polito.it
Politecnico di Torino (logo)

Cultura,competitività e sviluppo urbano neoliberista : dilemmi della città latinoamericana

Quintero Botero, Felipe

Cultura,competitività e sviluppo urbano neoliberista : dilemmi della città latinoamericana.

Rel. Francesca Governa. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2014

Abstract:

INTRODUZIONE

Nel documento concettuale del più recente World Urban Forum, sviluppatosi ad aprile 2014, si afferma che l’iniquità è divenuta una preoccupazione universale. L’iniquità nella distribuzione dei redditi, le disuguaglianze di genero, le opportunità di lavoro degno, la proliferazione ed espansione di slums, e la segregazione urbana e sociale sono diventate tendenze rampanti dagli anni 80. Queste si manifestano con particolare evidenza nei paesi in via di sviluppo, ma ciò non esclude quelli sviluppati, dove il divario tra ricchi e poveri si allarga ogni volta di più (UN-Habitat, 2014). D’altra parte, nel 2009 la popolazione urbana a livello mondiale ha sorpassato quella rurale secondo i dati dell’ONU (United Nations, 2012). Da tutto ciò si può trarre una conclusione ovvia ma preoccupante: l’ambiente urbano, il tipo di habitat più diffuso nel pianeta, si caratterizza ogni volta di più per forti e crescenti condizioni di segregazione, povertà e iniquità. Riprendendo il famoso libro del sociologo Manuel Castells, Bernardo Secchi, nel 2013, afferma che sia proprio la crescente disuguaglianza sociale la nuova questione urbana.

Una lunga tradizione di studiosi critici responsabilizzano dell'attuale crisi urbana, sociale ed economica al sistema capitalista e, in particolar modo nei decenni recenti, all’imposizione di logiche neoliberiste di sviluppo urbano guidate dal fondamentalismo del mercato. L’idea su cui si basa l’ideologia neoliberista è la credenza che mercati aperti, competitivi e deregolamentati, liberati da ogni forma d’interferenza statale, rappresentino un ottimo meccanismo per lo sviluppo economico e sociale (Brenner & Theodore, 2002). In questo processo le città giocarono, e lo fanno ancora, un ruolo strategico. Le città non configurano semplici luoghi di applicazione del progetto neoliberista, configurando in realtà spazi istituzionali di costruzione e imposizione di riforme, continuamente mutevoli e soggette alla sperimentazione adattativa del progetto di fronte alle crisi (Ibid.). Studiosi critici di campi diversi come la geografia, la sociologia, gli studi urbani e l’economia hanno evidenziato di forma reiterata le conseguenze corrosive che l’affermarsi del neoliberismo ha avuto nell’ambito sociale, economico, ambientale e urbano. Il fallimento seriale di diverse politiche, le distruttive esternalità sociali ed economiche, le iniquità endemiche, un esplosivo e disuguale sviluppo spaziale e la continua vulnerabilità alle crisi finanziarie (Brenner, Peck, & Theodore, 2013) sono alcune delle principali criticità che vengono riconosciute al modello capitalista guidato dal mercato e dal profitto. Il neoliberismo e la globalizzazione sono ormai due parole di ordine nella contemporaneità. Non è esagerato dichiarare che il neoliberismo si è affermato come il discorso egemonico prevalente a partire degli ultimi trenta anni (Harvey, 2005) e che in un processo di ristrutturazione, costruzione-distruzione sta continuamente riconfigurando il panorama sociale, politico e urbano (Brenner & Theodore, 2002).

La crisi sociale urbana e l’evidenza delle conseguenze disruttive delle logiche neoliberali nella città fanno apparire necessario ai nostri occhi -più che come possibilità come necessità-, l’emergere di un diverso approccio alla creazione e sviluppo della città. In questa linea quello che si propone questa tesi è questionarsi proprio sull'Interfaccia tra teoria e pratica urbana, sulle rappresentazioni e idee che guidano lo sviluppo della città e che molte volte vengono accettate senza essere messe in discussione. Queste idee -logiche, retoriche, rappresentazioni- viaggiano di forma sorprendentemente agile attraverso il globo; si diffondono impiantandosi nei più diversi contesti sociali, economici, politici e culturali. È proprio questa sistematica trasferibilità e attuazione (in particolare nel caso della trasformazione urbana neoliberista) di modelli omologhi in contesti diversi una delle principali preoccupazioni della presente tesi. L’intenzione non è quella di proporre un nuovo quadro teorico quanto una messa In discussione su ciò che molte volte appare universalmente giusto e appropriato, nascondendo politiche conflittuali dietro retoriche che possono essere solo cortine di fumo.

