Progettare San Salvario - Ipotesi, dibattiti e trasformazioni tra Ottocento e Novecento
Alice Pozzati
Progettare San Salvario - Ipotesi, dibattiti e trasformazioni tra Ottocento e Novecento.
Rel. Annalisa Dameri. Politecnico di Torino, Master of science program in Architecture Heritage Preservation And Enhancement, 2014
Abstract
INTRODUZIONE
Il lavoro di tesi si è sviluppato partendo dallo spunto fornito dal tirocinio curricolare svoltosi presso l’Archivio Storico della Città di Torino.
Il lavoro proposto è stato il riordino e la schedatura di una sezione di uno dei fondi più importanti dell’Archivio: il fondo Tipi e Disegni.
L’obbiettivo di tale tirocinio è stata la redazione di un repertorio, elaborato attraverso la stesura di un inventario digitale su un foglio di lavoro Excel, destinato sia all’utenza dell’istituzione cittadina che alla ricerca interna.
L’integrazione del suddetto fondo è composta da disegni di mappa della città di Torino che, nella maggior parte dei casi, probabilmente, furono eseguiti come “bozze” destinate a fungere da base alla elaborazione dei successivi piani regolatori.
Tali elaborati risultano essere dei validi testimoni dei cambiamenti vissuti dalla città a cavallo dei secoli XIX e XX. Infatti è definibile un arco cronologico, in cui racchiuderli, che parte dalla fine dell’Ottocento e raggiunge gli anni Settanta del Novecento.
La stesura della tesi si è rivelata l’occasione per studiare ed analizzare due serie in particolare, a mio avviso piuttosto interessanti.
Esse si presentano come fogli di mappa dalle caratteristiche tipologiche comuni e uniformi, e si sono rivelate un efficace strumento di studio del consolidamento del tessuto edilizio della città.
Riguardo alla prima serie, denominata Pianta Geometrica della Città di Torino, è stato possibile ricostruire le vicende storiche che ne dettarono la commissione. Al contrario, per quanto concerne la seconda serie scelta, pur presentando una coerenza di rappresentazione analoga alla prima, è stato possibile solamente effettuare delle ipotesi. Quest’ultima essendo priva di titolazione precisa, non si è potuto collegarla nè a un preciso disegno di legge nè all’esigenza della pubblica amministrazione di studiare il territorio torinese in previsione di una normativa futura.
É necessario sottolineare che nel predisporre il lavoro di tesi, si è dovuto definire un arco cronologico limitato, ma gli spunti forniti potrebbero innescare ricerche future su cui il margine di approfondimento è ancora elevato.
La scelta di limitare la ricerca solo a queste due serie, è stata dettata dall’enorme quantità di elaborati presi in esame durante il tirocinio. Nello studio relativo alla ricerca è stato ritenuto particolarmente interessante soffermarsi ad analizzare il consolidamento edilizio del quartiere di San Salvario.
Per fare questo per prima cosa si è partiti dall’analizzare la storia di Torino nell’Ottocento, secolo denso e ricco di cambiamenti, che si trova ad essere testimone di un’altalenante ciclicità fatta di periodi di crisi e spinte propulsive: dalla dominazione francese si arrivò all’eccezionale sviluppo industriale, unico in Italia, passando attraverso la Restaurazione, il Risorgimento, la perdita della capitale e molti altri avvenimenti indagati nel primo capitolo. Tale premessa prettamente storica è stata un supporto indispensabile per capire l’origine delle trasformazioni urbanistiche a cui è soggetta la città costantemente lungo tutto il secolo.
Il quartiere di San Salvario, analizzato nel secondo capitolo e che deve i suoi natali proprio all’Ottocento, è stato indagato traverso documenti iconografici e non, relativi alle edificazioni e ai dibattiti circa le costruzioni e il consolidamento del tessuto edilizio.
Nello studiare il borgo si è deciso di approfondire un’opera mai realizzata: l’Ospedale Militare Divisionario. Il dibattito su questa infrastruttura accese per un decennio le sedute del Consiglio Comunale, per poi decadere, soggiogato dalle necessità di edilizia privata della città.
Un altro approfondimento ha coinvolto l’indagine della Pianta Geometrica della Città di Torino. Quest’ultimo ci ha permesso di comprendere come la città avesse a cuore la redazione di precisi e scrupolosi piani regolatori di ampliamento.
Le ultime analisi sono interessanti invece per capire come la storia della città e dell'urbanistica non sia fatta solo dalle dalle opere realizzate e dai piani regolatori approvati, ma in egual misura dal dibattito interno, dalle bozze e dai ripensamenti che fungono da culla di gestazione ai cambiamenti della città.
Lo studio è stato anche dettato dalla necessità di comprensione degli elaborati presi in esame per lo svolgimento della tesi.
Infine si è scelto di dedicare un capitolo all’indagine riguardanti le vicende storiche che hanno condotto l’Archivio Storico a presentarsi nel modo in cui oggi lo si conosce, descrivendo in modo sommario i vari fondi che lo compongono, soffermandosi in particolare sull’analisi del fondo Tipi e Disegni.
L’Ottocento, secolo affascinante ed eterogeneo, ha gettato le fondamenta culturali, economiche, amministrative, della capitale piemontese che oggi abbiamo il privilegio di vivere.
Quella ottocentesca non è solamente una città poliedrica ma è anche una «città di ieri». Dove questo “ieri” ci riporta a un tempo e a una serie di immagini ancora percepibili nella nostra quotidianità, caratteri che sono stati incorporati nello scenario in cui ancora oggi viviamo e ci muoviamo.
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