Il decentramento della gestione museale e i relativi standard
Marina Dal Gobbo
Il decentramento della gestione museale e i relativi standard.
Rel. Cristoforo Sergio Bertuglia, Andrea Stanghellini. Politecnico di Torino, Laurea course in Architecture, 2003
Abstract
La gestione e' un tema molto complesso, ricco di aspetti, privo di una definizione. La legge stessa, che regola la gestione dei musei, non ha mai individuato in modo chiaro cosa sia la gestione.
Con il decreto legislativo n0 112 del 1998 viene per la prima volta definito questo termine, in quanto introducendo il decentramento si ritiene fondamentale chiarire cosa sia la gestione.
Il decentramento, attuato a partire dalla leggi Bassanini, nel campo dei beni culturali, prevede il trasferimento della gestione dei musei statali alle Regioni. Questo avviene però lasciando la proprietà dei musei allo Stato e suddividendo le funzioni in questo modo allo Stato resta la tutela, alle Regioni la gestione di alcuni musei, a entrambi la valorizzazione e la promozione dei beni culturali.
Per definire le modalità del trasferimento viene incaricata la Commissione paritetica di redigere un elenco di musei da trasferire.
Per esercitare il trasferimento, secondo quanto previsto dal decreto n0 112, devono essere rispettati alcuni standard e i criteri tecnico-scientifici per garantire un adeguato livello di fruizione dei beni. Inoltre gli standard diventano la base per valutare caso per caso se trasferire o meno i musei alle Regioni. Per tali motivi la Commissione ha fatto la scelta di definire gli standard e i criteri tecnico-scientifici lasciando cosi aperta la formulazione dell'elenco~che finora non ha trovato una conclusione.
Gli standard, requisiti minimi per dare qualità al museo, sono introdotti per alcuni motivi: il decentramento, con il decreto n0 112; la richiesta di qualità ed efficienza, da parte del pubblico; il processo di razionalizzazione, avviato con i modelli di gestione totale per la qualità.
Gli standard sono importanti perche diventano una metodologia per esercitare la gestione della cultura ma al tempo stesso aprono una serie di problemi, che non hanno trovato una risposta, primo tra tutti la difficoltà della loro applicazione a musei molto diversi tra loro.
Nel 1 capitolo viene analizzata la gestione toccando i molteplici aspetti che in essa rientrano: l'organizzazione, la gestione dei servizi offerti, la gestione del personale, il marketing, la gestione della struttura fisica, la gestione delle risorse finanziarie, la scelta della formula gestionale e istituzionale del museo.
In seguito vengono trattate le carenze della situazione italiana e la possibile soluzione attraverso l'introduzione di elemenù di managerialità, di una logica economica. Per seguire la managerialità, la gesùone sta cambiando andando incontro a una riorganizzazione del sistema pubblico: si va verso il decentramento della gestione
Nel 2 capitolo viene trattato il decentramento nel campo dei beni culturali.
Nella storia sono presenti due tentativi di decentramento: negli anni 46-50 con l'Assemblea Costituente e negli anni '70 con la nascita delle Regioni.
Si arriva al 1997 con le leggi Bassanini: la n0 59, prevede il trasferimento delle flinzioni dal centro alla periferia, in base al principio di sussidiarietà, e la n0 127, afferma che il Governo può prevedere il trasferimento della gestione dei musei statali alle Regioni.
Il decreto n0 112 del 1998, che affronta i beni culturali al Capo V suddiviso in 8 articoli, riprende le leggi Bassanini ma ha degli aspetti innovativi: (i) i beni culturali sono accostati alle attività culturali; (ii) le funzioni dì tutela, gestione, valorizzazione e promozione trovano una definizione; (iii) la gestione e la promozione sono nuove attività per la tradizione dei beni culturali.
Nel capitolo 3 si mette in relazione la qualità e i sistemi museali attraverso la definizione degli standard.
Il discorso prende avvio analizzando la qualità. Per avere qualità il museo può rivolgersi ai modelli Total Quality Management, modelli gestionali che valutano la qualità del museo per migliorare il suo servizio e di conseguenza la qualità della vita. Per valutare la qualità si ricorre agli standard.
Osservando le esperienze internazionali, l'Accreditation in America e il Registration Scheme nel Regno Unito, i musei italiani vogliono migliorare la qualità della gestione adottando gli standard. Così dal 1998 nasce un gruppo di lavoro con il compito di formulare una proposta di standard. Questo gruppo amplia il suo lavoro, seguendo le richieste del Ministero che lo invita a pensare più in generale alla gestione. Pertanto gli standard vengono definiti per tutti gli aspetti del museo e per tutti i musei.
I risultati di questo lavoro sono il documento 'Standard per i musei italiani' del 1999 e il documento 'Atto di indirizzo sui criteri tecnico scientifici e sugli standard di ffinzionamento e sviluppo dei musei' del 2001.
L'Atto riprende il documento del 1999 ma ha degli aspetti che lo connotano; (a) ha un contenuto effettivamente più ampio rispetto a quanto previsto dal decreto n0 112 del 1998; (b) è flessibile per potersi adattare alle diverse situazioni museali; (c) ci sono norme obbligatorie,norme volontarie.
La definizione degli standard è un tema ancora in atto che lascia aperto il problema di come gli standard saranno applicati alle diverse realtà museali. Ciò nonostante si può considerare questo documento come un punto di partenza che rende concrete alcune considerazioni previste già nel documento del 1999 e consente agli standard di avviare un processo di auto-valutazione al quale ogni museo si deve sottoporre per adeguarsi ai requisiti previsti.
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Publication type
Corso di laurea
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