Rigenerare le periferie : un confronto fra paesi europei
Silvia Vacchetta
Rigenerare le periferie : un confronto fra paesi europei.
Rel. Agata Spaziante. Politecnico di Torino, Master of science program in Architecture (Construction), 2010
Abstract
Il seguente lavoro di tesi nasce da una ricerca condotta all'interno del seminario disciplinare "Strategie e progetti di trasformazione territoriali" durante il quale intrapresi il lavoro di analisi sulle periferie e in particolare sulle politiche di riqualificazione per le periferie italiane, francesi e olandesi. In questa fase è emerso un aspetto molto importante: pur trovandoci in contesti geografici, economici, politici e sociali a volte anche molto diversi fra loro, tutte le azioni delle amministrazioni prese in esame sono state mirate ad ottenere obiettivi comuni. Infatti in tutti i casi analizzati è stata riscontrata una particolare attenzione a cinque aspetti principali:
- riqualificazione edilizia;
- riqualificazione degli spazi pubblici;
- ridefinizione delle reti dei trasporti;
- rigenerazione sociale;
- rigenerazione economica.
Questi possono essere considerati degli indicatori di qualità rispetto ai quali valutare un intervento di riqualificazione. Gestire e coordinare tutti questi aspetti significa garantire un buon risultato al processo di trasformazione; in questo modo gli indicatori di qualità forniscono un metro di giudizio rispetto agli esiti dell'intervento, ma anche una sorta di griglia di base sul quale impostare un'azione di riqualificazione. Possono quindi essere utilizzati all'inizio e alla chiusura di qualsiasi intervento di rigenerazione: all'inizio per dettarne le linee guida, i principi secondo cui agire ed intervenire, alla fine per stabilire se gli obiettivi che inizialmente ci si era prefissati sono stati raggiunti e per darne un giudizio realistico.
Si tratta di un tema molto attuale, del quale si sente spesso parlare nei dibattiti nazionali e internazionali. Delineare un'azione strategica per la rigenerazione delle aree periferiche è molto importante, perché fornisce gli strumenti adeguati per garantirne la buona riuscita. A livello nazionale l'Associazione Aree Urbane Dismesse si è sempre interessata dell'analisi delle periferie per avanzare proposte concrete di gestione e sviluppo. L'idea di fondo è che nell'amministrazione della città le politiche di trasformazione e rigenerazione devono assumere caratteri di priorità, attraverso il riconoscimento dello specifico valore strategico, politico, economico e sociale, che tali interventi assumono nei contesti urbani. Una politica di qualità governa i processi degli interventi urbani in modo programmatico, definendo strategie di rigenerazione che tengano conto del tempo che caratterizza i processi urbani, considerando non solo gli obiettivi da raggiungere a breve termine, ma prevedendo le conseguenze e i cambiamenti che ogni progetto urbano porta al contesto nel futuro. L'Associazione Aree Urbane Dismesse, attraverso la Carta AUDIS della Rigenerazione Urbana1, propone i principi di riferimento per i programmi di trasformazione delle aree urbane dismesse o dismettibili che, avendo perduto la funzione originaria, costituiscono oggi i luoghi di maggiore potenzialità per la città, dal punto di vista della riqualificazione economica, sociale, urbanistica e ambientale. La Carta si rivolge a tutti i soggetti che operano nella città, sia pubblici che privati, offrendo l'insieme di idee e pratiche che hanno retto alla prova delle trasformazioni avvenute. Nella prima sezione la Carta individua gli elementi della qualità, ovvero quegli elementi ritenuti necessari affinchè la trasformazione delle aree dismesse o dismettibili produca non solo la loro riqualificazione, ma la rigenerazione urbana nel suo insieme. Si tratta proprio dei cinque indicatori di qualità citati prima, secondo cui l'azione di rigenerazione può trovare un riscontro positivo. I principi di riferimento proposti sono infatti la qualità urbana, la qualità urbanistica, la qualità architettonica, la qualità dello spazio pubblico, la qualità sociale, la qualità economica, la qualità ambientale, la qualità energetica, la qualità culturale e la qualità paesaggistica. Per una maggiore semplificazione si è deciso di raggruppare tali principi in cinque macro-categorie, ovvero i cinque indicatori di qualità, in modo tale da trovare il corrispettivo nei casi studio presentati. E' interessante capire come questi temi possano incidere sulla buona riuscita di un'azione mirata al recupero delle aree periferiche e come, agendo su determinate leve, si possano ottenere degli ottimi risultati di rigenerazione e nuovo sviluppo di un'area. Obiettivo