SPAZIO E CLIMA IN UN CENTRO RELIGIOSO A CENTO METRI D'ALTEZZA
Barbara Pellandino
SPAZIO E CLIMA IN UN CENTRO RELIGIOSO A CENTO METRI D'ALTEZZA.
Rel. Pierre Alain Croset, Stefano Paolo Corgnati. Politecnico di Torino, Master of science program in Architecture (Construction), 2010
Abstract
1.1 INTRODUZIONE: L'UNITA' DI PROGETTO
In questo primo capitolo viene presentato il progetto su cui si basa l'intero lavoro. Si tratta di una torre progettata durante l'Unità di Progetto "Struttura e forma costruttiva - Una torre multifunzionale a Parigi", tenuta dal Prof. Pierre-Alain Croset e dal Prof. Paolo Napoli1.
La tematica centrale del progetto è una torre multifunzionale con struttura in travi parete. Parliamo quindi di un lavoro a carattere pubblico, che in un certo senso vuole giustificarne le dimensioni, la forma e il carattere architettonico che ne deriveranno. La tipologia strutturale che è stata Impiegata, le travi parete, consentono di creare come delle "scatole", aggettanti da nuclei di sostegno. All'interno, gli spazi sono completamente liberi, poiché queste travi svolgono il ruolo portante. Inoltre, i volumi risultano orientati, gli uni rispetto agli altri, di 90°, e si possono ottenere grandi sbalzi, che sembrano quasi sospesi in aria.
Il sito di progetto parigino scelto per questo lavoro è ampiamente caratterizzato da trasformazioni urbane, che durano ormai da 15 anni. Si tratta infatti dell'estremità orientale della ZAC Paris Rive Gauche, verso il comune di Ivry. Proprio sulla base di queste trasformazioni urbane si sono aperti molti dibattiti sulla necessità o meno di costruire torri ed edifici alti nel centro di Parigi.
La ZAC Paris Rive Gauche, partita nel 1991, rappresenta una delle più grandi trasformazioni urbane mai effettuate a Parigi. Si tratta della riconversione di un'area ferroviaria (130 ettari), che dovrebbe concludersi nel 2015, con un ampio e articolato programma funzionale: alloggi, uffici, spazi per l'Università, servizi pubblici di quartiere, uno spazio per la Nuova Biblioteca Nazionale, attività commerciali, parchi e giardini, attrezzature ferroviarie, una chiesa e una piscina galleggiante sulla Senna. Come si può facilmente intuire dalle dimensioni previste per il progetto, l'intento è quello di creare un nuovo polo economico e universitario nella zona Est di Parigi. Le problematiche principali che si vogliono risolvere con questo piano sono la sistemazione delle zone attorno alla stazione d'Austerlitz, il disegno della sezione stradale della nuova Avenue de France, la trasformazione e riconversione di alcuni edifici industriali e infine la relazione tra Parigi e Ivry-Sur-Seine, rispetto al Boulevard Pèriphèrique3. Viste le dimensioni del programma, è stato necessario frazionario, affidando a diversi architetti le varie parti, e ottenendo in questo modo una forte eterogeneità delle forme urbane ed architettoniche. La parte in cui è stato deciso di collocare la nostra torre è denominata Massèna Bruneseau, ed è posizionata all'estremità sud dell'Avenue de France, proprio di fronte alla città di Ivry. Il progetto curato da Yves Lyon4 (dell'Atelier Lion), per questa parte, prevede di creare un giardino belvedere al di sopra dei binari, che comprenderebbe anche una nuova linea di tram e tenterebbe di integrare le grandi infrastrutture che si trovano li vicino, come il Boulevard Pèriphèrique. In linea generale, l'intenzione è quella di mettere in comunicazione l'urbanizzazione dei due comuni limitrofi. Le idee e i progetti portati avanti da Yves Lyon per questa zona di Parigi hanno riportato fortemente all'attualità il tema delle costruzioni in altezza. Di conseguenza sono state rimesse in gioco tutte le leggi sino ad allora utilizzate per questa tipologia di costruzione (che prevedeva altezze massime di 37 metri). Si constatava una forte volontà di aprirsi a nuove forme architettoniche, cercando però di rispettare i dubbi e le perplessità dell'opinione pubblica. L'intento era quello di utilizzare questi nuovi edifici in aree di Parigi poco o male urbanizzate. Tra il 2006 e il 2007 si riunì un gruppo di lavoro, voluto dal sindaco Bertand Delanoé, per lavorare sulla tematica "costruzioni in altezza". Il gruppo era formato da architetti, urbanisti, politici, economisti e rappresentanti delle associazioni di quartiere. Dagli incontri si è ricavato un forte interesse nel voler diversificare le altezze degli edifici, con una deroga rispetto ai 37 metri. Questo è lo schema che si decise di seguire:
- Gli edifici di altezza fino ai 50 metri (15 piani) sono destinati alla residenza e all'edilizia popolare. L'obiettivo è quello di ottenere in 6 anni 27000 alloggi, di cui il 50% da destinare all'edilizia popolare.
- Puntualmente verranno realizzati edifici più alti (altezza massima 150 - 200 metri), da utilizzare per attività terziarie o grandi attrezzature pubbliche.
Prendendo in considerazione tutti questi elementi, il corso chiedeva di progettare un edificio a torre, con un'altezza di circa 100 metri.
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