La presente tesi nasce dall’Idea di mettere in discussione le logiche astratte come possibile metodo per attuare nella pratica di forma critica e cosciente. Di fatto si parte dalla premessa che il problema delle città contemporanee non radichi, o almeno non solo, nella natura fisica del suoi spazi, ma nelle logiche che reggono il suo disegno, costruzione e amministrazione; nell’Interpretazione e re-interpretazioni di essa. DI fronte alle molteplici contradizioni, disuguaglianze e crisi che caratterizzano le città contemporanee, i suoi cittadini e i suol spazi, l’occorrenza di fare una revisione alle logiche, concettualizzazioni teoriche e intenzioni che sostengono la creazione ed evoluzione delle città contemporanee si presenta come un compito ineludibile. Un simile

richiamo fa l’accademico Pablo Ciccollela in un articolo del 2012, dichiarando l’occorrenza di:

“replantear los supuestos, las estrategias, las políticas y las herramientas o acciones del desarrollo urbano en el marco de una etapa del capitalismo dominada por tendencias a un mayor incremento de la fractura social y territorial, a un divorcio entre el espacio de las empresas y el de la gente, entre las elites y las mayorías, entre los segmentos modernizados, competitivos y globalizados de las ciudades y los nuevos arrabales -a veces céntricos- degradados, caracterizados por el deterioro del hábitat" (Ciccollela, 2012, pág. 12).

Ci concentreremo nel fenomeno urbano recente, specificamente su fenomeno di trasformazione urbana guidata dalle logiche neoliberiste. Queste logiche -retoriche, rappresentazioni- racchiudono aspetti politici, economici, sociali, tecnici e culturali. Essendo queste categorie eccessivamente ampie ci concentreremo in specifico sul ruolo Cultura nello sviluppo urbano. Il termine cultura racchiude in se una grande complessità. La prima questione che deve essere messa in evidenza è la porosità ed evanescenza del termine, il quale appare molto più contundente e oggettivo di quanto ne sia in realtà. Nella sua accezione più diffusa, la cultura richiama un universo complesso di tradizioni, abitudini, filosofie, cosmogonie, riti, attività artistiche, artigianali e idiosincrasie (inteso nel senso etimologico della parola, come carattere o inclinazione spirituale), proprie di un individuo o collettività; la cultura rappresenta un'immensa categoria nella quale s’includono svariati fenomeni, assai dissimili e di difficile catalogazione. Da una parte possiamo trovare le industrie culturali e i cerchi esclusivi e ristretti dell’a/fa cultura, il rock, il pop, e la musica classica. Dall’altra, le rivendicazioni culturali, artistiche, rivoluzionarie, sociali, politiche, sessuali e identitarie come quelle che si sono manifestate con particolar forza tra gli anni sessanta e settanta -che addirittura sono state conosciute come contro-culturali.

Le sfumature del concetto sono diverse, ma quello che appare costante è la ricorrenza del suo utilizzo nei più diversi ambiti negli ultimi trenta anni. La cultura appare un luogo comune, una parola di uso ricorrente neH’ambito quotidiano così come nell’accademico e istituzionale. Nell’ambito urbano ha trovato particolare eco nelle decadi recenti. Con le trasformazioni economi-co-tecnologico-culturali avvenute dagli anni 70 la cultura ha acquisito grande rilevanza nella società, andando a rappresentare principi e valori nei più svariati discorsi, da quelli della libertà e la creatività fino quelli della crescita economica e del profitto. Perciò partiamo dalla premessa che il concetto di cultura sia polisemico e contraddittorio potendo essere interpretata come bastione di resistenza e contestazione sociale, così come cavalletto di battaglia del sistema capitalistico. Quello che sosteniamo nella presente tesi è che nel sistema neoliberista contemporaneo la cultura compie precisamente questo secondo ruolo, cioè quello di essere una potente strategia per la diffusione, adattamento e rafforzamento delle logiche neoliberiste nei più svariati contesti.

Nelle seguenti pagine si vuole affrontare il tema concentrandosi nelle più recenti tendenze di sviluppo urbano, specificamente in quelle prodotte dal sistema neoliberista reggente negli ultimi decenni dove la cultura gioca un ruolo particolare come catalizzatore di crescita economica e costruttore di consenso e controllo sociale. Nella città competitiva neoliberista la cultura si materializza nella forma del capitalismo culturale urbano, che adopera le arti, industrie creative e il patrimonio come risorsa per la rigenerazione urbana mirata a potenziare l’immagine e la competitività della città nel mercato mondiale. Si tratta dell’appropriazione della cultura da parte dal sistema egemonico neoliberista, trasformandola in una risorsa e retorica, economica e politica sufficientemente potente per giustificare e/o vendere lo sviluppo della città. Questa strategia rappresenta precisamente una delle logiche che anno avuto straordinario successo nella sua diffusione e attuazione dei più diversi contesti, applicando un modello unico che scatena nei diversi casi effetti non sempre identici. L’ipotesi di partenza è che la cultura intesa dall’egemonia neoliberista produce più problemi di quanti risolve.

