Aspettando Verona. Un’alternativa per i magazzini generali
Federica Grignolo
Aspettando Verona. Un’alternativa per i magazzini generali.
Rel. Pierre Alain Croset. Politecnico di Torino, Master of science program in Architecture Construction City, 2012
Abstract
"Terrain vague come luogo di memoria e opportunità nella città contemporanea. " Con il termine terrain vague il noto urbanista catalano Ignasi de Solà-Morales si riferisce alla forma dell'assenza all'interno della città contemporanea. Le aree abbandonate, gli edifici dismessi, gli spazi obsoleti e improduttivi sono i luoghi che rientrano in questa definizione. In seguito alle trasformazioni e alle innovazioni tecnologiche gli spazi della produzione perdono la propria funzione e lasciano grandi vuoti nella maggior parte delle città, sui quali è ecessario intervenire. Oggi, come ai tempi della ecentralizzazione della produzione, ci troviamo in un clima di recessione in cui nuovamente le fabbriche cessano la propria produzione, ma questa volta per non riaprire altrove.
La crisi è percepibile in maniera diversa nei vari settori del lavoro, ma proprio in questo clima si devono creare nuove opportunità
I "residui" industriali sono attualmente alcuni tra gli spazi urbani più stimolanti e singolari con cui un architetto si possa confrontare. Rappresentano sfide professionali appassionanti. Le tracce del passato industriale si fondono con i nuovi interventi, conservando i propri elementi significativi e distintivi, integrandosi con nuovi tessuti urbani. Il terrain vague diviene allora anche spazio della memoria poiché, come scrive Kevin Lynch, "/ residui sono pieni di informazione".2 Recuperando la memoria della città si vuole riattivare la sua capacità di ricordare il passato, che diventa punto di partenza per costruire futuri molteplici e aperti oltre la dismissione che non è altro che uno degli stadi possibili dell'evoluzione di una parte di città e non il suo stato finale. Si comincia a capire in questo modo l'importanza del contenuto a livello informativo di questi spazi che non sono quindi solo oggetti in stato di degrado più o meno avanzato ma residui di un bagaglio culturale e storico dotato di grande fascino, che deve essere analizzato attentamente per capire le dinamiche che lo hanno portato a tale situazione. Nonostante l'impressione di degrado e abbandono spesso prevalga, le tracce del tempo sono presenti nella società e nelle strutture che sono riuscite a sopravvivere, adattandosi al mutevole contesto a seconda delle esigenze che hanno via via incontrato. Così quella di terrain vague è solo una fase nell'evoluzione di tali luoghi, che devono essere letti prima di tutto nella loro potenzialità, come luoghi da recuperare o riutilizzare.Tali premesse consentono di introdurre l'oggetto del presente elaborato. Il lavoro intrapreso grazie al workshop internazionale di progettazione architettonica "Magazzini Generali Verona"3 svoltosi a Verona dal 4 al 7 ottobre 2011, è stato assunto come punto di partenza per lo sviluppo della tesi di laurea. L'area di interesse è quella degli ex-Magazzini Generali di Verona, ormai da anni in disuso e in cerca di una proposta valida per poter ritornare ad occupare un ruolo centrale nell'area sud della città. Nonostante diverse problematiche a livello viabilistico e strategico presenti nella città, negli ultimi mesi nell'area si è finalmente attivato qualcosa e l'immenso polo culturale che è destinato a diventare sembra essersi avviato, ma le funzioni previste non rientrano tutte in questa sfera. E' prevista la collocazione all'interno dell'area della sede dell'ordine degli Architetti e dell'ordine degli Ingegneri, l'Archivio di Stato, un auditorium da 2500 posti affidato all'arch. Mario Botta all'interno dell'edificio della Rotonda (ex-stazione frigorifera) e una sede della banca Unicredit nei quattro edifici rimanenti nella parte sud-ovest dell'area. Questi ultimi volumi sono stati assunti come oggetto della presente tesi, che, correggendo in parte le previsioni attuali propone un intervento di mix funzionale che renda l'area più attiva sull'arco delle 24 ore. Avendo passato un anno di Erasmus a Madrid ho potuto osservare e analizzare diversi interventi simili, in cui ex-edifici industriali sono stati reimmessi - con grande successo - nella vita cittadina. Ad esempio nel caso del MataderoMadrid, il comune ha riconosciuto le potenzialità degli spazi - oltre che il rischio legato ad un loro abbandono - e ha deciso di investire, di scommettere sul loro futuro. La varietà di nuove funzioni culturali che sono state introdotte ha permesso di riattivare queste zone dopo un lungo periodo di disuso. Gli ambienti, in continua evoluzione, ospitano oggi spazi dinamici ed eterogenei che offrono attività in parte gratuite cercando di attirare le utenze più svariate. L'interesse dell'elaborato per questa tipologia di spazi culturali, che sembrano ancora rari o poco conosciuti in Italia, è nato per due motivi: in primo luogo perché, avendo passato un periodo nella capitale spagnola, ho avuto occasione di conoscere a fondo la città e l'edificio; secondariamente perché sono venuta a conoscenza del MataderoMadrid tramite persone totalmente estranee al mondo dell'architettura, che me ne hanno parlato con entusiasmo, come di un luogo che loro stesse, seppur lontane da qualsiasi interesse in materia, trovavano "entusiasmante" e nel quale sono tornate più di una volta proprio per la curiosità nel vedere i continui cambiamenti e per poter sperimentare le diverse attività che accompagnano la riqualificazione. Lo stesso sentimento è stato condiviso dalle persone che ho portato con me a visitare il MataderoMadrid. Questo complesso insieme di funzioni - culturali, artistiche, didattiche - è stato analizzato nel corso della tesi, approfondito ed implementato fino ad abbracciare temi come il coworking e funzioni che ad essi potessero collegarsi in modo da accrescere ancora di più la varietà dell'offerta nell'area veronese; questo senza voler escludere del tutto la funzione di uffici a cui sono stati destinati i fabbricati, ma integrandola con attività più pubbliche. Tuttavia la valorizzazione dei quattro edifici non poteva essere considerata separatamente dal contesto circostante in continuo divenire. A partire dalla situazione urbana prevista, sono state delineate varie ipotesi di configurazione futura dell'area, tra le quali è stata scelta quella più coerente con il progetto di riqualificazione proposto.
- Abstract in italiano (PDF, 381kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 328kB - Creative Commons Attribution)
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