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La rifunzionalizzazione delle OGR

Brunetti, Mara

La rifunzionalizzazione delle OGR.

Rel. Michele Bonino, Giacomo Leone Beccaria. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2012

Abstract:

Per Torino il panorama industriale riveste un ruolo molto importante soprattutto durante il Novecento. Vengono costruiti diversi padiglioni industriali. 1 più noti sono il Lingotto e Mirafiori.

Si è formato così un patrimonio industriale di aree dismesse ampio e diffuso, con il quale la città è riuscita in modo diversificato a trame occasioni di rilancio e di riqualificazione.

Fra le tante figurano

[...] Le Officine ferroviarie lungo la linea verso Novara sono un esempio importante. Durante il loro periodo di funzionamento tali bellezze industriali influenzarono i piani urbanistici portando anche a notevoli trasformazioni del borgo in cui nascono e una crescita sociale di una parte della città di Torino. Tutto questo fiorire sociale ed economico si spegne al momento in cui la fabbrica raggiunge l'obsolescenza degli impianti e di conseguenza ne ha portato alla chiusura ...

I programmi d'espansione del Politecnico di Torino hanno proposto la demolizione delle officine, di cui un inatteso vincolo legato alla loro bellezza, ha consentito di conservarne qualche traccia. È rimasto così il padiglione a forma di H che prevede la presenza delle officine calderai a nord, officine per il montaggio locomotive a sud e la palazzina per uffici.

Purtroppo demolendo una buona parte del fabbricato è andata persa tutta l'importanza legata al patrimonio industriale.

Dopo tanto tempo in cui ci sono state discussioni e interventi su aree e suoli occupati dai manufatti della produzione industriale ormai abbandonati, dibattiti e schieramenti per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio industriale, oggi, finalmente si riscopre il valore della fabbrica e delle esperienze lavorative che vi erano, un tempo, racchiuse.

Con la presenza della fabbrica si assiste ad un cambiamento del borgo. Luoghi costretti a mutare e a diventare diversi da quelli che erano un tempo. Ciononostante la parte di stabilimenti esistente, può innescare un processo che porti alla valorizzazione di questo luogo e delle sue memorie storiche.

Progettare per il patrimonio industriale non significa solo restaurare e conservare immobili abbandonati, riqualificare e riutilizzare edifici a cui riproporre nuove destinazioni, demolire e sostituire ruderi e macerie allo scopo di "valorizzare" le aree, ma anche ripartire dallo stesso patrimonio industriale per un nuovo destino ancora industriale.

Le Officine possono e devono essere ricostruite grazie ad un progetto culturale chiaro e di una lunga durata, che consente di immaginare una nuova vita per questi luoghi senza dimenticarsi della loro identità.

È necessario operare affinché non vengano cancellate le tracce del rapporto anche formale fra insediamenti industriali ormai dismessi e città, in termini di paesaggio urbano, di morfologia edilizia, di assi e allineamenti. Ci si rende conto dell'importanza di questo approccio se si integrano i tradizionali metodi di analisi urbana con metodi legati alla percezione individuale o collettiva delle forme.

La scelta di un progetto di trasformazione per gli edifici rimasti del complesso industriale non può presentarsi solo come progetto architettonico, ma deve rivestire anche un ruolo urbano. Sarebbe opportuno costruire una vera identità e ideare una serie di strategie di sviluppo che rappresentino il significato del termine "patrimonio": cioè connubio tra storia e architettura.

Realizzare aule dedicate al Politecnico, come abbiamo pensato con il mio collega Paolo Marchisio e aree destinate alle attività performative come la musica e lo spettacolo danno una stesura sulle potenzialità che la città potrebbe esprimere nel futuro prossimo.

Per cui in conclusione credo sia importante affermare che le architetture industriali, siano la testimonianza dei saperi, dei valori e dello sviluppo industriale del nostro tempo, per cui meritino di avere la stessa attenzione e la stessa tutela in termini di conservazione integrata che può essere attribuita a qualsiasi altro edificio di analoga rilevanza.

Relators: Michele Bonino, Giacomo Leone Beccaria
Publication type: Printed
Subjects: A Architettura > AK Buildings and industry equipment
R Restauro > RC Restauro urbano
Corso di laurea: Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione)
Classe di laurea: UNSPECIFIED
Aziende collaboratrici: UNSPECIFIED
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/2793
Chapters:

Premessa

1 Casi studio

1.1 Tate Modern, Londra

1.2 Descrizione dell'edificio

1.3 Palais de Tokyo

1.4 Descrizione dell'edificio

1.5 Le Fresnoy

1.6 Descrizione dell'edificio

1.7 Rapporto tra OGR e casi studio

2 Le architetture dell'industria

2.1 Il ruolo dell'industria a Torino

2.2 La storia delle officine grandi riparazioni

2.3 Aspetto del manufatto

3 Il rapporto tra patrimonio industriale e territorio

3.1 Rapporto tra OGR e contesto urbano

4 Le tappe delle officine dalla loro dismissione ad oggi

4.1 La dismissione delle OGR

4.2 Le diverse ipotesi di riuso

5 Analisi dell'area

6 Il progetto

6.1 Tecniche costruttive adottate

6.2 La scelta del materiali per i box

6.3 La scelta dei materiali per la passerella

Conclusioni

Bibliografia

Sitografia

Ringraziamenti

Allegati:

tavola 1: Analisi dell'area

tavola 2: Stato di fatto

tavola 3: Il progetto piano terra

tavola 4: Il progetto piano primo

tavola 5: Il progetto piano secondo

tavola 6: Il progetto al 200

tavola 7: Il progetto al 200

tavola 8: Il progetto al 50

tavola 9: Lo spaccato

Bibliography:

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SITOGRAFIA

www.archweb.com

www.comunetorino.it

www.edilportale.com

www.gooele.it

www.lastampa.com

www.officinegrandiriparazioni.com

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