L’analisi della dialettica cultura/città sarà svolta a partire dell’analisi del caso della città latinoamericana. Perché la città latinoamericana? In primo luogo perché le principali e più disumane criticità che conosce la società contemporanea si trovano, nella sua maggioranza, nei paesi in via di sviluppo. È proprio in queste geografie dove i dilemmi dello Sviluppo dimostrano le proprie complessità, difficoltà e contraddizioni, esplicitate nella stravolgente disuguaglianza sociale ed economica che caratterizza queste latitudini. Secondo, perché il tema della cultura acquisisce una particolarmente connotazione problematica e ambigua in questi territori; questi incarnano un passato coloniale, dove la forzosa e diseguale imposizione/sincretismo culturale ha condotto al sradicamento di gran parte del patrimonio nativo. Le identità culturali del “terzo mondo" non sono cosi nette, solide e definite come possono esserlo (parzialmente, non dimenticando mai che la cultura è un universo polimorfico e metamorfico) nel contesto europeo, dove queste si sono costruite lungo più di venti secoli, e dove, nell’epoca moderna, non c’è stata una dominazione politica, culturale ed economico paragonabile. Il tema in questione appare più fragile in questi territori fisici e sociali del “sottosviluppo”, soprattutto tenendo conto che non si può affermare che il colonialismo culturale sia finito; tutto il contrario, è costantemente in corso. Il disciplinamento culturale effettuato dai paesi sviluppati su di quelli in via di sviluppo continua, in diverse -e forse non tanto evidenti quanto prima- forme d’imposizione e controllo. Le politiche neoliberiste di aggiustamento strutturale, la competizione economica globale, l’apertura dei mercati e l’influenza delle istituzioni sovranazionali, sono solo alcuni dei principali veicoli attraverso i quali si mantiene una relazione di dominio e dipendenza nella quale il controllo politico dell’epoca coloniale si è trasformato in controllo economico globale.

È già stato spiegato perché consideriamo interessante e importante trattare il tema dei paesi in via di sviluppo, ma perché Latino America? La risposta qui è di tipo soggettiva, di minor importanza per il lettore ma di gran valore personale: per affezione e senso di engagement e responsabilità per le proprie radici, d'altroché un ovvia maggiore familiarità col contesto sudamericano. Consideriamo che la rivendicazione e mantenimento di un’identità culturale abbia un importante valore per lo sviluppo della società, e particolarmente quella latinoamericana. Il valore della cultura come risorsa sociale, simbolica e identitaria è assai riconosciuto e teoricamente internazionalmente protetto, ma certe forme di affrontare il tema solo conducono alla normalizzazione, al tentativo di omogeneizzare delle multiculturalità, e ad affermare ancora di più le disuguaglianze e le esclusioni. Perciò consideriamo che l’attenzione alle logiche con cui si sviluppa la città, soprattutto nel tema della cultura, siano un aspetto critico, problematico e pericoloso, ma anche potente, costruttivo e importante nel contesto sudamericano.

La presente tesi sarà organizzata nel seguente modo. Nella prima parte s’intende rivisitare il concetto di cultura e la relazione esistente tra essa, la città e il sistema neoliberista. Con questo obiettivo partiamo dalla premessa che, per capire la relazione tra cultura e neoliberismo, sia necessario analizzare il concetto di cultura da una prospettiva più ampia rispetto alla definizione tipica. L’intenzione è mettere in luce la molteplicità di definizioni che la cultura racchiude e la conseguente fumosità, malleabilità e/o contraddittorietà del concetto. Si è voluto dare particolare enfasi alle facce discorsive della cultura, evidenziando quanto questa sia una dimensione nella quale le relazioni di potere giocano un ruolo non banale. Sono state identificate sette diverse declinazioni del termine: cultura come esercizio di potere, come status, come progresso, la cultura nella sua pluralità, come prodotto di consumo e il valore ideologico della cultura. Poi si tratterà il binomio città-cultura in due momenti diversi del XX secolo, prima e dopo la crisi economica, politica, sociale e culturale degli anni 70, evidenziando l’evoluzione cultura nella trasformazione urbana dal discorso modernista a quello neoliberista. Quest’ultimo sarà poi approfondito attraverso lo studio delle logiche dello sviluppo urbano culturale neoliberista, trattando il tema del modello di Città Creativa di Richard Florida e la rigenerazione urbana culturale.

