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Un albergo diffuso per il quartiere Borgo di Calatafimi

Papa, Giusy Irene

Un albergo diffuso per il quartiere Borgo di Calatafimi.

Rel. Riccardo Palma, Chiara Lucia Maria Occelli. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2015

Abstract:

Questo elaborato di tesi ha come ambito di studio la porzione di territorio localizzata ad ovest della Sicilia nel comune di Calatafimi in provincia di Trapani. Calatafimi fu uno dei 14 comuni destinatari dei provvedimenti più rilevanti che guidarono la ricostruzione a seguito del sisma del 1968 nella Valle del Belice. Subito dopo il sisma due quartieri del comune, Borgo e Circiara, furono dichiarati inagibili, impedendo per molti anni qualsiasi tipo di intervento di recupero. La tesi si concentrerà su uno dei due quartieri, il quartiere Borgo, quello che, probabilmente a causa della maggiore fragilità del costruito, subì i danni più rilevanti e che per più tempo rimase completamente abbandonato.

Quest'area della città è sicuramente importante per la comunità: ne sono testimonianza le numerose proposte progettuali che la coinvolgono, come ad esempio il progetto di tesi dell'architetto Girolamo Sciortino, o il progetto del Comune, mai realizzato, di localizzarvi un "quartiere albergo", o ancora il suo utilizzo, tra il 2001 e il 2005, come scenografia per il natalizio presepe vivente, successivamente collocato in altra area a causa del verificarsi sempre più frequente di crolli del costruito. Il mio stesso interesse manifesta l'affezione che la comunità, di cui faccio parte, nutre nei confronti di questo luogo.

Nonostante gli interventi puntuali di ristrutturazione o di ricostruzione ex—novo, che si sono verificati negli ultimi anni, il quartiere mostra in alcune zone più che in altre il persistere di un forte abbandono e degrado al quale va il merito, quanto meno, di aver mantenuto inalterati i caratteri salienti di questo contesto urbano.

Lo studio che è stato fatto, dunque, si configura come un'opportunità per la conoscenza di un territorio ricco di storia che si è stratificato nel tempo. Inoltre, grazie a tale ricerca è stato possibile elaborare un progetto di rifunzionalizzazione che trova i sui riferimenti nel territorio stesso.

Dunque, se nel primo capito sono state indagate le caratteristiche storiche e culturali del comune di Calatafimi e si cercato di inserire questo contesto all'interno del più ampio contesto provinciale, nel secondo capitolo ci si è soffermati sulle caratteristiche del quartiere oggetto di studio per capirne l'evoluzione storica sia a livello urbano che architettonico. Da tale studio è emerso che II quartiere oltre ad essere circoscrivibile, in quanto ammette dei limiti fisici più o meno definiti, presenta caratteristiche pressoché omogenee dal punto di vista d dei tracciati e dei manufatti. Nel capitolo tre è stata approfondita la conoscenza della destinazione d'uso prevista dal PRGC, cioè quella di "albergo diffuso". In conformità con tale previsione il progetto elaborato prevede l'inserimento nel quartiere di questa nuova forma ricettiva definita anche come "ospitalità diffusa" e caratterizzata dalla dislocazione in diversi edifici degli alloggi e dei servizi comuni purché questi siano gestiti in modo unitario.

Dopo aver cercato di comprendere i vantaggi e gli svantaggi di tale destinazione d'uso, grazie anche allo studio della normativa vigente relativa a questa nuova forma di ricettività si è passati alla fase progettuale.

Nel capitolo quattro si è cercato di individuare le forme territoriali capaci di fornire una concreta soluzione alle questioni di progetto. I riferimenti utilizzati sono stati sia l'area fortificata dell'antica città di Segesta, grazie alla quale è stato possibile definire il sistema dei percorsi e gli accessi al quartiere, sia la distribuzioni tipologica di alcuni complessi religiosi presenti nel tessuto urbano della città di Calatafimi. Quest'ultimo riferimento è stato utile per individuare alcune aree all'interno del quartiere in cui approfondire il progetto: in particolare sono state sviluppate con più precisione l'area ristoro, la reception e un' ostello.

