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Le coperture a struttura lignea, analisi del degrado, dissesti e consolidamenti

Giorgis, Giorgio Giovanni

Le coperture a struttura lignea, analisi del degrado, dissesti e consolidamenti.

Rel. Maria Ida Cametti. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2005

Abstract:

La tesi in oggetto è sostanzialmente divisa in due parti. - L'analisi dei dissesti e consolidamenti delle coperture. - Ricera dei sistemi di valutazione de! degrado delle strutture. L'analisi dei dissesti e consolidamenti delle coperture è costituita, sostanzialmente, dalla ricognizione di oltre 50 cantieri di manutenzione ordinaria o straordinaria delle coperture e delle solette. Si evincono una serie di problematiche tipiche delle strutture lignee e murarie che insistono nelle sopra indicate porzioni di fabbricato. L'analisi avviene caso per caso, evidenziando non solo i dissesti, ma anche le caratteristiche di ogni manufatto che insiste nel sistema architettonico di copertura e sottocopertura. I dissesti delle pareti, normalmente realizzate in mattoni pieni con diverse cotture, pietrame a boccia e malta di calce malamente idratata e gravemente magra, sono dovuti a slogature degli inerti, a sovraccarichi o all'azione congiunta delle sopraindicate casistiche oltre al procrastinato percolamento d'acqua meteorica. I dissesti delle travi di legno, sostenenti la copertura, sono dovuti generalmente dal degrado biologico portato da insetti xilofagi oltre ai congeniti ammaloramenti dovuti alle infiltrazioni di acqua o alla azione elastica della struttura lignea contro gli incastri a parete. Nello svolgimento della tesi, si evincono i principali metodi di consolidamento delle porzioni sopra indicate. Questi metodi hanno carattere fortemente particolare, al punto da non poter standardizzare delle metodologie, ma dei principi generali di approccio valutati in funzione delle esigenze reali di cantiere (fattibilità rapportata alle economie di intervento). Il testo prosegue con la seconda parte che rappresenta le ricerche di metodologie di valutazione del degrado biologico. Questa sezione, approccia al problema risolvendo una serie di difficoltà che fino ad ora hanno impedito una valutazione obiettiva dei degrado biologico ligneo. Infatti, attualmente sul mercato, vi sono metodi non distruttivi di valutazione, fortemente dipendenti dalla interpretazione dei dati ricavati con dispositivi che non permettono la valutazione oggettiva del degrado. I! più utilizzato di questi dispositivi è il Resistograph, un trapano con sensore di potenza che nell'atto penetrativo rileva le differenze di densità del legno. Si evincono, così, strati solidi e strati ammalorati definiti anche nella loro posizione. Il grave limite è che questa valutazione è oggettiva solo nell'immediato intorno del foro eseguito, ma per avere una mappatura completa del degrado bisognerebbe fare una serie di fori talmente fitta da compromettere le caratteristiche statiche del supporto ligneo. La ricerca dello scrivente si è rivolta verso metodologie ecografiche, risolvendo una serie di problemi che fino ad oggi hanno impedito l'utilizzo di detta tecnologia. I limiti superati sono stati quelli delle sonde, del supporto di contatto, e della gestione delle immagini di ritorno. Le sonde di rilevamento sono state riprogettate a partire dai piezoelettrici emittenti, con l'ausilio di un importante laboratorio preposto alla fabbricazione di dette tecnologie. Il gel di contatto è stato ricavato addensando del gel a base di acqua evitando così i classici gel troppo fluidi e con PH basico al punto da intaccare la superficie lignea. In merito all'analisi delle immagini riprodotte è stato preparato un procedimento a scansione in multilivello elaborato poi da un software in grado di tracciare il disegno matematico della porzione solida ammalorata. Si evince, così, per differenza, la dimensione lignea ancora staticamente efficace e, quindi, valutabile in termini assoluti. Il sistema di rilevamento ecografico, completo delle sue sonde (in oggetto di brevetto), sarà esposto al convegno internazionale sui sistemi di recupero del degrado ligneo che si terrà a Parigi nel prossimo giugno. In fine nel testo della tesi si tracciano le linee guida di un piano operativo di sicurezza adatto agli interventi sopra indicati evidenziando le tecniche di progettazione dei sistemi anticaduta a fune atti alla costruzione e manutenzione successiva delle coperture.