Nella seconda parte sarà trattato il caso della città latinoamericana. L’obiettivo è quello di studiare il modo in cui si è manifestato il modello di città culturale neoliberista nel contesto latinoamericano. L’analisi procederà attraverso la contestualizzazione politica, economica, storica e culturale delle logiche di trasformazione urbana nella regione. Prima sarà trattato il tema del dilemma dello sviluppo e del sottosviluppo, una questione ineludibile nel caso della città latinoamericana. Successivamente sarà descritta l'evoluzione delle logiche di trasformazione attraverso cinque scompartì tematici: la città coloniale, quella della recente indipendenza, la città della prima industrializzazione, quella della seconda industrializzazione e finalmente la città globale

e neoliberiste. Questa suddivisione prende spunto da quella fatta da altri studiosi della città e i processi di urbanizzazione latinoamericana (Almandoz, 2006, Brand, 2009, Montoya Garay, 2005). Vale la pena segnalare che non s’intende fare una ricostruzione storica degli eventi, quanto un'analisi rispetto all'evoluzione di certe tematiche. La suddivisione proposta risponde più che a un rigore storicista a una classificazione euristica che fa coincidere a ogni scomparto temporale una generale retorica predominante nelle logiche di sviluppo di città.

Nella terza parte sarà studiata l’applicazione del modello di città culturale neoliberista nell’America Latina. Due diverse logiche di trasformazione urbana saranno trattate: il recupero dei centri storici (e del valore culturale di essi) e la rigenerazione di quartieri marginali attraverso strategie culturali. Questo studio sarà fatto attraverso l’esemplificazione di alcuni progetti in diverse città della regione: Buenos Aires, Quito, Città del Messico e Medellin.

A forma di conclusione saranno messi in discussione una serie di presupposti rispetto ai diversi temi trattati nella tesi: la competitività e lo sviluppo, la cultura nella città, l’identità e la differenza e il ruolo che l’architettura compie nelle dinamiche studiate. Questa tesi non è riuscita a costruire certezze quanto a decostruirle. Dallo studio fatto non viene fuori un nuovo modello, quanto una serie di perplessità, difficoltà e questioni aperte che servono a interrogarsi criticamente sulle logiche, gli obiettivi e le responsabilità che stanno dietro ad ogni trasformazione urbana. Abbiamo la certezza che se si vuole andare avanti verso una società più equa, giusta e sostenibile saranno necessarie molte più incertezze -aperte, critiche e costruttive- che certezze -chiuse, rigide e solide-.

Relatori: Francesca Governa
Tipo di pubblicazione: A stampa
Soggetti: SS Scienze Sociali ed economiche > SSA Antropologia culturale
SS Scienze Sociali ed economiche > SSG Sociologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città
Classe di laurea: NON SPECIFICATO
Aziende collaboratrici: NON SPECIFICATO
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/3780
Capitoli:

CONTENUTI

Introduzione

Questioni preliminari

Cultura neoliberismo e città

Cultura e polisemia

Cultura e città

Città latinoamericana sviluppo e neoliberismo

Città latinoamericana

Sviluppo, colonialismo, sottosviluppo

Città e sviluppo

La città latinoamericana e il modello coloniale

Le città post-coloniali e il beaux arts

Modernismo e prima industrializzazione

Industrializzazione e crescita economica

Globalizzazione, terziarizzazione e neoliberismo

Sviluppo, cultura e città latinoamericana

Città culturale latinoamericana

I centri storici, identità e mercato

Riqualificazione di quartieri degradati attraverso la cultura

Urbanismo social, Medellin / Colombia

Modelli contestati

Conclusioni

Bibliografia

Bibliografia:

BIBLIOGRAFIA

Abram, S. (2011). The idea of culture in planning. In S. Abram, Culture and planning (p. 1-18). Farnham: Ashgate Publishing Limited.

Almandoz, A. (2002). Urbanization and urbanism In Latin America: from Haussmann to CIAM. In A. Almandoz, Planning Latin Amercias's capital cities 1850-1950 (pp. 13-40). New York: Psychology Press.

Almandoz, A. (2006). Urban planning and historiography In latin amerlca. Progress in planning, 65, 81-123.

Almandoz, A. (2008). Despegues sin madurez. Urbanización, industrialización y desarrollo en la Latinoamérica del siglo XX. Revista Eure, 34(102), 61-71.