Il progetto dunque si è sviluppato sia a livello urbano che architettonico. Nel primo caso il riferimento alla cinta muraria di Segesta ha permesso di determinare il sistema dei percorsi e degli accessi. Per quanto riguarda l'aspetto archi- tettonico, dopo aver analizzato le varie distribuzioni tipologiche dei complessi religiosi presenti nel tessuto urbano della città, si è cercato di rintracciare tali casistiche nel tessuto del quartiere considerando lo spazio della chiesa uno spazio comune all'aperto. A livello architettonico determinare le funzioni da inserire negli edifici esistenti e mettere questi in relazione con gli spazi esterni non è stato semplice soprattutto a causa dei dislivelli registrati dovuti l'irregolarità del suolo. Per risolvere tale problema progettuale sono stati inseriti degli elementi architettonici esterni che, oltre a rimandare con le loro forme agli absidi delle chiese o ancora ai chiostri di alcuni complessi religiosi, assolvono proprio il compito di connettere i locali degli edifici con gli spazi esterni comuni con l'obiettivo di enfatizzare l'importanza e il ruolo di questi luoghi.

Questi elementi si inseriscono dunque come un nuovo strato che cerca di dialogare con gli strati esistenti.

E' un progetto del nuovo che si inserisce nell'antico, che non vuole eliminare gli strati passati ma cerca di legarsi con essi per accrescerne il loro valore.

Relators: Riccardo Palma, Chiara Lucia Maria Occelli
Publication type: Printed
Subjects: A Architettura > AF Buildings and equipment for leisure, social activities, sport
U Urbanistica > UK Pianificazione urbana
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città
Classe di laurea: UNSPECIFIED
Aziende collaboratrici: UNSPECIFIED
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/2675
Chapters:

Premessa

Abstract

Capitolo 1. Uno sguardo verso il territorio

1.1 Inquadramento territoriale

1.2 Inquadramento Storico

1.3 I contesti urbani di Calatafimi

1.4 Calatafimi nodo di una rete territoriale

1.5 Considerazioni finale

Capitolo 2. Il quartiere Borgo

2.1 II quartiere "Borgo"

2.2 Analisi morfologica

2.3 Analisi tipologica

2.4 Analisi dei materiali e degli elementi architettonici

2.5 Stato di fatto

2.5.1 Carta dello stato d'uso

2.5.2 Carta della consistenza fisica

2.5.3 Carta delle elevazioni

2.6 Un futuro per il quartiere

Capitolo 3. Una nuova destinazione d'uso: l'ospitalità diffusa

3.1 Destinazione d'uso ricettiva

3.1.1 Modelli di riferimento in ambito ricettivo

3.2 Cos'è un AD

3.3 A chi si rivolge

3.4 Requisiti

3.5 Processo di realizzazione di un AD

3.6 Elementi che compongono un AD

3.7 Specializzazioni dell'AD

3.8 Storia dell'AD

3.9 Alcuni esempi

3.10 La normativa sull'AD

3.10.1 Legge Regionale 2 agosto 2013, Regione Sicilia

3.11 Considerazioni finali

Capitolo 4. Ripartire dal territorio: il Progetto di recupero e valorizzazione

4.1 II progetto

4.2 II programma di progetto

4.2.1 Funzioni destinate ai residenti

4.2.2 Funzioni destinate agli ospiti

4.3 II sistema fortificato dell'antica città di Segesta come soluzione progettuale del sistema distributivo del Borgo

4.3.1 Le soluzioni progettuali

4.4 II sistema dei complessi religiosi nel tessuto urbano cittadino

come soluzione progettuale

4.5.1 Soluzioni progettuali

Conclusioni

Bibliografia

Ringraziamenti

Bibliography:

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- C. Occelli "Un Castello, mille castelli. L'importanza delle cose nel progetto di restauro." In Croci, "Conservazione e restauro strutturale dei beni architettonici", CittàStudi, Novara 2012, pp. 395-422.

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Articoli

- G. Strappa,...., Corriere della Sera, 3 Agosto 2013

- A. Bini, Il progetto Sextantio: l'effetto Toscana nell'Abruzzo aquilino, Il Sole 24 Ore, 25 giugno 2003

Sitografia

www.alberghidiffusi.it

www.albergodiffuso.it

www.treccani.it

www.sextantio.it

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