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TORINO CLASSE CREATIVA

Cercaci, Walter

TORINO CLASSE CREATIVA.

Rel. Pierre Alain Croset, Valeria Minucciani. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione), 2010

Abstract:

L'arte contemporanea affascina chiunque abbia avuto la possibilità di visitare un'esposizione almeno una volta nella vita. Affascina perché attinge dalla vita quotidiana i concetti per lo sviluppo di un' opera e con essi gioca e li modifica fino a renderli talvolta irriconoscibili. Comunica un pensiero o un'esperienza dettata dal personale percorso formativo dell'artista. La missione è quella di dover arrivare a tutti, cosa che purtroppo avviene poche volte, senza cadere nella banalità o senza avere la pretesa di dover conoscere tutte le opere dell'artista per capirne solo una. Un problema sempre più frequente dell'arte contemporanea, da sempre raccolta nel suo "mondo parallelo" fatto di artisti, curatori, galleristi, direttori artistici, uffici stampa, collezionisti, critici che sembrano parlare lingue astruse fatte di idee effimere e talmente astratte da rendere impossibile la loro concretizzazione. Un "mondo parallelo" che sembra però non volersi aprire alla vita quotidiana, fatta di appassionati e semplici curiosi che non potranno mai capire il metodo di lavoro che porta ad opere talmente semplici quanto complesse e tanto meno i concetti alla base delle stesse. Ho sempre avuto una passione per l'arte contemporanea, quella, però, strettamente legata ai luoghi in cui nasce e vive, direttamente connessa con la città e i suoi input. La mia passione è cresciuta con i viaggi e con un periodo di studio a Berlino dove ho visto una differenza sostanziale con la città in cui sono nato. Si respira un'aria diversa, fatta di un via vai di persone incredibile, un mix di situazioni, esperienze, idee e apertura mentale che portano talvolta al delirio nonostante la gestione "tedesca" della città. L'arte contemporanea è vissuta in città e non in galleria o nei musei. I graffiti, le sculture, le manifestazioni, gli spazi occupati fulcro di un movimento culturale radicato e in collaborazione con le istituzioni. La capacità delle stesse di sfruttare movimenti culturali underground dando loro la possibilità di portare avanti esperienze è estremamente interessante. Hanno forse capito che è tramite la spontanea organizzazione di persone con idee comuni che la sperimentazione può andare avanti. Lo scambio di esperienze di vita quotidiana può portare ad una comunicazione dell'arte contemporanea più semplice e più diretta per tutti.

Torino ha sempre puntato sull'innovazione nel campo dell'arte e sulla costruzione di un mercato basato su di essa nonostante tutti la ricordino soltanto per la working class dell'automobile.

Altissima è l'esempio più eclatante: la fiera d'arte contemporanea più importante d'Italia diretta dal 2007 da Andrea Bellini, classe 1971. Un giovane, quindi, diventato direttore del Castello di Rivoli da qualche mese e che son curioso di capire come sfrutterà quest' occasione, speranzoso che porti aria fresca, idee nuove e una comunicazione differente che richiami I' attenzione di Torino verso Rivoli.

Dopo l'esperienza erasmus a Berlino, tornato in Italia ho iniziato a seguire con maggior interesse la situazione torinese dell'arte contemporanea e per la prima volta ho visitato Artissima. Credo che la manifestazione possa riassumere in qualche ora di visita la situazione della città e dell'Italia: un supermercato che i più facoltosi visitano alla ricerca di un giovane su cui investire, collezionisti pronti a firmare assegni a sei zeri, galleristi in preda alle relazioni personali più disparate ma poca, pochissima gente "normale". Un mondo, lo ribadisco, chiuso in se stesso con i suoi canali e i suoi ritmi.