Alvarez, S. I. (1993). Felipe II y el urbanismo moderno. Anales de Geografía de/a Un~Vci-sidad Complutense^ 3), 81-107.

Amin, A., & Thrift, N. (2001 (trad. it. 2005)). Ripensare la dimensione urbana. Bologna: Il Mulino.

Ashcroft, B., Griffiths, G., & Tiffin, H. (1998). Key concepts il post-colonial studies. New York: Psychology Press.

Banco Interamericano de Desarrollo. (2014). Qué hacemos. Tratto il giorno 09 2014, 10 da Banco Interamericano de Desarrollo: http://www. ladb.org/es/acerca-del-bid/que-hacemos,5997.html

Benjamin, W. (1998 (1936)). L'opera d'arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica. Arte e società di massa. Torino: Einaudi.

Betancur, J. J. (2009). El segundo saqueo de América Latina: implicaciones para la planificación urbana, in P Brand, La ciudad latinoamericana en el siglo XXI: globalicazión, neoliberalismo, planeación (p. 83-120). Medellin: Universidad Nacional de Colombia, Escuela de planeación urbano-regional.

Brand, P (2009). Globalización neoliberal y la planeación urbana: perpectlvas para América Latina. In R Brand, La ciudad latinoamericana en el siglo XXI: globalización, neoliberalismo, planeación. (p. 7-35). Medellin: Universidad Nacional de Colombia, Escuela de planeación urbano-regional.

Brand, P (2014). Governing inequality in the South through the Barcelona modeh'social urbanism' in Medellin, Colombia. Interrogating Urban Crisis: Governance, Contestation, Critique, 1-17.

Brenner, N. (2009). What is critical urban theory. City, 73(2-3), 198-207.

Brenner, N., & Schmid, C. (2011). Planetary Urbanization. In M. Gandy, Urban constelations (pp. 10-13). Berlin: Jovis Verlag GmbH.

Brenner, N., & Theodore, N. (2002). Cities an the geographies of “Actual ecis-ting neoliberalism”. Antipode, 349-379.

Brenner, N., & Theodore, N. (2005). Neoliberalism and the urban condition. City, 9(1), 101-107.

Brenner, N., Marcuse, P, & Mayer, M. (2012). Cities for people not for profit. New York: Rootledge.

Brenner, N., Peck, J., & Theodore, N. (2013). Neoliberal Redux? International Journal of Urban and Regional Research, 37.3, 1091 -1099.

Carrión, F. (2013). Quito. Centro histórico de Quito:¿Patrimonio de la humanidad o del mercado? In M. Fiori, F. Carrión, M. Dämmert Guardia, C. García Peyán, I. Muñoz, & P Rodríguez, ReVivir el centro histórico (p. 181-210). Barcelona: Editorial UOC.

Castells, M. (1971). El mito de la cultura urbana. Revista Latinoamericana de Estudios Urbanos(3), 27-42.

Cattedra, R., Governa, F., & Memoli, M. (s.d.). Cities. In P Giaccarda , & M. Paradiso, Mediterranean Lexicon (p. 39-54). Roma: Società geografica italiana.

Chakrabarty, D. (1992). Postcoloniality and the artifice of history: Who speaks for “Indian past”? Representations, 37, 1.

Childs, P, & Williams, R. (1997). Introduction: Points of departure. In P Childs, & R. P Williams, An introduction to Post-Colonial theory (pp. 1-25). Michigan: Prentice Hall/Harvester Wheatsheaf.

Choay, F. (2000 (1965)). La città. Utopie e realtà. Torino: Einaudi.

Ciccollela, R (2012). Revisitando la metropolis latinamericana más allá de la globalización. Revista iberoamericana de urbanismo (8), 9-21.

Cisneros Torres, M. (2009). Walter Benjamin: cultura de masas y esteticismo politico. Retrieved 07 25, 2014, from Sitio web pendiente de migración: www.ucm.es/info/especulo/numero43/wbenjamin.html

Conti, S. (1996). Lo sviluppo economico regionale. In S. Conti, Geografia economica. Teorie e metodi. Torino: Utet Libreria.

Corral, M. (2009). Grandes Proyectos urbanos. Actores públicos y privados en el emprendimiento Puerto Madero (1989-2009). V Jornadas de Jóvenes Investigadores (p. 1-20). Buenos Aires: Instituto de Investigaciones Gino Germani.

Crewe, L., & Beaverstock, J. (1998). Fashioning the city: cultures of consup-tion in contemporary urban spaces. Geoforum, 29, 287-308.

