per la salute delle persone e dell'ambiente.

La presente tesi magistrale è stata suddivisa in tre parti:

1) nella prima parte si illustra a grandi linee quali possono essere gli obbiettivi e le finalità racchiusi all'interno della stessa e nel Progetto Preliminare della variante strutturale n. 230 al P.R.G. di Torino. Inoltre, si cerca di rappresentare tutti i cambiamenti normativi che, negli anni a seguire, si sono succeduti (regolamento CLP, direttiva 2012/18/UE e d.lgs. 105/2015 che abroga il d.lgs. 334/1999);

2) all'interno della seconda parte, vengono affrontate le tematiche relative alle fasi procedurali per la stesura della variante strutturale n. 230 al P.R.G. di Torino. In particoervano i cambiamenti intervenuti nella L.R. 56/1977 e la nascita della Città metropolitana di Torino (in sostituzione della Provincia di Torino a partire dal Io gennaio 2015);

3) nella terza parte si descrivono, a scopo illustrativo, prima le finalità e gli oggetti generali della variante strutturale n. 230 al P.R.G. di Torino, contenuti nel Documento Progra normativi inseriti all'interno del Progetto Preliminare della stessa, al fine di migliorare la comprensione degli argomenti trattati.

Relatori: Giulio Mondini
Tipo di pubblicazione: A stampa
Soggetti: U Urbanistica > UA Analisi dei rischi
U Urbanistica > UK Pianificazione urbana
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Paesaggistico-Ambientale
Classe di laurea: NON SPECIFICATO
Aziende collaboratrici: NON SPECIFICATO
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/4487
Capitoli:

INDICE

1. INTRODUZIONE

2. PREMESSA

3. INQUADRAMENTO NORMATIVO

3.1 MODIFICHE ALLA NORMATIVA DI RIFERIMENTO, EUROPEA E NAZIONALE, IN MATERIA DI INDUSTRIE A RISCHIO DI INCIDENTI RILEVANTI

3.3.1 IL REGOLAMENTO (CE) N. 1272/2008 E LA DIRETTIVA 2012/18/UE

3.3.2 IL DECRETO LEGISLATIVO 26 GIUGNO 2015, N. 105

ALLEGATI 1, 2, 3, 4, 5, 6, A, B, C, D, E, F, G, H, I, L, M DECRETO LEGISLATIVO 26 GIUGNO 2015, N. 105

4. FASI PROCEDURALI PER LA STESURA DELLA VARIANTE STRUTTURALE N. 230 AL P.R.G. DI TORINO

4.1 MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE 56/1977

4.2 LA CITTÀ METROPOLITANA DI TORINO

ESTRATTI ELABORATI GRAFICI

ALLEGATI ALLA VARIANTE "SEVESO" AL P.T.C.

APPROVATA CON D.C.R. N. 23-4501 DEL 12/10/2010

4.3 AVVIO DEL PROCEDIMENTO PER LA STESURA DELLA VARIANTE STRUTTURALE N. 230 AL P.R.G. DI TORINO, AI SENSI DELLA EX LEGGE REGIONALE 1/2007

5. CONTENUTI DELLA VARIANTE STRUTTURALE N. 230 AL P.R.G. DI TORINO

5.1 IL DOCUMENTO PROGRAMMATICO DELLA VARIANTE STRUTTURALE N. 230 AL P.R.G. DI TORINO

5.2 IL PROGETTO PRELIMINARE DELLA VARIANTE STRUTTURALE N. 230 AL P.R.G. DI TORINO

5.3 PROCESSO DI MONITORAGGIO ED AGGIORNAMENTO DELLA VARIANTE STRUTTURALE N. 230 AL P.R.G. DI TORINO

6. CONCLUSIONI

7. APPENDICE I: DEFINIZIONI

8. APPENDICE II: RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

9. APPENDICE III: SITI INTERNET DI RIFERIMENTO

Bibliografia:

SITI INTERNET DI RIFERIMENTO

[1] http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/99334dl.htm

[2] http://publications.europa.eu/resource/cellar/

[3] http://www.gazzettaufficiale.it/

[4] http://www.iss.it/cnsc/

[5] http://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/anno-2012/seveso-3-la-nuovadirettiva-comunitaria-per-gli-stabilimenti-a-rischio-di-incidente-rilevante

[6] http://www.gazzettaufficiale.it/atto/seriegenerale/caricaDettaglioAtto/

[7] http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/4/7/14G00069/sg

[8] http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/

[9] http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/ambiente/rischio-industriale/variante-seveso-ptc

[10] http://www.provincia.torino.gov.it/territorio/strat strumenti/prog trasversale ptc/presentazione

[11] http://www.regione.piemonte.it/ambiente/siar/sist informatico.htm

[12] http://www.regione.piemonte.it/ambiente/siar/documentazione.htm

[13] http://www.comune.torino.it/giunta comune/intracom/htdocs/2011/201108092.html

[14] http://eur-lex.europa.eu/legal-content

[15] http://www.isprambiente.gov.it/files/sostanze-pericolose/direttiva-preparati-1999-45-ce.pdf/view

[16] http://www.iss.it/

[17] https://translate.google.it/translate/

[18] https://it.wikipedia.org/wiki/Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite

[19] http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=URISERV:128091&from=IT

[20] http://eur-lex.europa.eu/

[21] http://eur-lex.europa.eu/legal-content/

[22] https://it.wikipedia.org/wiki/Convenzione _di_Aarhus

[23] https://it.wikipedia.org/wiki/Sviluppo_sostenibile#Definizione_condivisa_di_sviluppo_sostenibile

[24] http://echa.europa.eu/it/

[25] https://it.wikipedia.org/wiki/Biocida

[26] https://it.wiktionary.org/wiki/agrofarmaco

[27] https://it.wikipedia.org/wiki/Trasporto_di_merci_pericolose

[28] https://it.wikipedia.org/wiki/Ozono

[29] https://it.wikipedia.org/wiki/Metanolo

[30] https://it.wikipedia.org/wiki/Diclorometano

[31] http://www.regione.piemonte.it/ambiente/siar/registro.htm

[32] http://www.regione.piemonte.it/territorio/urbanistica/

[33] http://www.mude.piemonte.it/

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