Una casa a ognuno : i villaggi operai : dal socialismo utopico al paternalismo industriale : il villaggio operaio Poma a Miagliano
Alessia Stivala
Una casa a ognuno : i villaggi operai : dal socialismo utopico al paternalismo industriale : il villaggio operaio Poma a Miagliano.
Rel. Annalisa Dameri. Politecnico di Torino, Master of science program in Architecture Heritage Preservation And Enhancement, 2014
Abstract
È ben noto come le vicende dell’architettura contemporanea siano state segnate profondamente dall’incontro con l’industria. Per poter raggiungere i suoi obiettivi e per realizzare i propri edifici l’industria ha progressivamente definito un linguaggio autonomo, capace di rispondere a precise esigenze funzionali e produttive svincolandosi dai tratti distintivi dello stile della contemporanea cultura architettonica.
A partire dal secondo dopoguerra, si assiste, con la nascita dell’archeologia industriale, a una progressiva presa di coscienza collettiva dei valori culturali del costruito industriale e della sua necessaria salvaguardia.
Dallo stimolo alla conoscenza e alla conservazione di questo patrimonio si vuole affrontare in questa ricerca il tema dei villaggi operai del secoli XIX e XX: rappresentano nella storia dell’urbanistica un traguardo importante sotto molti punti di vista. Uno degli aspetti fondamentali da analizzare per comprenderne l’importanza è il cambiamento nella mentalità imprenditoriale. Un tempo l’obiettivo principale nel mondo dell’architettura, dell’ingegneria, e di tutti i campi del sapere in generale, era quella di accentuare ed enfatizzare l’estetica degli edifici e apparire forti e grandiosi attraverso imponenti monumentalità; a partire dalla seconda metà dell’Ottocento si comincia a pensare all’architettura sotto un punto di vista sociale, strutturale e funzionale. La questione della casa inizia ad assumere un carattere ideologico; per riuscire ad affrontare il disagio abitativo dei ceti meno abbienti, politici, studiosi, tecnici e capitalisti illuminati instaurano pratiche discorsive.
La rilevanza di questo argomento, infatti, non si limita al dato puramente architettonico ed urbanistico, ma investe anche l’ambito economico e politico. Del resto, la questione delle abitazioni operaie non può essere affrontata senza tener conto del paternalismo di fabbrica, che dalla fine dell’Ottocento in poi, favorisce la realizzazione di importanti villaggi e quartieri operai, soprattutto nell’Italia settentrionale.
Un aspetto fondamentale sarà poi quello di valutare se questa tipologia urbana sia stata una risposta efficace ai bisogni di quegli operai che abbandonavano le campagne per la città nella speranza di nuove prospettive di vita e di lavoro e sia stata in grado di dare, da un punto di vista sociale, un input importante per il lavoro sindacale dei giorni nostri.
In particolare attraverso un’analisi storico-architettonica-cartografica degli unici tre villaggi operai autosufficienti realizzati nel territorio biellese, sono evidenziate le varie fasi dello sviluppo industriale, i cambiamenti sul territorio, sono approfonditi gli aspetti sociali e le peculiarità dell’insediamento operaio, il lavoro e la vita quotidiana all’interno di esso. Sono analizzati e confrontati il villaggio operaio della Filatura di Tollegno degli inizi del XX secolo, quello coevo Trossi e Rivetti nel Comune di Vigliano Biellese e quello Poma di Miagliano sorto cinquant’anni prima.
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