Cuche, D. (2001, trad. it. 2003). La nozione di cultura nelle scienze sociali. Bologna: Editrice il Mulino.

Cuenya, B., & Corral, M. (2011). Empresarialismo, economia del suelo y grandes proyectos urbanos: el modelo de Puerto Madero en Buenos Aires. Eure, 37(11), 25-45.

Davidson, M., & Iveson, K. (2014). Recovering the politics of thecity: From the 'post-politicalcity' to a 'method of equality’for critical urban geography. Progress in Human Geography, 1-17.

De Mattos, C. A. (2009). Modernización capitalista y revolución urbana en América Latina: cinco tendencias genéricas. In R Brand, La ciudad latinoamericana en el siglo XXI: globalización, neoliberalismo, pla-neación (pp. 37-82). Medellin: Universidad Nacional de Colombia, Escuela de planeación urbano-regional.

Delfino, A. (2012). La noción de marginalidad en la teoria social latinoamericana: surgimiento y actualidad. Universitas Humanística{74), 17-34.

Dematteis, G. (2008). Introduzione. In F. Boggio, G. Dematteis, & M. Memoli, Geografia dello sviluppo. Spazi, economie e culture tra venesimo secolo e terzo millennio (p. XVII-XXII). Novara: UTET Università.

Díaz Orueta, F., & Lourés Seoane, M. (2003). La ciudad postfordista: economia cultural y recualificación urbana. Revista de Economia Critica, 105-121.

Echeverri Restrepo, A., & Orsini, F. (2010). Informalidad y Urbanismo Social en Medellin. In M. Hermelin Arbaux, A. Echeverri Restrepo, & J. Giraldo Ramírez, Medellin: medio ambiente, urbanismo y sociedad (p. 130-152). Medellin: Universidad EAFIT.

Evans, G. (2005). Measure for Measure: Evaluating the Evidence of Culture’s Contribution to Regeneration. Urban Studies, 42, 959-983.

Florida, R. (2003). Cities and the creative class. City & Community, 3-19.

Foucault, M. (1972). L’ordine del discorso. Torino: Giulio Einaudi.

Foucault, M. (1982). The subject and power. Critical Inquiry, 8(4), 777-795.

García Márquez, G. (1982). La soledad de América Latina. Discurso de aceptación premio nobel. Retrieved 04 30, 2014, from Ciudad Seva: http://www.cludadseva.com/textos/otros/la_soledad_de_america_ latina.htm

Ghldini, R. (2009). Aprendiendo una lección de Curitiba - Efectos perversos de una política orientada al transporte público y al medio ambiente. Cuaderno de Investigación Urbanística, 67, 68-85.

Gilbert, J. (2013). What kind of thing is “Neoliberalism’’? New formations: a journal of culture/theory/politics, 80-81, 7-22.

Goonewardena, K. (2012). Space and revolution in theorya and practice. In N. Brenner, R Marcuse, & M. Mayer, Cities for people, not for profit (p. 86-101). New York: Routledge.

Gore, C. (2000). The Rise and Fall of the Washington Consensus as a Paradigm for Developing Countries. World Development, 28(5), 789-804.

Governa, F., & Cattedra, R. (2011). Definizioni di città: concetti e teorie nella geogradia urbana. In F. Governa, & M. Memoli, Geografie dell’urbano. Spazi, politiche, prattiche della città (p. 43-81). Roma: Carocci editore.

Gutiérrez, R. (1996). Architettura e società: I America Latina nel XX secolo. In R. Gutiérrez, Architettura latinoamericana (p. 118-141). Milano: Jaca Book.

Hardoy, J. E. (1978). European forms in the fifteenth to seventeenth centuries and their utilization In Latin America. In R. R Schaedel, J. E. Hardoy, & N. S. Klnzer, Urbanization in the americas from its beginnings to the present (pp. 214-243). Cambridge: University Press.

Hardt, M., Negri, A., Brown, N., & Szeman, I. (2002). The global coloseum: on Empire. Cultural Studies, 76(2), 177-192.

Harvey, D. (1990). Modernidad y modernismo; Posmodernismo; Posmodernismo en la ciudad: arquitectura y diseño urbano, in D. Harvey, La condición de la posmodernidad. Investigación sobre los origenes del cambio cultural (p. 25-118). Buenos Aires: Amorrortu editores.

Harvey, D. (2005). A brief history of neoliberalism. Oxford: Oxford University Press.

Heidegger, M. (1976). Costruire abitare pensare. In G. a cura di Vattimo, Saggi e discorsi (pp. 96-108). Milano: Mursia.

