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OHH: Zero Plastic To Drink. Come bere acqua riducendo l’inquinamento marino da plastica usa e getta: un approccio sistemico verso un consumo consapevole. = OHH: Zero Plastic To Drink. How to drink water while reducing marine pollution from disposable plastic: a systemic approach toward conscious consumption.

Cecilia Padula

OHH: Zero Plastic To Drink. Come bere acqua riducendo l’inquinamento marino da plastica usa e getta: un approccio sistemico verso un consumo consapevole. = OHH: Zero Plastic To Drink. How to drink water while reducing marine pollution from disposable plastic: a systemic approach toward conscious consumption.

Rel. Silvia Barbero. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Design Sistemico, 2021

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Abstract:

Ogni anno, milioni di tonnellate di rifiuti e altri inquinanti entrano nell'oceano. L'inquinamento ambientale è oggi considerato uno dei principali problemi per quanto riguarda la salvaguardia del nostro ecosistema. Le valutazioni della composizione dei rifiuti in diverse regioni marine mostrano che la plastica rappresenta la maggior parte dell'inquinamento complessivo dei rifiuti. Gli articoli di plastica monouso rappresentano circa il 32,94% del totale dei rifiuti marini (inclusi gli articoli non di plastica) presenti sul fondo del Mediterraneo. I più comuni articoli monouso in plastica ritrovati durante programmi di censimento sono stati le bottiglie per bevande. Nel contesto internazionale attuale si registra una sempre crescente attenzione verso una corretta idratazione, che si inserisce in un contesto generale di promozione di stili di vita e abitudini alimentari più sane e a minore impatto, tuttavia, sono ancora tanti i consumatori che non riescono a rinunciare alla comodità “usa-e-getta” delle bottiglie di plastica. Dai dati Ismea relativi al 2019, l’Italia si conferma al terzo posto nella classifica mondiale, dopo Messico e Thailandia, per il consumo di acque minerali in bottiglia. Il 71% dei volumi di vendita totali riguarda l’acqua naturale: circa 7 miliardi e 200 mila bottiglie acquistate nel 2019. L’acqua naturale, tuttavia, è disponibile capillarmente su tutto il territorio nazionale grazie al servizio idrico integrato: l’acqua dell’acquedotto, in Italia, è generalmente di buona qualità, rispetta i severi parametri previsti dalla normativa nazionale ed europea ed è sottoposta fino a 2900 controlli al giorno. Il progetto mira a favorire la nascita di un sentimento di fiducia e fidelizzazione nei confronti del servizio coinvolgendo attivamente i consumatori creando un clima partecipativo e di condivisione dei risultati raggiunti dai singoli e dalla rete, in termini di plastica risparmiata e benefici per l’ecosistema, coinvolgendo gli attori del territorio portando benefici economici, ambientali e sociali. Il progetto ha come obiettivo principale stimolare il consumo di acqua di rete, da parte del consumatore, in qualsiasi momento della giornata attraverso l’uso di una borraccia, tenendo traccia delle abitudini di idratazione grazie ad una interazione hands-free tra utente e sistema di tracciamento. Risulta necessario ai fini di una crescente e capillare sensibilizzazione dei consumatori, il coinvolgimento degli attori locali, opinion leader e decision-maker pubblici a diversi livelli affinché si possa raggiungere un engagement superiore che porti al raggiungimento dei bisogni latenti degli utenti e degli obiettivi progettuali prima su piano locale e successivamente sia in grado di espandersi in un’ottica di superamento del paradigma dell’”usa e getta”.

Relators: Silvia Barbero
Academic year: 2020/21
Publication type: Electronic
Number of Pages: 149
Subjects:
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Design Sistemico
Classe di laurea: New organization > Master science > LM-12 - DESIGN
Aziende collaboratrici: UNSPECIFIED
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/19210
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