della ricerca è appunto quello di mettere in luce, attraverso riferimenti alle esperienze in atto in alcuni paesi europei, come sia possibile ottenere dei validi effetti nell'azione di rigenerazione delle periferie concentrando le forze sui cinque temi sopra citati. E' molto importante sottolineare che i diversi interventi vanno "composti" caso per caso a seconda delle diverse realtà, senza ritenere l'elenco precedente come un pacchetto di interventi fisso e ripetibile. Comunque siano le varie "composizioni" delle diverse azioni, in esse deve essere sempre presenti il concetto di gestione2, le periferie vanno essenzialmente gestite, l'azione su di esse deve partire da logiche di gestione, non di intervento puntuale su singoli manufatti o su singoli aspetti. Affinchè le azioni trovino dei riscontri positivi è necessario puntare sull'idea di città multicentrica.
Nel primo capitolo è stata condotta un'analisi di come le periferie vengono oggi percepite e definite; una sorta di rassegna sulle definizioni e le interpretazioni che sono state assegnate al termine periferia. Ne emerge un quadro molto complesso e denso di problematicità ricorrenti, ma anche un'inversione di rotta rispetto all'analisi e al governo di tali problematicità. La tendenza è quella infatti di fare leva sugli aspetti positivi e non su quelli negativi, mettendo in evidenza l'insieme di potenzialità che il territorio offre in termini di attori, di progettualità e specificità del luogo, di risorse da valorizzare. In questo modo l'attenzione è posta non sui problemi ma sulle opportunità, passando quindi da una concezione della periferia come luogo dell'esclusione e della marginalità ad un approccio che riconosce la presenza di valori locali che possano definire nuovi orizzonti di sviluppo. Sotto quest'ottica è evidente come le questioni riguardanti i disagi sociali ed economici, il degrado che caratterizzano sempre di più le periferie, diventino punti di forza per un'azione mirata al recupero di queste realtà. Tutti i cinque indicatori sono fra loro collegati e connessi poiché se manca uno di questi aspetti, gli altri stentano a decollare. Proprio per i caratteri di deterioramento ed emarginazione che prevalgono nelle periferie, l'esigenza primaria è quella di eliminare o quantomeno diminuire l'aspetto degradato dei fabbricati attraverso una riqualificazione edilizia; essa va certamente accompagnata da azioni di rigenerazione sociale e di accompagnamento verso la popolazione residente, educando e mostrando loro i benefici di tale riqualificazione in modo da garantire il mantenimento del decoro ristabilito. Se inoltre le periferie sono caratterizzate da situazioni sociali problematiche, le politiche di rigenerazione sociale puntano a diminuire se non a risolvere tali problemi, in modo da generare un tessuto sociale attivo e cosciente. Per questo motivo è opportuno pianificare delle azioni di rigenerazione economica, in modo da garantire ai quartieri quello sviluppo economico che incentiva gli investitori esterni a porre i loro capitali all'interno delle periferie e incentiva gli abitanti stessi ad uscire dall'eventuale situazione di precarietà, perché offre loro una possibilità di impiego e quindi di riscatto. E' però importante sottolineare quanto l'uomo non viva solamente in spazi chiusi, ma senta spesso l'esigenza di usufruire di spazi aperti vivibili e sicuri, dove poter socializzare con i suoi simili e dove poter svolgere in modo sereno la propria attività sociale. In questo senso gli spazi pubblici hanno un ruolo fondamentale poiché, se non si pensa anche alla loro riqualificazione, si rischia di dare vita a dei quartieri con abitazioni confortevoli entro le quali gli abitanti si rifugiano poiché percepiscono lo spazio esterno ostile e poco sicuro. Garantire la vivibilità degli spazi aperti è molto importante perché è l'aspetto che da vita alle nostre città che, diversamente, sarebbero dei banali dormitori. Ne deriva infine una gestione più coerente e programmatica della rete dei trasporti, innanzitutto perché strade, piazze, collegamenti viari, sono parti dello spazio pubblico; inoltre garantire una migliore mobilità significa ridurre quel senso di esclusione tipico dei quartieri periferici nei confronti del resto della città e significa fornire una rete sulla quale si possono appoggiare i flussi di merci, persone e capitali, in modo da supportare al meglio un potenziale nuovo sviluppo economico. Il legame tra questi cinque indicatori è quindi necessario e possibilmente indissolubile, in modo da pianificare un'azione di intervento che coinvolga tutti questi aspetti senza i quali non si otterrebbero dei risultati soddisfacenti.