Jacobs, J. (1992 (1961)). The Death and Life of Great American Cities. New York: VINTAGE BOOKS EDITION.

Kanai, M., & Ortega-Alcazar, I. (2009). The prospects for prgressive culture-led urban regenerations in Latin America: cases from Mexico city and Buenos Aires. International Journal of Urban and Regional Research(33.2), 483-501.

Klein, N. (2001). Patriarchy Gets Funky. The Triumph of Identity Marketing. Tratto il giorno 09 07, 2014 dawww.marxists.org: https://www.marx¡-sts.org/reference/subject/philosophy/works/us/klein.htm

Koolhaas, R. (2008 (1997)). La ciudad genérica. Barcelona: Gustavo Gili.

Kràtke, S. (2012). New urban growth ideology of "creative cities”. In N. Brenner, P Marcuse, & M. Mayer, Cities for people, not for profit (p. 138-149). New York: Routledge.

Lungo Díaz, M. (2008). Globalización, grandes proyectos y privatización de la gestión urbana. Urbano, 49-58.

Macedo, J. (2004). City profile Curitiba. Cities, 21, 537-549.

Marcuse, H. (2007 (1937)). The Affirmative Character of Culture. In D. (compilato da) Kellner, Art and liberation (p. 83-112). New York: Routledge.

Massey, D. (1994). A Global Sense of Place. In D. Massey, Space, Place and Gender (p. 146-157). Minneapolis: University of Minnesota Press.

Mauro, F. (1978). Urban preeminence and the urban system in colonial America. In J. E.-K. Richard P Schaedel, Urbanization in the Americas from its Beginning to the Present (pp. 249-268). de Gruyter.

Memoli, M. (2008). Teorie dello sviluppo e della crescita: concetti e strumenti.

In F. Boggio, G. Dematteis, & M. Memoli, Geografia dello sviluppo. Spazi, economie e culture tra ventesimo secolo e terzo millenio (p. 18-50). Novara: UTET Università.

Miles, S., & Paddison, R. (2005). Introduction: The Rise and Rise of Cul-ture-led Urban Regeneration. Urban Studies, 833-839.

Ministerio de cultura de España, (n.d.). Paisajes urbanos de América y Filipinas. Retrieved 06 8, 2014, from El modelo de la ciudad: http://www. mcu.es/archivos/CE/ExpoVisitVirtual/urbanismo/box-model.html

Mitchell, D. (2000). From Values to Value and Back Again: The Political Economy of. In D. Mitchell, Cultural geography: a critical introduction (p. 66-89). Malden: Blackwell publishing.

Mogollón, L. E. (2004). Influence of foreign theories and urban models in the formulation of masters plans of Latin American cities, during the 1930-1960 period. Proceedings of the 11th international planning history conference, Barcelona.

Montaner, J. M. (2011, 01 28). The Barcelona model reviewed: leading up to 1992 Olympic. Tratto il giorno 21 08, 2014 da themilitantcity: http:// themilitantcity.files.wordpress.com/2011/03/montaner-the-barcelo-na-model-reviewed. pdf

Montoya Garay, J. W. (2005). Cambio urbano y evolución discursiva en el análisis de la ciudad latinoamericana: de la dependencia a la globa-lización. Bogotá: Universidad Nacional de Colombia, Facultad de Ciencias Humanas.

Montoya Restrepo, N. (2014). El urbanismo sociale en Medellin o la utilización estratégica de los derechos. Estudios políticos, 45, 205-222.

Moura, R. (2003). Inversiones urbanas en el contexto de la competitividad y globalización: los eventos en Curitiba. Tratto il giorno 08 20, 2014 da EURE (Santiago): http://www.scielo.cl/scielo.php?script=sci_art-text&pid=S0250-71612003008600003&lng=es&nrm=iso >. ISSN 0250-7161. http://dx.doi.org/10.4067/S0250-71612003008600003

Mumford, L. (1953 (1938)). Introduzione. In L. Mumford, La cultura delle città (p. XXIII-XXXII). Milano: Alfieri & Lacroix.

Peck, J. (2005). Struggling with the Creative Class. International Journal of Urban and Regional Research, 29, 740-770.

Portes, A., & Roberts, B. R. (2005). The Free-Market City: Latin American Urbanization in the Years of the Neoliberal Experiment. Studies in Comparative International Development, 40, 43-82.

Pratt, A. (2011). The cultural contradictions of the creative city. City, culture and society, 123-130.