Parallelamente da qualche anno a questa parte di sta verificando un situazione estremamente interessante. Nascono spazi gestiti direttamente da curatori e artisti, aggregatisi per uno scambio di esperienze e idee dove la sperimentazione e la divulgazione dell'arte contemporanea è il fine ultimo. Sono spazi indipendenti dal mercato dell'arte, che operano nel settore del "no profit" dove non esiste compravendita di opere. Il loro lavoro è decisamente differente ma complementare a quelle degli spazi istituzionali. Un modo nuovo di operare slegato da meccanismi di mercato imposto da galleristi o direttore artistici in cui il lavoro dell'artista si sviluppa in stretta collaborazione con il team di lavoro dello spazio espositivo. Nel settembre 2008, nasce a Torino lo "spazio progetto" Crip-ta747 nel quartiere PortaPalazzo all'interno della Galleria Umberto I. Dire "Porta Palazzo" e "Balon" sotto la Mole non è come nominare due qualunque dei quartieri nei quali, secondo una toponomastica tradizionale, si divide abitualmente la città, ma significa evocare un piccolo mondo con caratteristiche proprie e inconfondibili nel contesto urbano. Anche se sono scomparsi molti elementi che in passato ne facevano quasi un paese nel cuore della città, anche se distruzioni e sventramenti ne hanno assai cambiato il volto primitivo, questi rioni conservano ancora un enorme fascino. Il "Balon" appunto, il mercato delle pulci per eccellenza in questa città, l'unico posto dove puoi comprare un divano, un chiodo arrugginito, un fornello, una scarpa bucata e una Barbie bruna, tutto nello stesso giorno e alla stessa bancarella. Lavorano con la formula della residenza che gli permette di collaborare direttamente con l'artista che ospitano per creare opere direttamente connesse con la città, il quatiere e lo spazio espositivo. L'esperienza professionale all'interno del team di Cripta747 mi ha permesso di capire meccanismi di lavoro e di gestione elaborati. La possibilità di lavorare a stretto contatto con artisti internazionali con i quali condividere idee e renderle reali, rapportandosi allo spazio e alla sua architettura. Contenitore di esperimenti utilizzato da supporto e scenografia, con una sua storia evidenziata dal degrado del tempo passato. Idee e voglia di portare la sperimentazione ad un livello più alto cercando di coinvolgere la città e i suoi abitanti con progetti di interazione tra le parti. Concetti, questi, condivisi da tutto il settore del "non profit" per l'arte contemporanea ma, soprattutto, da quegli spazi gestiti dagli artisti per gli artisti. Queste motivazioni mi hanno spinto a cercare e confrontarmi con altre associazioni simili allo "spazio progetto Cripta747". Simili per la gestione del lavoro e degli spazi espositivi: rifunzionalizzazioni di garage, di scantinati, di tram abbandonati, di magazzini del sale. Spazi in cui gli allestimenti rientrano indubbiamente in una interpretazione dello spazio espositivo come scrittura critica e contrasta altrettanto palesemente con un'interpretazione di esso quale brillante contenitore indifferenziato. Condivido con loro la necessità di creare nuovi canali di sperimentazione per l'arte contemporanea che aiutino i giovani artisti ad emergere. Nuovi luoghi per condividere esperienze e progetti.

Da qui l'idea di creare un polo artistico nel quartiere di Porta Palazzo, nello stesso isolato in cui è nato lo "spazio progetto" Cripta747 con il recupero di un edificio storico di proprietà dell'Ordine Mauriziano attualmente lasciato in stato di abbandono da leggi di mercato che rendono difficile un investimento su di esso. Un contenitore in cui progettare residenze, studi e spazi espositivi dove una "flessibilità temporale" possa portare lo stesso studio a diventare spazio espositivo durante gli open day del progetto. Un box di esperienza diverse caratterizzato dalla vita comune degli artisti e dal loro lavoro, dove la condivisione di alcuni ambienti possa favorire una collaborazione tra le parti creando un ambiente di lavoro collettivo. Il progetto si è sviluppato come un'appropriazione dell'edificio e dei suoi spazi, senza intaccare la sua storia ma cercando di utilizzare la preesistenza in tutto e per tutto. Ho voluto tenere l'edificio il più possibile simile all'originale come testimonianza di chi prima di me ha voluto esprimere la sua creatività negli affreschi o nella scelta dei pavimenti. Un intervento rispettoso della storia, portando avanti l'idea che il mio progetto vuole essere una rifunzionalizzazione e che a caratterizzare gli ambienti saranno le attività al loro interno. Lasciare libertà all'artista di poter sfogare la sua creatività non solo con il suo lavoro ma anche nella sua vita privata è essenziale. Un modo di far vivere l'edificio come una continua evoluzione dei suoi spazi, che ad un livello zero di arredo saranno portati da alcuni artisti a prendere forma in maniera totalmente casuale per poi ritornare al livello di partenza e così via. Una scelta dettata dalla voglia di poter far vivere al pubblico il lavoro e la vita degli artisti invitati, tramite un percorso da studio a studio passando per gli spazi comuni in cui, anche solo per alcuni istanti, ci si possa soffermare con l'artista per un confronto. Con la convinzione che il dialogo possa portare ad un flusso maggiore di interessati alla sperimentazione con l'arte contemporanea e con il quartiere che abita. Un quartiere contenitore di realtà differenti, dove le parole d'ordine sono cooperazione e integrazione e dove anche Cripta747 rappresenta una parte di questo contenuto.