Nei capitoli successivi vengono proposti dei casi studio di riqualificazione e rigenerazione a livello europeo; dopo una prima presentazione del contesto nel quale Si opera, vengono analizzate le proposte avanzate e gli interventi di riqualificazione alla luce degli indicatori di qualità. Si è riscontrato Che le Stesse amministrazioni si sono poste come obiettivo il soddisfacimento di questi indicatori, a volte riuscendoci e a volte no; al di là dell'esito finale, questo significa che anche gli organi di governo delle città sono sensibili a questi temi, poiché il dibattito pubblico pone con una certa rilevanza la necessità di integrare questi temi nei programmi di rigenerazione attuati per le aree periferiche. Le problematiche costantemente presenti nelle periferie delle città europee, hanno fatto sì che l'opinione pubblica si interessasse e approfondisse i temi della riqualificazione e della rigenerazione, sensibilizzando gli attori coinvolti, pubblici e privati, a conoscere meglio tali questioni e ad agire di conseguenza, esercitando il loro potere al fine di stimolare azioni integrate di recupero e nuovo sviluppo. Tutte le azioni proposte vengono lette e interpretate in un'ottica di soddisfacimento degli indicatori di qualità, coordinando le iniziative verso il raggiungimento di tale obiettivo.
L'intento è quello di dimostrare che agendo sugli indicatori, essi diventano delle leve per la buona riuscita della trasformazione urbana. E' interessante notare come le diverse amministrazioni puntino su determinati aspetti piuttosto che altri, in base chiaramente alle possibilità che il contesto geografico, politico, culturale e sociale offre. Gli obiettivi di fondo sono sempre gli stessi, ma essi sono più facilmente ottenibili in determinati contesti piuttosto che in altri. E' quindi facile comprendere come le azioni vengano di volta in volta calibrate sulla base delle opportunità che il contesto offre. Laddove è possibile confrontarsi in modo costruttivo con i cinque parametri si è riscontrato un successo delle azioni di riqualificazione, laddove ciò non è stato possibile, si percepisce una lacuna nel risultato finale. Come si è detto prima, gli indicatori sono collegati fra loro da un rapporto di dipendenza logica, e questo significa che non si può pensare di coordinare un'azione di sviluppo senza considerarli insieme, come uno l'effetto dell'altro. La buona pianificazione di questi indicatori produce un effetto domino per cui la buona gestione di alcuni parametri comporta inevitabilmente la gestione di tutti gli altri. Il rapporto consequenziale che lega gli indicatori di qualità fa sì che l'analisi di uno comporti l'analisi degli altri, e, se i presupposti di base sono buoni, la buona riuscita di uno comporta la buona riuscita degli altri. Attraverso i cinque indicatori di qualità di un intervento di riqualificazione è possibile tracciarne le linee guida indicando quali sono gli obiettivi di tale azione e, infine, è possibile farne un'analisi finale sull'ottenimento degli obiettivi iniziali. Gli indicatori hanno perciò una duplice valenza: fornire una griglia di azioni rivolte alla rigenerazione e fornire un sistema di giudizio per poter trarre delle considerazioni per le azioni future.
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