Quinchía Roldán, S. M. (2011). Discurso, ideología y poder en la producción de la ciudad: un acercamiento a la páctica discursiva del urbanismo social (Tesis de Magisteren Estudios Urbano-Regionales). Medellin: Universidad Nacional de Colombia (Sede Medellin).

Rojas, E. (2002). La preservación del patrimonio histórico urbano en América Latina y el Caribe. Washington, D.C.: Banco Interamericano de Desarrollo.

Rojas, E. (2004). La recuperación del centro histórico de Quito, Ecuador. In E. Rojas, Volver al centro (p. 144-163). New York: Banco Interamericano de Desarrollo.

Roy, A. (2009). The 21st-Century Metropolis: New Geographies of Theory. Regional Studies, 43, 819-830.

Sánchez, E, & Moura, R. (2005). Ciudades-modelo: estrategias convergentes para su difusión mundial. Revista Eure, XXXI[93), 21-34.

Santangelo, M. (2011). Le forme della crescita urbana In europa. In F. Governa, & M. Memoli, Geografie dell’urbano. Spazi, politiche, pratiche della città (pp. 83-108). Roma: Carocci editore.

Scott, A. (1997). The Cultural Economy of Cities. International Journal of Urban and Regional Research, 21, 323-339.

Scott, A. (2007). Capitalism and Urbanization In a New Key? The cogniti-ve-cultural dimension. Social Forces, 58(4), 1465-1482.

Secchi, B. (2013). La città dei ricchi e la città dei poveri. Bari: Laterza.

Splvak, G. C. (1988). Can the subaltern speak? In C. Nelson, & L. Grossberg, Marxism and the interpretation of culture (p. 271-313). New York: Routledge.

Swyngedouw, E. (2010). Post-Democratic Cities. For Whom and for What? Regional Studies Association Annual Conference. Pecs, Budapest.

Unesco. (2013). New life for historic cities. The historic urban landscape approach explained. Paris: Unesco.

Unesco. (2014). Introducing UNESCO: what we are. Retrieved 06 28, 2014,

from sito web unesco: http://www.unesco.org/new/en/unesco/ about-us/who-we-are/introducing-unesco/

Unesco. (2014). What is Intangible Cultural Heritage? Retrieved 06 28, 2014, from sito web unesco: http://www.unesco.org/cuiture/ich/index. php?lg=en&pg=00003

UN-Habitat. (2012). Estado de las ciudades de america latina y el caribe 2012. New York: UN-HABITAT.

UN-Habitat. (2012). Estado de las ciudades de america latina y el caribe 2012. New York: UN-HABITAT.

UN-Habitat. (2013). UN-Habitat Model Projects \ 2013/14. UN-Habitat.

UN-Habitat. (2013). UN-Habitat Model Projects \ 2013/14. UN-Habitat.

UN-Habitat. (2014,0317). Urban equitiin development- Cities for life. Conceptual paper. Tratto il giorno 03 22, 2014 da World Urban Forum: http:// worldurbanforum7.org/Media/Default/PDF/HSP_WUF_7_2%20Con-cept%20Paper.pdf

United Nations. (1987). Report of the World Commission on Environment and Development: Our Common Future.

United Nations. (2012). World Population 2012. New York, Stati Uniti.

Vallicelli, L. (2002). Un modelo de desarrollo sostenible: Curitiba (Brasil). In CEPAL, Las nuevas funciones urbanas: gestion para la ciudad sostenible (p. 71-77). Santiago de Chile: Naciones Unidas.

Velasquez, C. (2011). La politica de mejoramiento integral de barrios en Medellin. ¿Reconquista del territorio por parte del Estado? Kavilando, 3, 72-78.

Venturi, R. (1966). Complexity and contradiction in architecture. New York: Museum of modern art.

Watson, V. (2009). “The planned city sweeps the poor away...’’: Urban planning and the 21 st century urbanisation. Progess in planning, 72,151 -193.

Wirth, L. (1938). Urbanism as a way of life. The american journal of sociology, 44(1), 1-24.

World Health Organization. (2014). Washington consensus. Tratto il giorno 07 19, 2014 da World Health Organization: http://www.who.int/trade/glossary/story094/en/

Wyrobisz, A. (1980). La ordenanza de Felipe II del año 1573 y la construcción de ciudades coloniales españolas en la América. Estudios latinoamericanos, 7, 11-34.

Yúdice, G. (2008). Modelos de desarrollo cultural urbano:¿gentrificación o urbanismo social? Alteridades, 18, 47-61.

Zukin, S. (2009). Changing Landscapes of Power: Opulence. International Journal of Urban and Regional Research, 33, 543-553.

Modifica (riservato agli operatori) Modifica (riservato agli operatori)