Relatori: Pierre Alain Croset, Valeria Minucciani
Tipo di pubblicazione: A stampa
Soggetti: A Architettura > AO Progettazione
G Geografia, Antropologia e Luoghi geografici > GG Piemonte
Corso di laurea: Corso di laurea specialistica in Architettura (Costruzione)
Classe di laurea: NON SPECIFICATO
Aziende collaboratrici: NON SPECIFICATO
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/1769
Capitoli:

INTRODUZIONE

CRIPTA747

"Coriandoli", El Tono

"W", Olivier Kosta Thefaine

NO PROFIT

Cripta747, Galleria Umberto I int.29, Torino

Progetto Diogene, via Napione 19 bis, Torino

beBOCS Box Of Contemporary Space, via Grimaldi 150,150 / 95121, Catania

Zelle Arte Contemporanea, Via Matteo Bonello n 19 / Via Fastuca n 2, Palermo

S.a.LE. DOCKS, Zattere-Sestiere Dorsoduro 265, ViaBonello n19, Venezia

Gum Studio, via Apuana 3, Carrara

Glossario "no profit"

PROGETTO

Isolato Santa Croce

Inquadramento area di progetto

Documentazione Storica

Concept

Contenuto e contenitore

Flessibilità progettuale, flessibilità d'uso e flessibilità nel tempo

Flessibilità d'uso a superficie costante e a superficie variabile

Schemi funzionali di progetto

Approfondimento tecnologico

Elaborati grafici

BIBLIOGRAFIA

Bibliografia:

D.Bernini, "Colloqui con Franco Minissi sul Museo", Edizioni De Luca, Roma, 1997

S.Polano, "Mostrare", Lybra Immagine, Milano 1988

F.Minissi, S.Ranellucci PRIVATE, "Museografia", Bonsignori, Roma 1992

G.Picco, A.Osello, R.Rustichelli, "Torino isolato Santa Croce nobile palinsesto urbano", Celid, Torino, 2000

A.Huber, "II Museo italiano", Lybra immagine, Milano 1997

A.Forti (a cura di R.Melucci, S.Nardini), "Orientamenti di museografia", Pontecorboli, Firenze 1998

M.C.Ruggieri Tricoli, M.D.Vacirca "L'idea di museo", Lybra Immagine, Milano 1998

G.C. Portaluppi, "La Basilica Mauriziano a Torino. Note di storia e d'arte", Milano 1978

Baricco, Torino descritta, Edizioni l'Artistica Savigliano, Savigliano 1988

M.F.Roggero, "II museo : dal taccuino dell'esperienza", Editori Riuniti, Roma 1999

L.Basso Peressut "II museo moderno", Lybra Immagine.Milano 2005

V.Minucciani (a cura di), "Il museo fuori dal museo", Ed. Lybra Immagine, Milano 2005

Autori Vari, "73 Musei", Ed. Lybra Immagine, Milano 2007

M.Costanzo, "Museo fuori dal museo", Franco Angeli, Milano, 2007

S.Ranellucci, "Allestimento museale in edifici monumentali", ed. Kappa, 2005

Siti internet

http://www.teknemedia.net

http://www.exibart.com

http://undo.net/Pressrelease

www.cripta747.blogspot.com

http://www.progettodiogene.eu

http://www.brownmagazine.it

http://www.marsmilano.com

http://www.bebocs.it/bebocs

http://www.zelle.it

http://www.26cc.org

http://www.luciefontaine.com

http://www.lambrettoartproject.com

http://www.saledocks.org

http://www.cascoprojects.org

http ://www.sparwasserhq. de

http://artswap-europe.eu

http://rum46.dk

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