Il cimitero monumentale di Oropa : cento anni e oltre di evoluzione architettonica della morte
Giulia Bocca
Il cimitero monumentale di Oropa : cento anni e oltre di evoluzione architettonica della morte.
Rel. Annalisa Dameri. Politecnico di Torino, Master of science program in Architecture Heritage Preservation And Enhancement, 2014
Abstract
Il lavoro di ricerca ha come obiettivo lo studio, la comprensione e la ricostruzione dell'evoluzione, non solo dal punto di vista architettonico, del cimitero monumentale di Oropa. La ricerca va infatti ad inserirsi in uno scenario architettonico, culturale e antropologico europeo più ampio, che investe un arco temporale di più di due secoli, e che riguarda l'evoluzione del rapporto tra morte e società di cui è frutto l'architettura dei cimiteri monumentali ottocenteschi e la loro pregiatissima arte scultorea.
Il tema qui affrontato presenta sicuramente caratteristiche nuove e ha come obbiettivo, a fronte di un nuovo interesse anche turistico che oggi si manifesta nei confronti dei cimiteri monumentali ottocenteschi europei, quello di portare a conoscenza le vicende che interessano il cimitero monumentale di Oropa, una realtà a torto, molto spesso sconosciuta, che potrebbe affiancarsi a pieno titolo agli altri cimiteri monumentali già studiati.
Il lavoro di ricerca, inoltre, pur soffermandosi nel dettaglio sulla realtà non studiata fino ad ora in maniera approfondita del cimitero di Oropa, si appoggia ai numerosi studi tanatologici compiuti a partire dagli anni '70 del XX secolo e agli studi architettonici intrapresi sui più famosi e conosciuti cimiteri monumentali stranieri e italiani come quelli di Torino, Milano, Genova; importante è sicuramente il contributo di alcuni studiosi quali Philippe Ariès, Fabio Giovannini, Grazia Tornasi, Luisa Bocchietto, Mario Coda e Carlo Gavazzi.
In particolare, ho preso in considerazione le fasi che accompagnano la costruzione e l'evoluzione in oltre cento anni di storia del cimitero dalle caratteristiche suggestive e originali, evoluzione inscindibile dalle vicende che caratterizzano la vita del santuario a partire dall'Ottocento e dalle vicende che segnano il secolo lungo di cui ne sono frutto.
Ne emerge come, al pari degli altri cimiteri monumentali europei, per ragioni culturali, artistiche, storiche e antropologiche il cimitero monumentale di Oropa sia un "riassunto della storia della città" e un utilissimo specchio per interpretare l'evoluzione per più di un secolo del gusto e dei costumi dei diversi ceti sociali.
Nei primi capitoli mi sono poi concentrata sui primi due dei tre cimiteri che Oropa vanta, simbolo e realizzazione materica dell'evoluzione del rapporto con la morta nel corso del tempo: sono la sepoltura all'interno della "basilica vecchia" e la costruzione successiva di un cimitero sotto il piazzale del Chiostro Grande del Santuario. La costruzione del secondo cimitero è la dimostrazione di come le nuove normative mediche e igieniche in materia e lo sviluppo, a partire dal Settecento, di motivazioni socio- culturali che si concretizzano nel secolo successivo con la costruzione dei cimiteri monumentali extraurbani in tutta Europa, siano ormai radicate nell'opinione pubblica e abbiano risvolti decisivi nell'operato delle amministrazioni comunali e, in questo caso, anche in quello dell'amministrazione del Santuario. Il progresso delle conoscenze riguardanti la medicina e l'igiene, le sottili modificazioni e i "fenomeni nuovi" che danno un senso drammatico e personale alla tradizionale familiarità dell'uomo e della morte, corrispondono, volendo rivolgere la propria attenzione al caso di Oropa, proprio all'allontanamento delle sepolture nella basilica antica e alla prima creazioo sotto il chiostro grande su speciale conceto reale, e, successivamente, alla necessità dellun nuovo, impoo fuori dall'abitato: il cimitero monumentalero e proprio.
La seconda parte del lavoro introducee l'it seguito di questo cambiamento del rapporto a morte, alla costruzione e all'evoluzione del nuoumentaseguito al progetto di Ernesto Camusso, ai lzione e all'evoluzione inizialmente spontanea del successnte Cimitero SuL'obbiettivo è quello di comprovare la strra l'elemento architettonico e le nuove ideologie, fmergere il cambiamento avvenuto nel pensiero dell'opinione pubblica e nel nuovo diretto interventazione pubblica che si afriovicende inerenti al cimitero.
Successivamente ho analizzato i successivi progetti di ampliamento che si rendono necessari a partire dal XX secolo per via del grande successo riscontrato dal cimitero all’interno del territorio biellese. Si tratta di tutto l'iter progettuale che comprende i progetti non realizzati di Giovanni Feroggio, Crescentino Caselli, Giulio Feroggio e Nicola Mosso, per arrivare al definitivo ampliamento ad opera di Quinto Grupallo nel 1933.
Ho esteso infine la mia ricerca documentaria sino all'anno 1967, anno che decreta la costruzione dell'ultimo monumentale ampliamento di Alessandro Trompetto, ampliamento deliberato col concorso interregionale del 1958 a cui partecipano numerosi architetti non solo piemontesi.
In particolare, per lo sviluppo di tali tematiche, la consultazione della bibliografia esistente si è rivelata importante per comprendere l'aspetto ideologico e normativo e il "modus operandi" che a portato, nel XIX secolo, alla costruzione dei cimiteri Extraurbani europei, e quindi anche quello di Oropa.
Altrettanto fondamentale e basilare è però la poderosa ricerca archivistica svolta soprattutto all'Archivio Storico del Santuario, su cui si fonda interamente la conoscenza e lo studio delle vicende che interessano il cimitero monumentale di Oropa.
Il lavoro di ricerca si fonda proprio sulla necessità di approfondire e studiare questa argomento poco considerato. Mia intenzione è quella di far conoscere il cimitero monumentale di Oropa che, con le sue caratteristiche particolari dovute anche alla vicinanza al Santuario mariano più grande delle Alpi, merita di essere portato a conoscenza a fianco dei sicuramente più grandi ma non meno suggestivi cimiteri monumentali europei e italiani.
La conoscenza delle normative e delle ideologie che hanno portato al suo sviluppo, infatti, possono non solo aumentare la conoscenza e l'interesse verso altri cimiteri monumentali sino ad ora ingiustamente trascurati, sensibilizzando l'opinione pubblica di fronte al problema, che ora si fa sempre più stringente, della loro conservazione e del loro r
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