Relators: Maria Ida Cametti
Publication type: Printed
Uncontrolled Keywords: legno - coperture - degrado
Subjects: T Tecnica e tecnologia delle costruzioni > TE Tecnologia dei materiali
Corso di laurea: Corso di laurea in Architettura
Classe di laurea: UNSPECIFIED
Aziende collaboratrici: UNSPECIFIED
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/33
Chapters:

Capitolo I Tipologie e caratteristiche degli elementi da copertura

1. Storia ed oriaini delle coperture in laterizio

2. Perché un tetto a falde

3. Tipologie e caratteristiche degli elementi da copertura

4. Caratteristiche e modalità di posa di una copertura in laterizio

5. Termoigrometria delle coperture

6. Qualità dei prodotti, certificazioni e marchi di qualità

7. Tabella delle pendenze

Capitolo Il Analisi tipologica delle strutture di copertura

1. Analisi dello stato di fatto

2. La muratura

3. Legni di copertura

4. Faldaleria

5. Le solette di sottocopertura

6. Le controsoffittature di sottocopertura

7. Approccio al consolidamento

8. Indagini iniziali non distruttive

9. Indagini distruttive specifiche

Capitolo III Tecniche di indagine per la valutazione del degrado biologico nelle strutture lignee

1. Introduzione

2. Esame visivo

3. Tecniche di indagine non strumentali

4. Tecniche di indagine strumentali

5. Conclusioni

6. La ricerca e l'esperienza esecutiva

Capitolo IV I Consolidamenti

1. Consolidamento murario

2. Tecniche di consolidamento delle travi lignee di copertura

3. Tecniche di consolidamento delle solette

Capitolo V Rifacimento dei manto di copertura della chiesa de S.S. Pietro e Paolo

1. Introduzione

2. la documentazione di cantiere

3. La concessione edilizia

4. Computo metrico definitivo

5. Consolidamenti e ricostruzione

Capitolo VI L'Amianto

1. Introduzione

2. L'amianto

3. L'amianto nella storia

4. Pubblicazioni sull'amianto

5. Patologie connesse all'amianto

6. Impieghi dell'amianto

7. Le tecniche d'intervento per i materiali contenenti amianto

8. La certificazione della restituibiltà di ambienti bonificati

9. La bonifica delle coperture in cemento-amianto (eternit)

10. Prescrizioni generali di igiene e sicurezza del lavoro

11. Normativa di riferimento

12. materiali e metodi

Capitolo VII I sistemi di sicurezza

1. Introduzione

2. Sistemi provvisori di sicurezza e sistemi fissi di sicurezza

3. Conformità

3.1 Kit AE501

4. Documentazione tecnica

4.1 Principio generale

4.1.1 Utilizzo

4.1.2. Ancoraggio di estremità

4.1.3. Supporto intermedio

4.1.4. Cavo

4.2 Descrizione del prodotto

4.2.1 Presentazione

4.2.2 Riferimento alla normativa

4.2.3 Qualità dei componenti

4.3 Piastra di estremità AN5018

4.4 Assorbitore di energia AN5025/1

4.5 Tendicavi + serracavi AN5007/1

4.6 Supporto intermedio AN5005

4.7 Cavo in acciaio per linea di sicurezza AN51xx

4.8 Paletto standard

5. Procedure per l'installazione

5.1 Studio

5.2 Montaggio in loco

5.3 Prove di accettazione postmontaggio

5.4 Prove di accettazione di controllo

5.5 Prova dinamica

5.6 Prova statica

5.7 Condizioni particolari

5.8 Limite d'uso

5.9 Garanzia

5.10 Limiti della garanzia

5.11 Posa della linea

5.12 Fissaggio dei paletti di estremità

5.13 Installazione del supporto intermedio AE505

5.14 Installazione della piastra di estremità

5.15 Assorbitore di energia AN5025/1

5.16 Tenditore AN 5007/1

5.17 Montaggio del cavo

5.18 Montaggio della linea

5.19 Montaggio dei serracavi

5.20 Segnalazione

5.21 Utilizzo

5.22 Mantenimento e manutenzione

Capitolo VIII Il piano operativo di sicurezza

1. Il Piano Operativo di Scurezza per le opere di: "Restauro conservativo del manto di copertura della Chiesa parrocchiale S.S. Pietro e Paolo Apostoli e della relativa canonica a Torino 200

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